TRIBUTI

L’Aquila caos tributi. Cittadini confusi: pagare o non pagare?

I commercialisti si rivolgono al Garante del Contribuente dell'Abruzzo

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L’Aquila caos tributi. Cittadini confusi: pagare o non pagare?
L’AQUILA. A L’Aquila ora arriva il terremoto tributi. Prima la sospensione del pagamento delle imposte, poi la ripresa, oggi i dubbi.

La questione nasce a seguito dell’approvazione del maxiemendamento alla legge di stabilità 2011 che ha annullato la sospensione del pagamento dei tributi dovuti dai contribuenti residenti nei 49 Comuni della “zona cratere” (quella maggiormente colpita dal sisma dell’aprile 2009), sancita dal “Decreto Abruzzo”. La sospensione del pagamento dei contributi previdenziali e di quelle erariali era rivolta ai comuni della Provincia de L'Aquila (Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, L'Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio neVestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi)

della Provincia di Teramo  (Arsita, Castelli, Montorio al Vomano, Pitracamela e Tossicia), e della Provincia di Pescara (Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli e Torre dè Passeri).
Il maxiemendamento, invece, ha stabilito la ripresa delle riscossioni «che deve avvenire senza applicazione di sanzioni, interessi o oneri accessori, mediante il pagamento di 120 rate mensili, a decorrere dal mese di gennaio 2012 e che l’ammontare dovuto per ciascun tributo o contributo, ovvero per ciascun carico iscritto a ruolo, oggetto delle sospensioni, al netto dei versamenti già eseguiti, è ridotto al 40%».
Un provvedimento che, a causa un errore procedurale nella richiesta italiana all’Ue per far dichiarare queste agevolazioni compatibili con gli aiuti di Stato, potrebbe essere bocciato dalla Commissione europea con la conseguenza che i cittadini potrebbero essere esonerati dal pagamento.
Intanto, nell’incertezza, Equitalia ha preferito notificare comunque circa 10.000 cartelle esattoriali, invitando i contribuenti a non effettuare alcun pagamento, in attesa di essere contattati per fornire tutte le indicazioni necessarie. Quasi tutti (solo mille quelli che hanno comunque presentato ricorso) hanno deciso di rinunciare quindi ad impugnare le cartelle.
Chi non si è opposto agli atti esecutivi però potrebbe essere costretto a pagare l’intero carico tributario, maggiorato degli aggi per il concessionario e degli interessi di mora.
Ad oggi, infatti, non è chiaro che cosa accadrà con i termini di prescrizione, se sono stati interrotti oppure no dalla cartella notificata da Equitalia, né se si potrà fare ricorso o se quei termini siano scaduti.
Per questo la sezione chietina dell’Aidc (Associazione italiana dottori commercialisti) ha cercato di vederci chiaro rivolgendosi al Garante del Contribuente della Regione Abruzzo, affinché si facesse portavoce, presso il Ministero delle Finanze, della richiesta di rimessione in termini previsti dall’art. 9 della legge 212/200, la legge che permetterebbe ai contribuenti di impugnare le cartelle esattoriali.
«Tutti i contribuenti», ha fatto sapere l’Aidc, «che hanno perso la propria abitazione, la propria attività ed i propri cari, versano in una situazione paradossale: da un lato si trovano nell’impossibilità di poter lavorare in quanto non possono ottenere il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva), dall’altro un carico tributario insostenibile ed oggi “cristallizzato”».
A tutto questo si aggiunge la situazione altrettanto confusa dei cittadini che hanno continuato a pagare tributi e contributi, nonostante la sospensione sancita dal Decreto Abruzzo e che oggi fanno richiesta di rimborsi.