PRESUNTA DIFFAMAZIONE

Diffamazione, Maurizio Costanzo e Mauro Mazza nel mirino del gup di Lanciano

Presunta diffamazione anche per il tenente della Finanza Compagnone

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6903

Maurizio Costanzo

Maurizio Costanzo

LANCIANO. Svolta in un'inchiesta della Procura di Lanciano, per presunta diffamazione attraverso la televisione in relazione ad una puntata del gennaio 2011 della trasmissione 'Bonta' Lorò di Maurizio Costanzo.

Il gup, Francesca Del Villano Aceto, ha respinto l'archiviazione - chiesta dalla procura -, per Costanzo, difeso dall'avvocato Roberto Ruggiero, e disposto che la stessa procura iscriva sul registro degli indagati, sempre per presunta diffamazione a mezzo televisivo, oltre a Costanzo, anche il direttore di Rai 1 Mauro Mazza e il comandante della Guardia di Finanza di Lanciano, il tenente Marta Compagnone, ospite in studio. L'inchiesta e la relativa decisione del Gup sono successive all'arresto per maltrattamenti agli anziani, nel giugno 2010, della titolare di una casa di riposo frentana, Eva Bucciarelli, e della figlia Arianna Di Tommaso, sua collaboratrice, tornate libere dopo tre mesi.
Gli accertamenti erano iniziati nel dicembre 2009, in seguito ad un controllo della Guardia di finanza sul lavoro sommerso all'interno della struttura. Nell'operazione alcune ex dipendenti riferirono dei maltrattamenti agli anziani e le segnalazioni finirono in un rapporto rimesso alla Procura di Lanciano, che affianco' alle fiamme gialle i carabinieri.


LA DECISIONE DEL GUP

La decisione fa riferimento ad una trasmissione nel corso della quale venne asserito erroneamente dagli ospiti in studio che Eva Bucciarelli fosse ancora in carcere e la figlia ai domiciliari.
Inoltre fu aggiunto che la gestione della struttura, dopo l'arresto, aveva avuto un salto qualitativo con il passaggio ai servizi sociali del comune di Lanciano, nonostante tale passaggio di gestione non risultasse mai avvenuto.
Il difensore delle arrestate, l'avvocato Alessandro Troilo, chiese ed ottenne il sequestro della registrazione della trasmissione, le cui trascrizioni sono state analizzate dal gup, ma non la replica in trasmissione. Dal momento che non vi furono approfondimenti investigativi sulla veridicità della gestione della struttura per anziani da parte del servizi sociali, lo stesso giudice ha chiesto alla procura ulteriori verifiche.