Antenne e radar militare: a San Silvestro riprende lo sciopero della fame e della sete

Venerdì previsto sit in

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foto di: Italia in digitale

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PESCARA. La presenza del radar militare tra le antenne di San Silvestro era nota da tempo.

Quello che non si sa è l’effetto che le frequenze utilizzate possono avere sulle persone, visto che le potenze utilizzate dal radar sono molto, ma molto più forti di quelle di un’antenna tv o di telefonia: questo in estrema sintesi è il tono delle moltissime reazioni e commenti alla notizia lanciata da PrimaDaNoi.it e che si possono leggere sulla nostra pagina Facebook. E proprio questo conferma lo stupore dei residenti, in lotta da anni contro le antenne: «se già si sapeva, perché non se ne è mai parlato?» Ma di informazioni ufficiali non ve ne sono ma i nostri lettori sembrano molto informati: «il radar militare c'è sempre stato!», scrive Roberta. «L'hanno solo cambiato, prima era un pannello che oscillava. Lì proprio in quel punto c'è una base militare, se andate la vedete».
«E' la nuova copertura del radar militare della stazione Nato di San Giovanni», ci scrive Valerio Simeone. «E' sferica perché il radar internamente deve girare a 360 gradi senza farsi vedere e senza sporcarsi degli agenti esterni. E' presente da circa 30 anni e circa 10 anni fa è stato aggiornato rimanendo solo (prima era presente anche un altro che lavorava sull'asse verticale). Quello che i cittadini e le ignoranti istituzioni non sanno è che il radar emette potenze dell'ordine dei megawatt con alta direzionalità e quindi con elevatissime concentrazioni di energia. Parliamo di potenze di mille volte superiori a quelle delle banali antenne televisive e circa 50 mila volte superiori a quelle della telefonia mobile».
«Vale la pena di dire che», suggerisce Alex Novelli, «rispetto alla potenza costante irradiata da ripetitori radio, TV e telefonia, quella dei radar, pur essendo maggiore, è momentanea. Gli effetti biologici a lungo termine di questo tipo di radiazioni non è mai stata studiata approfonditamente, e non si hanno notizie certe. Si può presupporre che siano meno nocive».
 Intanto è stata subito programmata per domani la ripresa dello sciopero della fame e della sete, mentre per venerdì è previsto un sit in dei residenti di San Silvestro di fronte agli uffici della Regione in via Passo Lanciano, a Pescara, dove si riunisce il Tavolo tecnico sulla delocalizzazione a mare delle antenne. Tavolo al quale però non sono ammessi a partecipare i diretti interessati, visto che è questo il livello di trasparenza usuale. Si ripete cioè lo stesso copione di sempre: se non sono i cittadini a muoversi, le Istituzioni tendono a minimizzare e a non far sapere. In effetti, al di la dell’impegno del sindaco di Pescara e di alcuni consiglieri dell’opposizione, sembra che né la città né la Regione abbiano fatto di San Silvestro una vertenza condivisa da tutti. E così l’onere delle manifestazioni e degli scioperi viene tutto lasciato ad un manipolo di volontari, guardati a vista da Carabinieri e Polizia, quasi fossero esponenti anti Tav. «Noi ci battiamo per il rispetto della legalità – dichiara Brunella Di Lizio, una delle donne che domani inizierà lo sciopero della fame e della sete – sono gli altri ad operare infrangendo la legge. Ci spiace solo che non tutta l’informazione ci è vicina». Come nella storia, rintracciabile anche su internet, secondo la quale «sarebbero venute prima le antenne e poi le case, quindi perché vi lamentate?» Non è proprio così. E’ storicamente accertato e pubblicato che dal 1806 al 1879 San Silvestro era Comune indipendente, con tanto di sindaci anche “illetterati”. E che quando nei primi anni 50 la Rai arrivò a piazzare le prime antenne, i 300 residenti la accolsero festanti: arrivava il progresso. Poi da una antenna si è arrivati a centinaia di impianti e decine di tralicci. Insomma l’impressione è che si tenti la stessa operazione dell’amianto, come se fossero colpevoli quelli che hanno acquistato le lastre di eternit quando non si conosceva l’effetto letale di questa fibra. Come non si conoscevano gli effetti dell’elettromagnetismo sulla salute.
Sebastiano Calella