SANITA'

Croce rossa di Vasto, un esposto alla GdF mette a nudo la gestione di quel Comitato

Lunedì il volontario licenziato ha presentato la denuncia

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Sede regionale della Cri

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VASTO. L’esposto che un autista di ambulanza licenziato ha presentato alla Gdf contro il Comitato Cri di Vasto non sembra un fatto isolato.
La Croce rossa regionale infatti sapeva che c’erano criticità evidenti in quella gestione, come conferma una lettera del direttore regionale datata 8 settembre 2011. Si tratta di un vero e proprio ordine di servizio per il distacco di un’unità amministrativa dalla sede di Chieti a quella di Vasto per due giorni a settimana: il compito affidato è di mettere ordine nella contabilità e nella gestione dei volontari, dopo le lamentele pervenute alla sede centrale. Quasi un commissariamento che conferma quanto si legge nell’esposto presentato lunedì alla Gdf da Maurizio Spagone, il volontario licenziato in tronco senza uno straccio di motivazione. E che chiarisce quanto confermato genericamente dal direttore regionale che, interpellato, ha dichiarato di essere a conoscenza delle lamentele di Spagone, il cui licenziamento però sarebbe imputabile all’agenzia interinale che gestisce le assunzioni. L’ordine di servizio e la conferma del direttore sono un segno inequivocabile che la sede centrale era in allarme per quello che stava succedendo a Vasto e si era affidata ad un esperto, tra l’altro un militare di carriera, per  arginare possibili “scivolate” di quel Comitato Cri.
Detto in altre parole, bisognava controllare se c’era o no una deriva verso una gestione non solidaristica e poco attenta all’attività assistenziale ai poveri ed agli indigenti, secondo quello che è il compito soprattutto della sezione femminile della Cri. Quanto alla gestione dei Volontari, anche in questo settore sembravano fondate le lamentele di chi era pagato 20 ore, pur restando in servizio di più, e chi per 26 ore, oltre il limite pattuito. A sorpresa, a quanto se ne sa, il responsabile amministrativo distaccato da Chieti non è riuscito a completare il suo incarico e si è dovuto ritirare in buon ordine, non senza aver relazionato con dovizia di particolari che la situazione di Vasto era ingestibile e non molto in linea con gli obblighi ed i canoni di comportamento della Croce rossa. Tutto nero su bianco e tutto ora a disposizione della GdF, tanto che l’esposto sembra solo la punta di un iceberg che fa immaginare una situazione molto più a rischio. Almeno stando al bilancio 2011, il cui consuntivo però non è stato ancora approvato, e che sfiora il mezzo milione, per la precisione 496.500 euro.
 Di questi, 329 mila euro provengono dall’appalto Asl per il trasporto dei malati e 45 mila sono introiti delle manifestazioni, tipo la vendita delle uova di Pasqua o concerti benefici, dove lo spettatore paga e gli artisti si esibiscono gratis per consentire così la raccolta di fondi a favore dei poveri. Desta però qualche perplessità che a fronte dei 45 mila euro incassati dalle attività di raccolta fondi, solo 500 euro sono registrati come uscita sotto la voce “viveri” e solo 4 mila vanno a “sussidi ed interventi a carattere assistenziale. Al contrario 8.500 euro escono come “prestazioni professionali”: se fosse, come sembra, il compenso  del consulente esterno chiamato a redigere il bilancio, questa sarebbe una “stranezza” doppia. C’era infatti l’addetto amministrativo di Chieti che lo poteva fare gratis e in Cri le consulenze sono vietate dallo scorso anno.

Sebastiano Calella