ARRESTI

Droga dalla Spagna, operazione tra L’Aquila e Roma

Un arresto, perquisita la casa di un teatino

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Droga dalla Spagna, operazione tra L’Aquila e Roma
L’AQUILA. E’ scattata questa mattina la seconda fase dell’operazione ‘Costa dorata’: in totale 12 arresti, 23 denunciati e sequestrati 61,5 kg di hashish.

Questa mattina i poliziotti della squadra Mobile de L'Aquila hanno arrestato a Roma Vincenzo Piccolo, 41 anni di Roma. L’uomo è accusato di detenzioni ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli agenti hanno perquisito anche le abitazioni di cinque indagati, tutti residenti nella capitale: Liliana Piras, 61 anni, Andrea Riccioni, 40 anni, Piero Mita, 37 anni di San Benedetto del Tronto, Maurizio Borgia 41 anni e Franco Cinquina 59 anni di Chieti.
E’ partita dunque così la seconda fase, quella romana, dell'operazione finalizzata a stroncare un ingente traffico di droga in Abruzzo, scattata nel gennaio scorso.
Ad aprile i poliziotti aquilani a Roma avevano sequestrato 65,5 chili di hashish e arrestato un palermitano, Salvatore Moreci, 45 anni di Termini Imerese, e l'aquilano Antonio Ferrella, (61).
Oltre alla droga trovata all'interno di una Bmx Serie 1, la Mobile aveva sequestrato 10mila euro in contanti. Lo stupefacente, in parte destinato anche al mercato aquilano, era stato acquistato in Spagna attraverso la mediazione di altri due indagati una donna Spagnola, Ana Isabel Rosello Cuenca, (38) e l'austriaco Erich Muller (67), quest'ultimo arrestato in Francia nel marzo 2010 in quanto trovato in possesso di 130 kg di hashish.
A gennaio i poliziotti aquilani guidati dal capo della Squadra Mobile, Fabio Ciccimarra, hanno sequestrato anche un noto night club di Alba Adriatica ove alcuni degli arrestati oltre allo smercio di droga favorivano anche l'esercizio della prostituzione. 


DOCUMENTATI OLTRE 40 EPISODI DI SPACCIO
Le intercettazioni telefoniche e i pedinamenti in breve tempo hanno permesso di documentare oltre 40 episodi di spaccio di cocaina tutti definiti fra L'Aquila, Avezzano ed Alba Adriatica. Da una costola di quella indagine sono emersi spunti investigativi che poi hanno determinato gli ulteriori approfondimenti della Mobile Aquilana che questa volta orientava il suo interesse nei confronti del gruppo romano ritenuto in grado di curare l'ingresso in Italia di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente provenienti dalla Spagna. 


LA DROGA ARRIVAVA DALLA SPAGNA

Le indagini hanno permesso di documentare come gli indagati romani - in tutto 10 - provvedessero dapprima alla raccolta dei fondi destinati all'acquisito in Spagna dello stupefacente, nonché di delineare le modalità attraverso cui il gruppo di fatto provvedesse a trasferire in Italia lo stupefacente facendolo arrivare dalla Spagna fino alla frontiera e di lì, a bordo di auto, trasportarlo fino alla Capitale.