LA SENTENZA

Disabili, la battaglia di un' alunna abruzzese. Consiglio di Stato le affida “il giusto” insegnante

Il difensore Civico D’Abruzzo esprime soddisfazione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2989

Il difensore civico Sisti

Il difensore civico Sisti

LANCIANO. La storia di Emanuela (nome di fantasia) è quella di tanti ragazzi disabili.

E’ affetta da un grave deficit visivo e frequenta normalmente il liceo Scientifico Galilei di Lanciano.
L’Ufficio Scolastico ha scelto per lei, come insegnante di  sostegno, un professore di educazione fisica, per un totale di nove ore di assistenza.
I genitori che per anni hanno chiesto che  le venisse affiancato un insegnante specializzato in materie umanistiche hanno proposto ricorso al Tar regionale senza ottenere alcun risultato.
Poi, il 13 aprile scorso, la sentenza del  Consiglio di Stato ha cambiato tutto. I giudici hanno deciso per Emanuela un’ora di sostegno per ogni ora di frequenza (35 ore in totale) e che gli insegnanti adatti a lei fossero quelli appartenenti all’area umanistico-linguistico-letteraria e all’area scientifico-fisico-matematica. Il Tribunale non si è limitato ad una semplice  pronuncia, sottolineando infatti che il diritto all’istruzione del disabile ha rilievo costituzionale ed internazionale, evidenziando che esso va garantito in ogni caso, a dispetto di qualsiasi giustificazione o carenza di risorse finanziarie e specificando la rilevanza giuridica delle aree disciplinari compatibili con le specifiche esigenze del disabile.
Per il  difensore civico d’Abruzzo Nicola Antonio Sisti che da anni si spende per ottenere un adeguato sostegno scolastico in favore di alunni affetti da gravi patologie invalidanti, si è trattato di una vittoria. Questa pronuncia vede quindi premiate le sue iniziative, come l’invito formale rivolto già nel 2007 all’allora Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e pressanti segnalazioni agli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali.
«La vicenda», ha dichiarato il togato, «ha evidenziato come la competenza generale del Difensore Civico, possa evitare la proliferazione di altre forme di rappresentanza autoreferenziata dei diritti e di apparente tutela di soggetti unificati da identità situazionali».