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Teramo basket, Tercas si tira fuori. Finita un’epoca?

Futuro incerto per la squadra e per l’istituto di credito

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 Teramo basket, Tercas si tira fuori. Finita un’epoca?
TERAMO. «A partire dalla prossima stagione, Banca Tercas non sarà pù main sponsor del Teramo Basket».

La notizia era nell’aria già da dieci giorni, ovvero dal commissariamento dell’istituto di credito cittadino. I pensieri dei tifosi della Teramo basket sono subito andati al destino della squadra e ieri è arrivata la conferma che in molti già temevano.
La squadra perde il suo sponsor principale. Lo ha annunciato il commissario straordinario  Riccardo Sora, che ha ricevuto i rappresentanti delle istituzioni locali per affrontare la questione del futuro della società sportiva. All'incontro, per le istituzioni, hanno partecipato il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi e il direttore generale della Regione Abruzzo, Enrico Mazzarelli, ed il presidente della Provincia, Valter Catarra. Sora ha avuto modo di puntualizzare le linee che Banca Tercas seguirà: l'istituto di credito continuerà comunque a sostenere la società cestistica teramana, «seppure ridimensionando il proprio impegno economico».
Contestualmente la stessa banca continuerà ad avere un ruolo di sponsorizzazione per le altre discipline sportive alle quali già assicura sostegno. La condizione perchè tutto questo si verifichi è che le attività della Teramo Basket siano sostanziate da un progetto pluriennale, in cui vengano tracciate linee sulle quali consolidare il presente e proiettarsi nel futuro.
 «Credo che ora il Teramo basket sia davvero finito. Mi dispiace ma io non posso fare più nulla. Lo avevo detto da tempo ma forse la cosa era stata sottovalutata da molti», ha detto il patron Lino Pellecchia che ha garantito: «io non tirerò fuori più nemmeno un euro».
Intanto le scadenze incombono: ci sono i primi 600mila euro da versare a breve e poi, a fine giugno, altri 300mila. Troppi interrogativi e il futuro del basket teramano appare nero.
 Ma anche sul fronte della banca il futuro è incerto. La Uil e la Uilca Abruzzo oggi hanno annunciato che si impegneranno affinchè le segreterie regionali delle organizzazioni sindacali del primo tavolo negoziale in Abi mettano a punto comportamenti unitari, condivisi, credibili, «non dando più occasioni ad alcuno di “primeggiare” in modo velleitario e, francamente, del tutto inutile se non controproducente».
Sinalp ( onfederazione Sindacale Nazionale Autonoma dei Lavoratori e dei Pensionati) sa che i dipendenti  rischiano e dovranno rinunciare al premio di rendimento (l’ultimo bilancio denuncia una perdita di 9 mln di euro).  Il nuovo direttore  Mario Pilla ha ribadito che la banca non è un agenzia immobiliare e che le garanzie fondate sugli immobili non rientrano nel loro modus operandi. Per il Sinalp, «è meglio essere “immobiliaristi”-per citarla, caro Pilla - che mediatori di titoli virtuali, come i derivati. Operazioni di spazzatura finanziaria propinati  ai propri clienti. Un’operazione servita solo  ad arricchire gli speculatori internazionali, sottraendo liquidità alle iniziative locali».
Anche per questo il sindacato punta il dito contro i vertici: «noi auspichiamo, perché ci sono i presupposti, che il gruppo rimanga locale, che il commissario, per ovvie ragioni, riduca al minimo la sua presenza, che la politica faccia un passo indietro, altrimenti si potrebbe creare un oligopolio bancario  sbilanciando gli assetti socio/politici a danno della democrazia partecipativa».