SANITA'

File al Cup di Chieti: emergenza infinita e personale scarso

L’arretratezza tecnologica pagata dai cittadini. La Asl promette di rinnovarsi

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Silvia cavalli e Walter Russo

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CHIETI. Il Cup del SS. Annunziata ieri è andato in crisi completa, con attese fino a due ore per prenotare una visita. Contemporaneamente in Prefettura, su richiesta della Cgil, si svolgeva l’incontro con la Asl di Chieti per affrontare le criticità di questo servizio.

Da una parte Silvia Cavalli, direttore amministrativo Asl, e Walter Russo, fresco direttore del dipartimento per i rapporti istituzionali. Dall’altra Andrea Gagliardi, Cgil funzione pubblica, accompagnato da alcuni dipendenti. A moderare gli interventi prima il vice prefetto Domenica Calabrese, poi lo stesso prefetto Fulvio Rocco de Marinis. Una contemporaneità surreale quella nelle stanze ovattate della prefettura: all’ospedale i cittadini erano imbufaliti per l’attesa fino a due ore (c’era la fila anche nel settore esenti) dovuta all’apertura di soli 3 sportelli sugli 8 previsti. C’è stata, infatti, una variante peggiorativa inedita di questa emergenza: uno dei 3 sportelli aperti era del tutto fermo. L’addetta, chiamata all’ultimo momento per una sostituzione, non era in grado di operare ed assisteva alle operazioni a braccia incrociate. Di fatto dunque funzionavano solo 2 sportelli. E forse la spiegazione della crisi del Cup è tutta qui: meno personale c’è, più le file si allungano. La domanda semmai è un’altra: possibile che nessuno si accorga di questa criticità, soprattutto a Chieti?  Sembra che in altre sedi la situazione sia meno difficile perché c’è più personale. In realtà il nuovo responsabile Walter Russo al momento dell’incarico si era impegnato a far affluire nuovi addetti (che non gli sono stati concessi) al Cup del SS. Annunziata e ad innovare anche tecnologicamente il servizio. Come ha ripetuto anche ieri davanti al Prefetto, annunciando la possibilità di prenotazione on line. Ma questo sarà il futuro: il presente è che la crisi c’è perché due persone non riescono a smaltire 1300-1500 richieste. Poi viene il resto. Ma Silvia Cavalli, di fronte alla richiesta di Andrea Gagliardi di aumentare il personale almeno fino a 20 unità per fronteggiare l’emergenza ha risposto: «c’è il Piano di rientro dai debiti, non si può assumere». «C’è comunque un impegno concreto a risolvere i problemi del Cup e, nei prossimi mesi, sicuramente se ne potranno apprezzare i risultati – ha detto Silvia Cavalli – visto il blocco delle assunzioni, le soluzioni adottate saranno soprattutto di tipo organizzativo». Sul tema degli organici è stato sottolineato l’aumento orario già disposto per il personale interinale, così come una nuova unità sarà destinata a prenotazioni e pagamento ticket delle prestazioni erogate in regime di libera professione. Imminente, invece, l’apertura di uno sportello-cortesia riservato agli over 75, agli invalidi e alle donne in attesa. Ma un significativo miglioramento delle condizioni di lavoro arriverà dalle tecnologie: entro il mese di maggio, infatti, sarà installato il nuovo elimina code per una gestione differenziata delle file secondo le richieste. Ci vorrà qualche mese in più, invece, per effettuare i pagamenti on line dei ticket, una novità destinata a incidere in modo significativo sulla riduzione delle presenze agli sportelli. I cittadini, inoltre, avranno la possibilità di annullare una prenotazione da casa, attraverso il Web, evitando di fare la fila. Insomma la crisi del Cup di Chieti inevitabilmente è destinata a durare e mentre a Chieti non si possono assumere nuove persone a Lanciano nel recente passato il personale sarebbe invece cresciuto tanto è vero che lì la crisi non c’è. A Chieti invece il superlavoro si riflette anche sul personale, sotto stress e spesso in malattia. Come ieri, quando sono mancati improvvisamente due o tre dipendenti in aggiunta a quelli già malati.
«L’emergenza è emergenza e dura un giorno, al massimo due – ha commentato un rappresentante del Tdm che ieri è intervenuto al Cup dopo le proteste – ma se da mesi qui c’è emergenza tutti i giorni, ciò significa che non c’è la volontà di risolvere il problema».
Senza una spiegazione anche alcuni aspetti della gestione del personale come l’utilizzo dell’agenzia interinale Temporary ed alcuni indicatori che vorrebero un prossimo appalto  del personale che partirà a fine mese e sarà su scala regionale. Al termine dell’incontro il sindacato è uscito insoddisfatto, la Asl è invece convinta di aver fatto il suo dovere.
Ed in tutta questa storia l’unica cosa vera che emerge è il disagio dei cittadini.
Sebastiano Calella