VIGILI IN RIVOLTA

Morte Morosini: «provvedimento disciplinare al vigile copiato da Wikipedia»

«Chi ha verificato che il passaggio dell’ambulanza era ostruito?»

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La pagina di Wikipedia

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PESCARA. Sono infuriati: chiedono chiarezza sui loro compiti e un riconoscimento del loro operato quotidiano.

I vigili urbani di Pescara sono sul piede di guerra a seguito delle «gravi affermazioni» della amministrazione Comunale di Pescara scritte a motivazione del provvedimento disciplinare nei confronti del maggiore che ha parcheggiato l’auto di servizio in modo da ostruire il passaggio dell’ambulanza che doveva soccorrere Piermario Morosini.
Nel provvedimento si asserisce, infatti, che la Municipale, non appartiene alle forze di polizia e che dunque l’ufficiale in questione non doveva trovarsi lì perché non appartenente alle forze di polizia.
«Fino a ieri», scrivono i vigili in una lettera invia al sindaco Mascia, al questore, al prefetto, agli assessori, ai gruppi consiliari del Comune, agli organi d’informazione e alle sigle sindacali di categoria d’Italia, «abbiamo sempre ritenuto di essere in prima linea per garantire la corretta convivenza civile» ma alla luce di quanto letto non sanno più cosa devono fare.
E le domande sono più di una: «quale ruolo rivestono gli agenti che quotidianamente svolgono il servizio di scorta armata al sindaco Luigi Albore Mascia (in seguito ad alcune minacce ricevute, ndr)?»
Perché se non sono né una forza di polizia nè una forza dell’ordine «ogni giorno, senza ausilio di altre forze, operiamo nel quartiere più a rischio della città per volontà del sindaco e del questore?». Il riferimento è al servizio che una pattuglia dei vigili svolge quotidianamente in via Caduti per Servizio.
E lo stesso dicasi per il servizio di ordine pubblico in piazza Santa Caterina e piazza Sacro cuore. «Ogni giorno aliquote di personale sono fornite alla questura e ai carabinieri per controlli congiunti a Rancitelli. Garantiamo in prima persona l’attuazione di sgomberi di abitazioni popolari abusivamente occupati. Agiamo abusivamente? I nostri compiti sono altri?»


DISPOSITIVO STRUMENTALE
Per il Corpo il dispositivo col quale il maggiore è stato condannato «è quantomeno strumentale e lesivo della dignità degli appartenenti al Corpo polizia municipale di Pescara nonché di tutte le Polizie Municipali d’Italia».
Ma sarebbe anche errato quel dispositivo in quanto la Polizia Municipale «è posta a pieno titolo all’interno della sicurezza cittadina dalla legge 26 marzo del 2001, n.128, dal Decreto Legge 23 maggio 2008 n. 92 “pacchetto sicurezza”, e dall’ articolo 7 del d.l. n. 92/2008 »
I vigili vogliono inoltre sapere chi e come ha accertato che l’auto dell’ufficiale era posizionata, come si legge nel provvedimento, in modo tale da ritardare l’ingresso dell’ambulanza sul terreno di gioco. E poi ancora: «è legittima e compatibile con le norme sulla “privacy” la pubblicazione quasi istantanea, su tutti gli organi di informazione del dispositivo, addirittura in versione acquisita allo scanner?»


LA REPUTAZIONE

Nel dispositivo si legge tra l’altro, che la sanzione è stata impartita in considerazione del fatto che la condotta del maggiore ha arrecato all’ente un notevole «pregiudizio reputazionale».
«A nostro parere», chiudono i colleghi, «il vero nocumento è quello che oggi si consuma ai danni dell’agente sospeso e di tutti gli agenti delle Polizie Municipali d’Italia che vengono pubblicamente delegittimati al fine di trovare una qualunque motivazione che giustificasse l’annunciata “pena esemplare”»
La Polizia Municipale non ci sta ad essere «capro espiatorio di nessuno» e chiede «chiarezza pubblica» e «riconoscimento dell’operato quotidiano di tutti gli addetti che a tutela del proprio lavoro, dei propri interessi, dei propri diritti e della propria sicurezza, conferisce mandato alle organizzazioni sindacali a rappresentarli e tutelarli in ogni forma ed in ogni sede».

«SENTENZA COPIATA DA WIKIPEDIA»
Ma in queste ore è il Siulp, Sindacato unitario lavoratori polizia locale, che getta nuova benzina sul fuoco sostenendo che l’ufficio procedimenti disciplinari del Comune di Pescara «innova il nostro ordinamento giuridico, e lo fa citando una delle fonti di maggior pregio a livello normativo ….. “Wikipedia l’enciclopedia libera”»
Ebbene sì, con grande meraviglia il sindacato ha scoperto che l’ufficio procedimenti disciplinari, «dovendo procedere velocemente a definire la questione si è affidata all’enciclopedia virtuale di Jimmy Wales.
Infatti alla voce Polizia Municipale il sito (seppur molto buono ma a volte non attendibile) consiglia la definizione «le polizie municipali non fanno parte de iure delle forze dell’ordine ne delle forze di polizia».
Esattamente la stessa espressione utilizzata dalla commissione disciplinare e che cozza, invece con tutti i riferimenti di legge che da giorni i vigili urbani richiamano.
«Ecco allora che abbiamo compreso: questa frase è tratta da Wikipedia. Ora possiamo tranquillizzarci, per un attimo ci era preso il panico che avessimo perso il passaggio legislativo fondamentale con il quale gli organi parlamentari (lo Stato) ci avevano depennato dalle forze di polizia. Chi ha commesso una tale inesattezza dovrebbe riflettere e forse dovrebbe presentare le dimissioni per giusta causa».
Il sindacato fa inoltre notare («a dimostrazione della incredibile superficialità e approssimazione dell’ufficio procedimenti disciplinari del Comune di Pescara») che anche la sentenza di cassazione citata nel provvedimento disciplinare (n. 5771/2008) «è stata citata a sproposito perché è riferita alla multa elevata dal vigile urbano senza divisa e fuori servizio e trattava della qualifica di agenti di Pg subordinata per la Polizia Municipale all'ambito territoriale di competenza ed alla condizione che stiano espletando il proprio turno lavorativo. Il riferimento è quindi assolutamente fuori luogo visto che il collega sanzionato era in divisa e nel proprio turno lavorativo».