FARMACIE COMUNALI

Lanciano, Farmacie Anxanum spa:«le spese del personale non ci convincono»

Sul piatto i dubbi sulla gestione delle farmacie intercomunali

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 Lanciano, Farmacie Anxanum spa:«le spese del personale non ci convincono»
LANCIANO. Le Farmacie intercomunali Anxanum spa dicono basta. Basta ai costi legati al personale e basta alla politica di gestione della struttura.

La società, a totale partecipazione pubblica (le azioni sono detenute dai Comuni di Lanciano, Guardiagrele ed Atessa, rispettivamente in ragione del 98,05%, 1,45% e 0,5%) gestisce 4 sedi di farmacie comunali: due a Lanciano, una a Guardiagrele ed una ad Atessa.
Oltre alla distribuzione del farmaco, la farmacie Anxanum offrono servizi gratuiti quali le prenotazioni Cup, autoanalisi del sangue, misurazione pressione, esame audiometrico. L'Assemblea dei soci ha approvato il bilancio di esercizio 2011 con un attivo di 152.082 euro su un fatturato di 4.559.669 euro.
Ma tutto questo non basta per affermare che il servizio gode di perfetta salute, se invece è tarlato al suo interno. Pensano questo Alessandro di Matteo, capogruppo di “Lanciano in Comune”, Giacinto Verna di “Progetto Lanciano”, Antonio Bianco “Partito Democratico” e Donato Di Fonzo, presidente dell’assemblea di coordinamento delle Farmacie Anxanum spa. «Gli utili aziendali sono sottovalutati rispetto alla potenzialità della struttura, i problemi sfiancano la gestione».
I quattro rappresentanti raccontano «di un concorso, progettato, che violava il divieto di nuove assunzioni, della richiesta al Consiglio di Amministrazione delle Farmacie Anxanum di rivedere e rimodulare l’organigramma aziendale per migliorarne la funzionalità e ridurne possibilmente i costi».
E infatti il problema del personale graverebbe di non poco sulla struttura.
«Il margine commerciale (26,78%) delle farmacie Anxanum», hanno detto, «viene quasi interamente assorbito dai costi fissi di struttura (cioè il personale), costi fissi che la penalizzano in modo pesantissimo. È necessario provvedere a breve ad un riassetto organizzativo capace di migliorare la sua produttività e ridurne le spese . È tempo di razionalizzare ed ottimizzare l’utilizzo del personale, possibilmente ridurne il costo, visto che da solo assorbe l’85,63% del valore aggiunto netto, un valore troppo marcato e che “ingessa” tutta la struttura gestionale».
Un altro problema riguarda poi la fornitura dei farmaci. Dal primo maggio scorso è stata esclusa la ditta Galenitalia come fornitore secondo i rappresentanti, «a totale ed esclusivo vantaggio della Comifar Distribuzione, che diventa unico fornitore».
La motivazione sarebbe stata quella di maggiori sconti. In realtà, dicono, «non è così. Solo apparentemente la Comifar offre sconti maggiori perché riguarderebbe esclusivamente i farmaci di fascia A e in virtù di un imponibile di almeno 2 milioni di euro (di fatturato). Questo provoca uno “squilibrio nell’assetto dell’area commerciale, con danno economico per l’azienda laddove si pongono a confronto gli improbabili maggiori sconti (+ 0,15%) con minori sconti (circa 18%) sugli altri prodotti (riduzione a partire dal 06.05.2012). Perché non tenersi “buoni” anche altri fornitori laddove in tutte le farmacie c’è la possibilità di “tirare” sui prezzi proprio in virtù della diversificazione del fornitore?».
E’ per questo che loro hanno chiesto un incontro con il consiglio d’amministrazione per conoscere fattivamente le strategie e gli atti posti in essere per il riassetto organizzativo.
m.b.