IL PORTO DELLE SABBIE

Porto Pescara, Mascia: «adesso se ne occupi Chiodi»

Pantano porto e dragaggio: lo stallo infinito

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Una vecchia immagine del porto

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PESCARA. Il sindaco Luigi Albore Mascia ha chiesto direttamente al prefetto di Pescara Vincenzo D’Antuono di convocare «con la massima urgenza» il presidente della Regione Gianni Chiodi.

Motivo? Investirlo ufficialmente della problematica del porto e del mancato dragaggio. «E’ ormai evidente», dice il primo cittadino, «che il problema ha un carattere regionale e nazionale, e che a livello locale non abbiamo gli strumenti per risolvere il dramma che stiamo vivendo».
Dopo le dimissioni del commissario al dragaggio Guerino Testa tocca dunque a Chiodi? Per Mascia questa è l’unica ipotesi possibile anche perchè dallo scorso febbraio molte competenze sul fiume, compreso, ad esempio, l’eventuale sversamento in mare dei fanghi, sono passate dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero delle Infrastrutture alla Regione Abruzzo.
La questione è delicata e si trascina da mesi e non c'è luce all'orizzonte.
Oggi il presidente della Camera di Commercio di Pescara, Daniele Becci, ha lanciato la sua proposta «concreta»:  «Un nuovo progetto che parta dall'azzeramento di tutte le fasi in essere, una nuova iniziativa che veda tutti uniti per affrontare il problema nella sua completezza, evitando polemiche e confusione».
Insomma aprire una nuova fase del dragaggio, che sviluppi e concretizzi le idee, recuperi il tempo perso e dia speranze concrete. In pratica un miracolo.
E per cominciare la Camera di Commercio di Pescara ha chiesto al sindaco Luigi Albore Mascia di convocare immediatamente un tavolo con tutte le forze di maggioranza, di opposizione e le associazioni di categoria, per tentare almeno il dialogo e semmai «una soluzione definitiva».
Intanto il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa, insieme a Mascia,  ha incontrato stamani il presidente della Regione Abruzzo per chiedere un nuovo intervento in favore dello scalo pescarese, dopo i due milioni di euro gia' stanziati per il dragaggio della darsena commerciale.
«Piu' di una volta - spiegano Testa e Mascia - Chiodi si e' interessato delle vicende del porto pescarese, nonostante il porto sia di competenza dello Stato, e nelle scorse settimane ha anche partecipato ad un incontro pubblico promosso in Provincia con parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti di altri enti, insieme agli operatori. Oggi, pero', e' necessario individuare altre risorse per salvare il porto dall'insabbiamento: la Regione si e' impegnata a reperire risorse straordinarie ma a condizione che il Governo si faccia carico di questo problema investendo una quota che deve essere maggioritaria senza perdere altro tempo prezioso. Chiodi si e' mostrato come sempre sensibile ma da Roma deve necessariamente arrivare una risposta all'appello lanciato da Pescara», concludono il presidente della Provincia e il sindaco.
Dunque ora la palla passa necessariamente alla Regione. «Noi purtroppo», insiste il sindaco, «non abbiamo gli strumenti per risolvere la problematica».