VOTI E POLTRONE

Bufera su Cialente, nell’email a Toto offerte di posti nelle società del Comune

Comitato De Matteis: «voto di scambio, il sindaco si ritiri dalla competizione»

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 Bufera su Cialente, nell’email a Toto offerte di posti nelle società del Comune
L’AQUILA. Una lettera inviata via email dal sindaco Cialente a Daniele Toto (Fli) nelle ultime ore sta gettando scompiglio. Il sindaco uscente comunica che l’apparentamento con Futuro e Libertà non può andare in porto a causa della contrarietà di tre liste che lo sostengono già dal primo turno ma Cialente promette «tre postazioni» per gli uomini di Toto.

Non «postazioni» a caso, ma molto prestigiose, una delle quali «con retribuzione superiore a quella di un consigliere comunale», ci tiene a precisare l’esponente del Pd.
Gianni Chiodi parla di «scellerati “accordi” elettorali tra Paolucci e Toto». Per De Matteis il suo avversario sta «cadendo sempre più in basso». Pierluigi Mantini (Udc) invoca addirittura la magistratura che «dovrà indagare sulla sussistenza di reati specifici». Cialente si difende su Facebook: «faccio tutto alla luce del sole».

LA LETTERA
Ma partiamo dal principio ovvero dalla mail che il sindaco invia a Daniele Toto, capogruppo regionale del Fli di Gianfranco Fini e per conoscenza anche al segretario regionale del Pd. La lettera è datata 13 maggio ore 11.16. Da oggi sta facendo il giro sui social network. C’è chi chiede spiegazioni direttamente al sindaco, chi promette fiducia incondizionata al primo cittadino uscente e chi reagisce in malo modo per gli accordi dell’ultima ora.
Nella email Cialente scrive: «Caro Daniele, anzitutto vi devo delle scuse ma l’ipotesi di apparentamento non la posso proseguire perché ho l’opposizione assoluta di ben tre liste che mi hanno appoggiato nel primo turno. Io lo avrei voluto fare», ammette, «sia per l’affetto che ho per Verini, sia soprattutto per la grande stima ed amicizia con Faccia. Indipendentemente da quelle che saranno le vostre scelte», scrive ancora Cialente, «al fine di proseguire il prioritario interesse della coalizione, io ho comunque deciso di dare tre postazioni al Fli: una presidenza di azienda ad Enrico, immediatamente la vice presidenza del centro turistico a Faccia e, successivamente, sempre a Faccia, la vice presidenza della Gran Sasso Acqua (postazione molto ambita perché con retribuzione superiore a quella di un assessore comunale)», precisa ancora Cialente. «Ripeto questa decisione è un mio impegno morale oltre che politico. Spero che possa tranquillizzare entrambi i tuoi esponenti locali. Con profonda stima ed amicizia Massimo Cialente».

Insomma, sebbene l'apparentamento non sia andato in porto, Cialente promette poltrone agli esponenti di Fli. I diretti interessati si sono tranquillizzati? Di sicuro hanno usato l'email per screditare il nemico.

