RIFIUTI

Emergenza rifiuti: a Teramo si cancellano i termovalorizzatori

Convergenza bipartisan sui “biodigestori” a freddo

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Emergenza rifiuti: a Teramo si cancellano i termovalorizzatori
TERAMO. Sono diversi i punti fermi dell’attuale dibattito sull’imperitura emergenza rifiuti.
La raccolta differenziata sembra prendere il volo con percentuali molto alte proprio in provincia; il bioessicatore e il conseguente termovalorizzatore della Tem tec in località Terrabianca non vedranno mai la luce (l’impianto è oggetto dell’inchiesta pescarese Re Mida il cui processo non è ancora iniziato); centrodestra e centrosinistra ora convergono sui cosiddetti “biodigestori” a freddo che non bruciano i rifiuti ma li “convertono” in gas e dunque energia, forse inquinando meno.
Tre punti fermi che sembrano aprire nuovi scenari in provincia dopo le polemiche dei mesi scorsi sulla Team e sul Cirsu, la discarica di Grasciano 2 e l’aumento delle tariffe per spesare i viaggi fino in Emilia Romagna del pattume teramano.
Il biodigestore è un impianto nel quale la frazione organica (frutta, mais, sorgo, spazzatura, ecc.), in assenza di ossigeno, si trasforma in gas che può diventare combustibile per la produzione di energia elettrica. Da alcuni anni questi impianti sono fortemente incentivati dallo Stato, quindi risultano appetibili per tante aziende.
Ma anche questi impianti non sono scevri da critiche specie di tipo ambientali poiché porterebbero conseguenze negative (anche se di altro genere) sulla natura circostante.
Molti sostengono che, legati alla nascita dei biodigestori, esistono problemi ambientali di diversa natura.
In attesa di conoscere meglio questo nuovo tipo di impianti l’assessore Di Dalmazio ha già dato la sua benedizione per la sostituzione del progetto del termovalorizzatore a Terrabianca proprio con il biodigestore.
Ieri anche il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi si è detto molto favorevole a questo tipo di impianto e sicuro che le polemiche finiscano e soprattutto che si possa voltare pagina e iniziare un cammino virtuoso.
Riccardo Mercante, consigliere provinciale del gruppo indipendente, ci tiene a ricordare al primo cittadino teramano che oltre un anno fa il centrodestra bocciò in Provincia un ordine del giorno presentato dal centrosinistra dove si bocciavano i termovalorizzatori e si puntava proprio sui biodigestori proponendo come esempio il centro di Vedelago. Insomma come dire che si è perso un anno di tempo (nel frattempo molte “emergenze” sono accadute) per ritrovarsi tutti sulle medesime posizioni.
«Quando le amministrazioni virano nell’esclusivo interesse della collettività, scevre da condizionamenti “vari”, non è mai troppo tardi», sostiene Mercante, «oggi qualcuno si accorge che bisogna iniziare a considerare il rifiuto come risorsa, come materia prima, da riciclare e reimmettere con profitto nel mercato. Questo è possibile e consente di arrivare, anche attraverso meccanismi di tariffazione puntuale sui conferimenti dei cittadini, a percentuali di riciclo vicino al 100% e di cessare del tutto il ricorso alle discariche o peggio ancora ai cancerogeni termovalorizzatori. Nonostante il tempo perso ben venga quindi il ravvedimento del centro destra sulla gestione dei rifiuti. Un orientamento, però, che deve essere condiviso in modo chiaro anche dalla Provincia».
Il tempo stringe e altre emergenze incombono. Sarà questa la strada giusta per risolvere il problema dei rifiuti a Teramo? Presentazione Biodigestore