AMBIENTE

Vasto, cementificio in costruzione. «Dopo l’ok, rischi ambientali»

Richiesta la sospensione dei lavori

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Vasto, cementificio in costruzione. «Dopo l’ok, rischi ambientali»
VASTO. I lavori sono partiti nel 2011 con l’ok di Coasiv, Comune, Sportello Unico Attività Produttive, Asl.

«Oggi però si scopre che l’ impianto di insacchettamento di cemento sfuso di acquisto e macinazione di inerti per la lavorazione in località Punta Penna provocherà inquinamento ambientale». A dirlo è il Comitato cittadino per la tutela del territorio che torna all’attacco su quanto denunciato anni addietro.
La Vastocem, azienda per la produzione di leganti idraulici (cemento sfuso e insaccato) ha chiesto, qualche tempo fa alla Provincia di Chieti l’ indizione di una Conferenza di Servizi per il rilascio dell’ autorizzazione per le emissioni in atmosfera legate allo scarico e trasporto materie prime, ai bilanci e nastri trasportatori delle materie prime, alla macinazione delle materie prime, al trasporto e carico del cemento nei siti di stoccaggio, al trasporto e carico del cemento sugli autotreni, all’insaccaggio del cemento.
Durante la Conferenza dei Servizi del 27 aprile 2012, tenutasi presso il Servizio Tecnico della Provincia di Chieti non sono mancate delle sorprese. In particolare, secondo il Comitato, «l’impianto non è stato definito un cementificio inteso come cementeria a ciclo completo (con presenza di forno) ma un impianto di insacchettamento e macinazione di inerti. Inoltre in base all’analisi del quadro riassuntivo delle emissioni elaborato dai Tecnici aziendali e portato all’attenzione degli Enti solo adesso è venuto fuori che lo stabilimento produrrà un notevole rilascio di polveri di cemento e metalliche (circa 30 tonnellate all’anno), cui vanno aggiunti l’inquinamento da rumore e da traffico veicolare (si stima un utilizzo annuale di circa 3300 camion). Quanto alla produzione dei rifiuti non sarebbe stato comunicato ancora nulla. E l’Arta non avrebbe partecipato all’incontro a causa di molteplici impegni di lavoro».
Inoltre, sempre nell’ambito della Conferenza è emerso che qualora risultassero giuste le tesi comunali (necessità di espressione del Parere da parte del Comitato di Gestione della Riserva ed acquisizione della Valutazione di Incidenza Ambientale), contestati dalla ditta l’attuale procedimento autorizzativo attivo, cioè quello che ha permesso l’inizio dei lavori, risulterebbe carente.
«Sembra un iter procedimentale che viaggia su due binari», ha sottolineato il Comitato, «si autorizza (e si realizza) la costruzione del manufatto e, successivamente, si procede alla verifica della sua possibile attivazione evidenziando, contestualmente ma in sede diversa, una importante carenza di documentazione necessaria per l’autorizzazione». La vicenda ricorda molto da vicino quella di un altro stabilimento, la centrale a biomasse della Istonia Energy a Punta Penna i cui lavori, già cominciati, sono stati sospesi di recente perché il sito è risultato potenzialmente contaminato.
«Si ritiene doveroso», ha concluso il Comitato, «richiedere un intervento urgente dell’Autorità Sanitaria e degli altri Enti coinvolti perché siano sospesi i lavori in corso e venga chiarito l’iter del procedimento, anche a tutela di eventuali interessi legittimi aziendali».