CONSULENZE E POLEMICHE

Teatro area di risulta, protestano gli architetti: «basta consulenze, regole trasparenti»

I professionisti contestano le scelte dell’amministrazione pubblica

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Teatro area di risulta, protestano gli architetti: «basta consulenze, regole trasparenti»
PESCARA. Lo avevano chiesto a luglio scorso e continuano a chiederlo anche ora: per il nuovo teatro dell’area di risulta serve un cambio di rotta.

E per cambio di rotta l’ordine degli Architetti di Pescara intende: stop alle consulenze al noto collega ma un concorso aperto alle migliori professionalità e una scelta «trasparente» sul progetto migliore.
Ma la giunta Mascia ha scelto un’altra strada affidamento la consulenza di poco inferiore ai 50 mila euro all’architetto Michele Lepore che dovrà svolgere un incarico “di supporto, coordinamento, supervisione all’Unità di progetto ed al Responsabile Unico del Procedimento” per il teatro.
«Il tecnico individuato è noto per comparire negli ultimi tempi con frequenza sui cartelli delle opere pubbliche come coordinatore», sottolinea l’ordine degli Architetti, definizione che, però, notano i colleghi del consulente «spesso muta, nelle dichiarazioni pubbliche, in quello di autore tout court».
I professionisti della città hanno dunque la netta impressione di essere stati tagliati fuori e rivendicano l’apertura alle loro idee per le maggiori trasformazioni urbane perché, sottolineano, «il progetto del teatro deve avere la elevata qualità che la città merita».
Invece il progetto verrà redatto all’interno della struttura tecnica comunale, col ”supporto” del professionista esterno scelto direttamente dall’amministrazione pubblica spulciando tra la lista di 726 architetti e ingegneri che nel 2012 si sono resi disponibili a collaborazioni esterne.
«Non sappiamo se c’è un’elaborazione in corso, come sembrerebbe dalla determinazione citata», fanno notare gli architetti, «ma certo essa è ignota alla città ed alle categorie tecniche in modo che se ne possono valutare le rilevanti implicazioni per gli assetti della zona centrale. In questo quadro indefinito, si procede alla progettazione di un teatro, come se non fosse parte essenziale della complessiva sistemazione».