FACCIO TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE
«L'accordo di apparentamento era nato a Pescara», spiega a bufera scoppiata Massimo Cialente sulla sua pagina Facebook. «Io invece ho provato a proporre un accordo politico, offrendo , in risposta alle sollecitazioni del segretario regionale Toto, postazioni di governo, come è giusto che sia , perchè chi è in maggioranza programmatica è giusto che abbia anche responsabilità dirette e chiare. Successivamente ho parlato con Verini per trovare questo accordo , ma sul mio programma e senza accettare alcun altra proposta. Questo accordo non c'è stato, soprattutto sull'unico punto che mi distingue da De Matteis, che credo non abbia un programma: via il commissario e via Fontana e la Struttura Tecnica di Missione il giorno dopo la mia elezione. Con Verini non ho trovato l'accordo. Io quando ho scritto e firmato, sapevo che mi sarei potuto esporre a ricatti o altro, tra l'altro Verini mi ha più volte detto e ripetuto che avrebbe pubblicato la lettera da me inviata a Toto (cosa che, mentre la scrivevo, avevo ben presente). Ma io gioco alla luce del sole e non temo ricatti. Tra l'altro, le cose dell'Aquila le decidiamo noi a L'Aquila. Inoltre io della coerenza faccio una bandiera. Il fatto che Verini oggi stia con De Matteis, e ieri avrebbe potuto invece schierarsi con me, dimostra che si tratta di una persona chE non ha categorie valoriali e programmatiche di fondo, ma cerca posti e basta. A me spiace, perchè avrei voluto creare una coalizione più ampia nella fase post sisma: è ciò di cui avevo parlato con l'On. Toto per telefono; ma lo posso fare solo con chi è convinto da che parte stare. Infatti io ho apparentato con l'IDV partito e la lista L'Aquila Oggi, ispirata da Sinistra per L'Aquila , per ricompattare il quadro di centrosinistra uscito vincente nel 2007, sulla base della condivisione del progetto e del programma di governo. Non Ho apparentato con persone».

«INDAGHI LA MAGISTRATURA»
«I documenti sono pubblici e dunque sarà la magistratura ad indagare sulla sussistenza di specifici reati», commenta l’onorevole Pierluigi Mantini dell’Udc. «Quel che è certo è che le lettere con cui Cialente chiede il voto a Fli offrendo in cambio poltrone in consigli di amministrazione di enti costituiscono un grave e scandaloso esempio di cattiva politica. Possono essere legittime le trattative tra partiti ma il sindaco non può, per proprio interesse, offrire posti in enti pubblici di cui non dispone perché sono nella competenza di altri organi istituzionali». Mantini pone l’accento sulla «convenienza “economica” di un posto in un consiglio di amministrazione rispetto al ruolo di assessore è indice di un’attitudine allo scambio clientelare che desta serissime preoccupazioni per il presente ed il futuro».

DE MATTEIS: «SI RITIRI»
Per il comitato De Matteis, sfidante di Cialente al ballottaggio, il sindaco uscente «deve ritirarsi dalla competizione elettorale.
Le liste che appoggiano il candidato sindaco del centrodestra «sono schifate dalla notizia pubblicata da alcuni organi di informazione che dimostra, documenti alla mano, una squallida compravendita di voti da parte dei vertici regionali del Pd, del Fli e del Sindaco uscente massimo Cialente».
«Cialente  dovrebbe ritirarsi dalla competizione elettorale. Un appello particolare lo rivolgiamo al Prof. Angelo Mancini che si e' sempre contraddistinto per serietà e trasparenza a rinnegare politicamente  l'apparentamento sottoscritto con il "Sindaco delle spartizioni". Queste elezioni hanno fatto capire a tutti gli aquilani di che pasta sono gli uomini che rappresentano l'amministrazione uscente, che in 30 giorni di campagna elettorale hanno fatto soltanto assunzioni alle società del comune e programmato una divisione dei posti di comando in base al valore delle indennità per garantirsi voti in più».

CHIAVAROLI (PDL): «BECERO VOTO DI SCAMBIO»
«Se gli scambi epistolari tra Toto, Paolucci e il sindaco Cialente fossero confermati è chiaro che saremmo di fronte ad un becero "voto di scambio". Ma non spetta a me giudicare questo aspetto, saranno semmai gli elettori aquilani ed abruzzesi a farlo», commenta il consigliere regionale del Pdl Riccardo Chiavaroli. «Tuttavia, prosegue Chiavaroli,  la vicenda dovrebbe far riflettere su coloro che hanno sempre invocato una "nuova" etica in politica, una superiorità deontologica e generazionale, ergendosi a paladini della legalità e che invece dimostrano quanto il rinnovamento della politica stessa  si testimoni giorno per giorno solo  attraverso comportamenti concreti - pubblici e privati -  improntati al solo ed esclusivo interesse collettivo; comportamenti che invece il PDL e ll governo Chiodi da tempo stanno dimostrando di perseguire nella nostra regione».