IL CASO

Morte Morosini. «I vigili urbani non sono forze dell’ordine». Agenti in rivolta

Fa discutere la sentenza con la quale l’ufficiale dei vigili è stato sospeso

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Morte Morosini. «I vigili urbani non sono forze dell’ordine». Agenti in rivolta
PESCARA. Secondo il documento dell’ufficio disciplinare del Comune di Pescara, intervenuto in relazione al decesso del giocatore Piermario Morosini, le polizie municipali non fanno parte, de iure, delle forze dell’ordine, nè delle forze di polizia.

E scoppia il caos. Gli agenti si sentono sminuiti, si dicono pronti a clamorose proteste e addirittura a riconsegnare le armi. Loro conoscono le difficoltà con le quali stanno garantendo in città la pubblica sicurezza, in un periodo particolarmente difficile per Pescara, e non ci stanno a sentir pronunciare quelle frasi.
La sanzione inflitta al vigile che parcheggiò l’auto che ostruì il passaggio dell’ambulenza fa discutere non per la ‘punizione’ stessa (sospensione per sei mesi dell’agente e 50% dello stipendio) ma per quell’espressione che coinvolge tutti i vigili attualmente in servizio. Perplesso anche Alessandro Rosito, segretario generale del Coisp, sindacato di Polizia. «Ci chiediamo con quale legittimità allora gli agenti della municipale hanno la pistola, fanno multe, espletano funzioni di Polizia Giudiziaria e di pubblica sicurezza direttamente connesse a quel particolare status. Forse il timore della commissione disciplinare è quello di non dare l’immagine di una Amministrazione protettiva dei suoi dipendenti e, di conseguenza, accusabile dall’opinione pubblica nell’attuale clima di caccia alle streghe, soprattutto, sembra essere dettato da una logica precisa, cioè quella di far vedere all’opinione pubblica, sia locale che nazionale, che l’Amministrazione di centro destra è capace di prendere e adottare provvedimenti immediati».
Rosito a nome del sindacato esprime solidarietà all’agente artefice di questa vicenda e a tutto il personale della Polizia Municipale, «anche per un senso etico che ci impone di stare dalla parte di chi è stato sottoposto ad una gogna deplorevole da parte di chi sembra preoccuparsi più dell’immagine che delle persone».
Già nelle ore successive alla sentenza il Pd aveva paventato il rischio di una mobilitazione generale del corpo, che non si è fatta attendere, e parlato di «gravità della valutazione» (fermo restando la necessità di punire il vigile).
E sempre il Partito Democratico ha fatto notare che lo stesso Ministero dell’Interno  sin dal lontano 1987 con la circolare n. 3 del 2 marzo  «ha attribuito agli agenti ed ufficiali di polizia municipale funzioni di polizia stradale, di polizia giudiziaria e ausiliaria di pubblica sicurezza».
Ma adesso qualcosa è cambiato? C’è chi insinua una forzatura per arrivare comunque alla sospensione dell’agente dal momento che tutta Italia stava attendendo il provvedimento.
Per l’ex assessore Gianni Teodoro (Fli) il sindaco Mascia non avrebbe difeso il corpo di polizia ma si sarebbe preoccupato «di tutelare la sua immagine personale. La distanza con il senso della responsabilità istituzionale della propria funzione è ormai incolmabile», sostiene ancora Teodoro, e ci si sarebbe lasciati «suggestionare dai riflessi mediatici di una vicenda che, per quanto dolorosa, dovrebbe invece rimanere confinata nel perimetro della responsabilità individuale, il sindaco Mascia», conclude l’esponente di Fli, «ha dimostrato di non essere più in grado di assolvere il proprio ruolo».
Scongiura una mobilitazione dei vigili il segretario provinciale de La Destra Alessandro Badati: «non crediamo che in questo momento critico per la città ci si possa permettere una protesta da parte del corpo, in quanto sia la disoccupazione(la fortuna di avere un posto sicuro)che la criminalità in forte aumento possano ancora di più allontanare i cittadini dalle istituzioni».
Intanto se i vigili urbani non rientrano “de iure” nelle forze dell’ordine, allora c’è chi si dice pronto a ricorrere contro ogni multa “de facto” illegittima. Come annuncia Donato Fioriti, presidente per l’Abruzzo dell’associazione dei consumatori Contribuenti Italiani: «I vigili urbani sono dunque illegittimi nel loro status nelle loro azioni ? A che titolo detengono armi , compiono atti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza? Se de iure non fanno parte delle forze dell’ordine –prosegue Fioriti- allora de facto sono illegitimi così come le loro azioni, che risiedono in  un presunto status che non possiedono. Sono le conseguenze inevitabili dell’assunto del documento disciplinare che ci sembra per lo meno inappropriato».

Procedimento Disciplinare Vigile Caso Morosini0001 (1)