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Snam, tavolo fantasma e giochi di parole. Comitati: «presi in giro»

Gli ambientalisti si rivolgono a Chiodi: «a che gioco giochiamo?»

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Snam, tavolo fantasma e giochi di parole. Comitati: «presi in giro»
SULMONA. Centrale e metanodotto: l’una funzionale all’altro, o l’una può fare a meno dell’altro?

Attorno a questo gioco di concetti si è svolto l’incontro di qualche giorno fa convocato in gran segreto al Ministero dello sviluppo Economico tra il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, i rappresentanti della Provincia de L’Aquila e del Comune di Sulmona ed il sottosegretario dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti sulle sorti dello Snam, il metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione che dovrebbe attraversare il territorio peligno.
Nella riunione di Roma è stato invitato il solo Comune di Sulmona, mentre sono stati esclusi gli altri soggetti interessati dal progetto, come il Comune de L’Aquila e il Comitato interregionale che si oppone al progetto.
Il Comitato cittadini per l’ambiente tra i primi a denunciare il fatto ora controbatte alle dichiarazioni del sottosegretario De Vincenti.
Il dirigente del Ministero, infatti, per giustificare la mancata convocazione di altri soggetti all’incontro ha affermato che l’oggetto del meeting è stata la sola centrale e non il metanodotto Snam. «La seduta del tavolo tecnico-istituzionale», ha detto, «ha coinvolto il solo Comune di Sulmona in quanto era intenzione del Ministero limitare l'oggetto della riunione esclusivamente all'esame del progetto di costituzione e gestione della centrale di compressione da situare, appunto, nel territorio del Comune di Sulmona».
Una giustificazione che, secondo i comitati, fa acqua da tutte le parti. Innanzitutto, precisano gli ambientalisti, «la lettera di convocazione a firma di DeVincenti non lascia dubbi. Oggetto dell'incontro era: “il metanodotto Sulmona-Foligno e centrale di spinta”».
Poi, l'iter seguito dalla Snam non ha mai scisso la questione centrale da quella del metanodotto. Dunque le due questioni vanno affrontate contestualmente.
«La centrale non é indipendente dalla realizzazione del metanodotto», dicono a gran voce gli ambientalisti, «Sulmona non deve beccarsi la centrale anche se il metanodotto dovesse finire da un'altra parte. La centrale non doveva servire per spingere il gas lungo il metanodotto Sulmona-Foligno? I due decreti, di compatibilità ambientale e di pubblica utilità, non sono stati emanati proprio perché la centrale era strettamente funzionale al metanodotto? Ora la Snam si é inventato che la centrale serve per pompare il gas dai pozzi di San Salvo, che sono sulla costa abruzzese . E il Sottosegretario cosa fa? Sposa questa nuova fantasiosa versione della multinazionale del gas. Se é così allora la Snam presenti un nuovo progetto e si ripeta daccapo l'intera procedura autorizzativa».
Quanto al ruolo del sottosegretario allo Sviluppo Economico nella vicenda, i comitati ricordano come questi «si era già fatto conoscere dai cittadini abruzzesi il 14 febbraio scorso quando esercitò una indebita pressione sul Consiglio Regionale d'Abruzzo, affinché non approvasse la risoluzione contro il progetto della Snam».
Poi, la critica si rivolge ai rappresentanti locali, in particolare al Presidente della Regione, Gianni Chiodi accusato di fare« il doppio gioco».
«Il Governatore Chiodi», hanno detto, «colui che si era autodefinito l'assessore del nostro territorio a che gioco sta giocando? Perché continua a violare le risoluzioni del Consiglio Regionale che impongono di dire no al devastante progetto della Snam e di negare quindi l'intesa con lo Stato?»
E l’invito rimane lo stesso: la convocazione di un vero tavolo nazionale richiesto dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati e dal Consiglio Regionale dell'Abruzzo ma stavolta alla presenza di tutti.