IL CASO

Crisi: perde casa pignorata da Equitalia, teramano tenta estorsione

L’avvocato: «gesto di un uomo disperato che non voleva fare male a nessuno»

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 Crisi: perde casa pignorata da Equitalia, teramano tenta estorsione
ANCARANO. Banca ed Equitalia gli portano via la casa che viene venduta all'asta ed acquistata dal vicino di casa.

Il protagonista è un artigiano di 50 anni di Ancarano, provincia di Teramo. L’uomo, colto dalla disperazione, ha cercato di non perdere l'abitazione in cui vive e ha minacciato il nuovo proprietario. E’ stato così denunciato per tentata estorsione e la situazione diventa dunque ancor più difficile.
L'artigiano ha cercato in tutte le maniere di tornare in possesso dell'alloggio, cercando vanamente una transazione con il nuovo proprietario suo conoscente che nel frattempo aveva versato il deposito cauzionale. Attraverso il suo legale di fiducia, l'avvocato Bruno Massucci, il 50enne teramano aveva anche presentato istanza di sospensione all'aggiudicazione dell'asta ma il giudice ha però fissato l'udienza a settembre, cioè oltre il tempo utile a non perdere la proprietà dell'abitazione il cui rogito avverrà entro il prossimo 20 maggio. Ora si confida sull'ulteriore istanza presentata al tribunale per chiedere l'anticipazione della data di udienza della sospensione di aggiudicazione.
«E' il gesto di un uomo disperato che forse e' andato oltre le righe, ma il cui intento non era affatto quello di fare del male a nessuno. Come sicuramente dimostreremo quello commesso dal mio assistito non configura il reato ipotizzato», commenta l'avvocato Bruno Massucci. «E' un uomo incensurato che ha sempre lavorato. Quello che si e' consumato - commenta l'avvocato - e' il dramma della disperazione di chi si e' visto 'aggredito' per il recupero dei tributi e che ha cercato anche un accordo con il nuovo proprietario per non perdere l'abitazione».

I PRIMI PROBLEMI CON EQUITALIA
I primi problemi sono arrivati quando Equitalia gli ha notificato arretrati (Inps, Inail, Iva, Irap) per oltre 100mila euro relativi agli ultimi sette anni. Nel frattempo, anche la banca con la quale aveva acceso un mutuo fondiario per circa 30mila euro, si era attivata per recuperare il dovuto chiedendo il pignoramento dell'appartamento di circa 100 mq posseduto fino a due mesi fa. Il piccolo imprenditore teramano ha subito a proprie spese una doppia beffa. La banca, infatti, aveva accolto la richiesta del suo cliente di procedere al piano di rientro permettendogli di dilazionare le rate da pagare.
Ma l'accordo è stato vanificato dopo l'intervento di Equitalia che ha messo le mani sul bene immobiliare vantando un diritto di prelazione. L'altra beffa che la sorte ha riservato al cinquantenne riguarda il prezzo di vendita all'asta dell'appartamento: appena 50mila euro. Il 20 marzo scorso, infatti, nonostante il consulente tecnico d'ufficio avesse stimato l'immobile per un valore di 120mila euro, dopo due aste deserte, l'abitazione (composta da appartamento, autorimessa e soffitta) è stata ceduta per meno della metà del valore stimato. All'ennesima tegola, i nervi dell'uomo hanno ceduto.