IL CASO

Celano, Parco fotovoltaico su tombe romane. «Per Piccone, no problem»

Il Pd ha interpellato la Sopraintendenza per i Beni culturali d’Abruzzo

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Celano, Parco fotovoltaico su tombe romane. «Per Piccone, no problem»
CELANO. Un cimitero antico migliaia di anni, sottoterra. Un’area pronta ad accogliere un parco fotovoltaico da 20 Mw di potenza, in superficie.

Siamo a Celano, in località “Paludi-Prato vecchio”, a pochi passi dal Museo Preistorico. E’ qui che coesistono due realtà contrapposte ed antitetiche. Si tratta di una necropoli romana riportata alla luce tempo fa e del progetto di un impianto di pannelli solari che sfruttano la luce del sole.
Ma i ritrovamenti archeologici hanno messo in dubbio proprio la fattibilità del progetto. C’è chi si è domandato come fosse possibile trasformare l’eterna alcova di defunti romani in un’ opera di questa portata. E c’è chi come il Pd Celano ha chiesto lumi alla Sopraintendenza per i Beni culturali in Abruzzo prima ed al Comune, poi.
Si può trasformare un’area di pregio archeologico, naturalistico e paesaggistico? Come intende comportarsi la Soprintendenza alla luce dei ritrovamenti? Sono queste alcune domande formulate dai consiglieri del Pd Celano.
Il progetto preliminare sul parco che dovrebbe rivestire una superficie di 40 ettari di terreno è stato presentato per la prima volta in data 28 maggio 2010 e già in quell'occasione il Pd ha sottolineato l'assoluta inadeguatezza della documentazione, con particolare riferimento alle indagini geologiche, idrologiche e archeologiche.
Nel corso del 2011 durante la esecuzione di lavori archeologici richiesti dalla Soprintendenza è venuta alla luce una necropoli con tombe di epoca romana e tracce di reperti riferibili all’età neolitica. Sono state rinvenute centinaia di tombe di epoca romana con ritrovamenti di reperti risalenti a circa 5mila anni fa.
I Consiglieri comunali del Pd Carlo Cantelmi, Antonello Di Stefano, Aniceto Ciaccia, Calvino Cotturone, Nazareno Tiberi e Daniele Bombacino nel novembre 2011 si sono attivati presso la Soprintendenza Beni Archeologici dell’Abruzzo per avere informazioni dettagliate sulle operazioni di scavo in corso. Il Soprintendente Andrea Pessina ha spiegato che il parere definitivo in merito alla possibilità della centrale fotovoltaica sarebbe stato espresso soltanto al termine di tutte le operazioni di scavo sull’intera area e che i timori manifestati dal gruppo erano del tutto privi di fondamento.
Nonostante tutto, e nonostante anche la mancata acquisizione del parere da parte della Soprintendenza Beni Culturali e Paesaggistici dell’Abruzzo, «Piccone ha deciso di andare avanti», secondo il Pd, «con le procedure, ed ha fatto pubblicare nel dicembre 2011 il bando di gara per la scelta dell’impresa alla quale affidare la progettazione esecutiva, la costruzione e la gestione dell’opera. A seguito della pubblicazione del bando di gara sono pervenute al Comune di Celano centinaia di quesiti inerenti richieste di chiarimento da parte delle imprese che di fatto hanno costretto gli Uffici a rinviare la scadenza del bando di 3 mesi».
Nel gennaio del 2012 il gruppo ha protocollato in Comune una “interrogazione” consiliare, sul tema specifico del parco-fotovoltaico, alla quale il sindaco non ha dato risposta.
Le preoccupazioni del Pd, oggi, investono diversi campi. «In particolare la mancata acquisizione, a tutt'oggi, dell'Autorizzazione Unica della Regione Abruzzo (lo stesso Comune dichiara di non avere specifiche previsioni sui tempi di ottenimento), dei nulla-osta della Soprintendenza Archeologica e Paesaggistica, del mancato avvio delle procedure di esproprio dei terreni su cui realizzare l'elettrodotto di consegna dell'energia, la mancata acquisizione dei nulla-osta relativi alle aree interessate dall'elettrodotto (Società Autostrade, ANAS, Ferrovie dello Stato)».
Ed infine bisogna considerare che il Comune di Celano ha già impiegato risorse per approntare il bando « per consulenze inerenti a pratiche catastali e attività topografiche, per le operazioni di scavo archeologico, oltre che impegnare per due anni personale e strutture del Comune».
«Noi ribadiamo di essere favorevoli all'utilizzo di fonti di energie rinnovabili», ha concluso il Pd, «e quindi alla realizzazione di un parco-fotovoltaico, senza però compromettere un intero ecosistema che già ha una sua specificità e una sua rendita economica, sociale e culturale. Il parco-fotovoltaico può essere anche costruito altrove, su terreni di minor pregio, di dimensioni adeguate agli interessi e alle specificità del nostro territorio, riducendo al minimo i rischi di carattere speculativo».
E luce, per ora, “non fu”.
m.b.