IL CASO

Assoluzione Dezio, Del Vecchio (Pd): «ora risarcire il dirigente sospeso»

Slitta in Consiglio la discussione sull’Imu

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Dezio con il suo difensore, Marco Spagnuolo

Dezio con il suo difensore, Marco Spagnuolo

PESCARA. «La maggioranza non ha più i numeri». «Stiamo aspettando una circolare esplicativa del Ministero». Sono queste le due visioni contrapposte, rispettivamente di minoranza e maggioranza, sul rinvio di ieri mattina della discussione sulla delibera per il regolamento dell’Imu.

«Abbiamo bisogno dell’esatta definizione della nozione di prima abitazione», ha spiegato il capogruppo del Pdl Armando Foschi, «dobbiamo definire la vicenda delle ‘pertinenze’ e fissare la disciplina dell’Imu inerente gli alloggi Ater. Ma la circolare che stavamo aspettando non è arrivata».
Così tutto rimandato fino a quando il documento non arriverà a Palazzo di città.
E’ andata diversamente secondo il Partito Democratico che sostiene che senza maggioranza in aula sia stato necessario rinviare l’esame del regolamento Imu. «Mascia non aveva i numeri che gli consentissero di esaminare il regolamento e si è rifugiato dietro presunte attese di circolari esplicative».
Ma ha pesato sul Consiglio comunale anche l’esito della sentenza della Corte d’Appello de L’Aquila che giovedì scorso ha assolto «perché il fatto non sussiste» il dirigente comunale Guido Dezio, ex braccio destro dell'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso,  per la vicenda relativa al concorso per la sua assunzione in Comune come dirigente a tempo indeterminato. Al momento è ancora imputato nel processo ‘Housework’ su presunti tangenti.
La vicenda giudiziaria che nei giorni scorsi ha visto il pronunciamento della Corte d’Appello mosse i primi passi da interrogazioni ed esposti; la condanna di primo grado portò all’attivazione, da parte dell’attuale amministrazione, del provvedimento di sospensione dal servizio del dirigente.
Il consigliere Del Vecchio ha detto chiaramente in aula che adesso oltre a dover ristorare il dirigente sospeso della retribuzione si dovrà accertare sulla legittimità di quel provvedimento che, a dire dello stesso consigliere, «non poteva essere assunto in quanto l’eventuale e da dimostrare reato era stato commesso da un privato cittadino e non dal dirigente nell’esercizio delle sue funzioni e, quindi, non rientrante nella fattispecie prevista dal decreto Brunetta».


La maggioranza si è concentrata, invece, tutta sulla delibera inerente il rendiconto consuntivo del 2009: «nessun errore nei conti tra residui passivi e attivi», ha chiarito l’assessore alle Finanze Eugenio Seccia, «e nessuna sanzione per la ritardata approvazione».
La delibera è stata approvata ieri mattina in Consiglio comunale, con 15 voti a favore e un presente in aula non votante: «sono finite così le sterili polemiche sollevate nei mesi scorsi dal Pd», sostiene Seccia, «che, in merito al presunto ‘richiamo’ della Corte dei Conti, che tale non era, ha dimenticato di dire che le eventuali osservazioni sollevate dalla Sezione regionale di controllo si riferivano non ai conti dell’amministrazione di centrodestra ma, nel caso, a quelli del governo di centro-sinistra».
Ma la minoranza batte sempre sullo stesso tasto: «Mascia dovrebbe assumere l’unica responsabilità possibile: rassegnare le proprie dimissioni». Del Vecchio ha fatto riferimento anche alla «pessima attività di scopiazzatura che alcuni illustri dirigenti comunali hanno fatto recentemente».
Duplice il riferimento che solo nella giornata di ieri ha visto esplodere due casi: quello della delibera copiata e incollata (male) per l’incarico di Silvano Console e quella del provvedimento del vigili ‘ispirata’ da Wikipedia.
«E’ l’ennesima prova», chiude Del Vecchio, «di chi sembra aduso all’utilizzo di internet in maniera molto maldestra come accaduto in occasione della revisione dello Statuto della Società Attiva in
cui la relazione alla delibera venne copiata integralmente da una sentenza della Corte dei Conti della Lombardia o, ancora, il Regolamento sul Mercato Ittico copiato dal Comune di Savona».