IL PORTO DELLE SABBIE

Porto di Pescara, il Governo: «competenza è della Regione»

Il sottosegretario Fanelli risponde all’interpellanza di D’Incecco

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Porto di Pescara, il Governo: «competenza è della Regione»
PESCARA. La deputata del Pd non si rassegna e chiede aiuto a Roma: «è una emergenza».

La complessa questione del porto di Pescara, reso impraticabile da uno spaventoso accumulo di detriti, è approdata ieri nell'Aula di Montecitorio. Durante i lavori della Camera dei deputati, infatti, la deputata abruzzese del Pd, Vittoria D'Incecco, ha illustrato una sua interpellanza urgente al Governo. A rispondere, in Aula, il sottosegretario all'Ambiente, Tullio Fanelli. «Questa è la terza volta che sollevo in Aula il problema del dragaggio del porto di Pescara - ha detto, all'indirizzo del Governo, l'onorevole D'Incecco -. La vicenda del porto di Pescara si presenta, a tratti, kafkiana».
L’esponente del Pd ha parlato in aula della mancata manutenzione dei fondali che hanno determinato la paralisi dello scalo pescarese. «Il Governo deve intervenire subito», ha chiesto.
Ma la risposta del sottosegretario Fanelli si è orientata prevalentemente alla ricostruzione di tutto l'iter. «La competenza - ha detto - è ormai pienamente della Regione; ciò nonostante il Ministero dell'ambiente continuerà a dare il proprio supporto, anche attraverso gli enti vigilati, per individuare e porre in atto una tempestiva soluzione operativa delle complesse problematiche evidenziate».
Pronta la replica della deputata D'Incecco: «Il Governo non può limitarsi a dire di chi sono le competenze. La questione è di chiara rilevanza sociale ed economica e riguarda tutti. Si convochi presso il Governo, con urgenza, un tavolo su questa emergenza. Vengano chiamati i rappresentanti degli enti locali, i parlamentari abruzzesi, i soggetti interessati; si mettano tutti intorno a un tavolo e il Governo coordini un intervento articolato, una strategia, nella chiarezza dei ruoli di ciascuno. Se qualcuno non fa la sua parte bisogna incalzarlo, bisogna chiarire chi deve fare cosa, senza che vi sia alcun dubbio. Ma questo va fatto con estrema urgenza, perché non possiamo aspettare neanche più un giorno».
Nei giorni scorsi il commissario straordinario Guerino Testa si è dimesso ed oggi la vicenda, se possibile, è ancora più intricata. Oltre al problema dei fondali c’è quello della burocrazia che dovrà organizzarsi nuovamente per sciogliere la questione. Nei giorni scorsi Mascia aveva chiesto anche l’intervento del presidente Chiodi che, vista la scadenza del suo commissariamento a L’Aquila, potrebbe ben presto prendere le redini della ‘nuova’-vecchia emergenza.
Sullon sfondo anche le polemiche i lavori per il nuovo progetto De Girolamo/Pavia che per alcuni potrebbe decretare la fine dello scalo pescarese.