VOTI E POLTRONE

Faccia contro Cialente: «Pinocchio». Verini: «passerebbe sul cadavere di un parente per i suoi scopi»

Liste De Matteis: «andiamo in Procura»

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Verini e Faccia

Verini e Faccia

L’AQUILA. «Non si possono cambiare le carte in tavola, Cialente è come Pinocchio. Ecco chi andranno a votare gli aquilani».

Non si smorzano le polemiche sull’accordo che Cialente avrebbe voluto portare a termine con Fli e non riuscito. Il sindaco nei giorni scorsi ha comunque garantito a Daniele Toto, responsabile regionale del partito di Fini, «3 postazioni» per Enrico Verini e Luigi Faccia, una di queste anche «con remunerazione superiore a quella di un consigliere comunale».
La questione è tutta qui: i fatti sono confermati dalla email pubblicata ieri ma soi tratta di capire se il sindaco uscente abbia offerto posti nelle partecipate nell'ambito del "normale dialogo politico" oppure si tratti di qualcosa di più che magari oltrepassa l'etica del buon amministratore. Pare comunque difficile comprenderlo visto il particolare momento di tensione che precede il ballottaggio.
Ed è scoppiata la polemica. Sul sindaco si sono abbattuti gli strali della politica di centrodestra. Per De Matteis il sindaco deve ritirarsi dalla competizione elettorale, Mantini (Udc) chiede un intervento della magistratura. Il Pdl parla di «becero voto di scambio».
Adesso interviene anche Faccia che in una intervista a ‘Il Ficcanaso’ attacca il sindaco uscente: mostra un protocollo d’intesa firmato alla vigilia del primo turno in cui si garantiva l’ipotesi di apparentamento con Fli in un eventuale ballottaggio.
«I miei elettori lo sapevano», ha assicurato Faccia, «l’ho fatto per una opportunità politica per confermare il mio posto in Consiglio comunale. Io sono stato artefice della passata consiliatura ma tutto è stato vanificato dalle bugie».
Faccia racconta dunque di aver accettato la candidatura con Fli (che ha appoggiato il candidato sindaco Verini) e di un protocollo d’intesa «tra segreterie regionali» firmato a fine aprile.
«Ad elezioni svolte, il 7 sera, sono cambiate le carte in tavola», va avanti Faccia. «Il sindaco ha tergiversato, qualche partito non ha accettato l’ipotesi apparentamento con Fli e senza apparentamento io ero fuori. Se lui avesse rispettato i patti d’onore io e Verini stavamo in Consiglio. Hanno disconosciuto quel documento, fatto finta che non esistesse. Alla fine c’è stato solo l’apparentamento con l’Idv imposto dall’alto con mal di pancia di Mancini. Oggi credo che sia mio dovere far sapere quale sindaco bugiardo gli aquilani andranno a votare».
«Sono onesto», ribadisce Faccia, «e quando dò la parola dò la parola, non posso sottacere quello che mi hanno fatto».


«TOTO MI HA CHIAMATO E SI E’ SCUSATO»
Intanto da ieri pomeriggio su Facebook Cialente continua a raccontare la sua verità. Non nega l’accordo con Fli e spiega: « La mia proposta era pulita ed alla luce del sole, con una lettera firmata. Sapevo che l'avrebbero potuta far uscire, Verini me l'aveva minacciato insieme a Faccia. Ma io non cedo a ricatti».
Cialente si dice convinto di non aver fatto nulla di male e il dispiacere, in queste ore, è tutto per «la pessima figura che l'onorevole Toto ha fatto nei confronti di tutti compiendo un atto così spiacevole. Mi chiede una mail, la riceve e poi la pubblica o la fa pubblicare da Verini e Faccia. Credo si sia trattato di un atto di profonda scortesia e maleducazione nei miei confronti, che credo mortifichi soprattutto chi l'ha commesso . E non basta che questa sera Daniele Toto si sia scusato al telefono».


VERINI: «SOLO BUGIE»
Nel dibattito sulla pagina Facebook del sindaco si inserisce anche Enrico Verini che scrive al primo cittadino: «Solo bugie.. Caro Massimo.. Purtroppo non le prime. Capisco il tuo imbarazzo, ma riversarlo su di me, non ti dà onore». Verini assicura di non aver passato la lettera incriminata alla stampa (ce l’avevano di sicuro Verini, Faccia e Toto, oltre Silvio Paolucci e lo stesso Cialente).
«Ora chi legge giudicherà», sostiene l’ex candidato sindaco. «Stasera decideremo su De Matteis o se restare a casa. Con lui nessun accordo, nessuna mail, nessun tentativo di comprarci.. Una bella differenza.. Riflettici».
Ma Verini non si ferma e va avanti e i toni diventano sempre più aspri: «che Cialente è bugiardo, lo scoprii 7 anni fa, quando giurò il falso sulla memoria di suo fratello deceduto. Dunque oggi non mi stupisco di come tenti di rigirare la realtà, di fronte ai sui comportamenti documentati dalle sue mail, che testimoniano sulla qualità del suo operato». E rincara ancor di più la dose producendosi in giudizi duri ma scritti nero su bianco: «Cialente è persona senza categorie valoriali, se non quelle negative della politica vecchia che gli è propria; passerebbe sulla verità, sulla pelle del suo migliore amico, sul cadavere di un suo parente, pur di ottenere i propri scopi. Pericolosa una personalità di tale genere a capo di una città. Un sindaco bugiardo. Lo sanno tutti coloro che lo conoscono, a partire dai sui più stretti collaboratori».
Dopo il terremoto vero e le speculazioni sulla ricostruzione, domenica e lunedì la città distrutta -ancora a tre anni dal sisma- ritornerà al voto. Da martedì almeno gli Aquilani potranno tirare un sospiro di sollievo. Comunque vada la campagna elettorale sarà finita.

ACCORDO PD-FLI: SI VALUTA PRESENTAZIONE ESPOSTO
Le liste del progetto “L’Aquila Città Aperta” stanno valutando la possibilità di fare un esposto alla Procura della Repubblica dell’Aquila in merito agli accordi preelettorali intercorsi tra il Partito Democratico e Futuro e Libertà.
Secondo i rappresentanti delle liste, infatti, la base dell’accordo non si fonderebbe su un programma elettorale che tiene conto degli aspetti amministrativi legati a specifiche iniziative politiche da assumere per la governance della città, bensì si baserebbe su «un do ut des, sulla cui liceità ci sarebbe da interrogarsi».
Si tratterebbe, insomma, di una «preventiva spartizione dei posti che nulla ha a che fare con l’apparentamento, già regolato dalla legge elettorale quanto a effetti che produce sugli schieramenti che si uniscono. Quindi, ci troveremmo di fronte a ulteriori e non previste promesse di concessione di prebende e di particolari segnalazioni di personaggi da insediare in ruoli ben precisi».
«Oltre alla ferita del terremoto, alla incapacità amministrativa della giunta Cialente», sottolineano le liste che appoggiano De Matteis, «L’Aquila deve ora subire l’affronto di una democrazia umiliata da accordi da basso impero, per questo invitiamo i Cittadini, i partiti e le realtà civiche a prendere pubblicamente le distanze da questo imbarbarimento della politica cittadina e a impegnarsi a dare una possibilità di futuro nuovo e certo all’Aquila. Anche per questo è importantissimo esercitare il proprio diritto al voto».