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Rifiuti, la bufera sulla Pulchra, i fondi alle associazioni e la Corte dei conti…

Moretti e Alinovi denunciano il sistema dei rifiuti all’indomani dell’inchiesta della procura

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Rifiuti, la bufera sulla Pulchra, i fondi alle associazioni e la Corte dei conti…
VASTO. Riorganizzare il servizio rifiuti a Vasto significa sciogliere la società che lo gestisce. E’ così per Stefano Moretti di Azzurro Movimento per la Libertà e Riccardo Alinovi dell’associazione Codici che da anni invocano il ritorno nelle mani pubbliche del servizio rifiuti.

Dal 1999 la gestione è affidata alla Pulchra spa (società partecipata in cui il Comune detiene il 51 % delle quote e la restante parte fa capo all'imprenditore Gianni Petroro ex amministratore delegato). Secondo i due, però, l'individuazione del socio privato non sembra essere avvenuta nel pieno rispetto della normativa di riferimento ed è per questo che chiedono la preparazione di un bando europeo che regolamenti in maniera «chiara e trasparente l’affidamento del servizio».
Tra le richieste di Alinovi e Moretti c’è anche l’esposto presso la Corte dei Conti per presunto danno erariale derivante proprio dalla gestione rifiuti.
Alinovi richiama la sentenza del Consiglio di Stato (n. 06539/2011) che stabilisce l’affidamento diretto del servizio alla società a partecipazione pubblica qualora la selezione del socio privato sia avvenuta mediante procedura competitiva ad evidenza pubblica rispettosa dei principi comunitari e nazionali.
Risulterebbe invece, secondo i due invece che nel caso in questione la procedura per l’individuazione del socio privato sia stata riservata solo a due imprese, DECO SPA e SAPI SRL, operanti in ambito regionale senza nessuna selezione comparativa e senza che tutti i soggetti interessati potevano far valere le loro chances competitive.
A carico della Pulchra è stata aperta anche un’indagine che vede indagati Giovanni Pretoro, ex amministratore della Pulchra, Enrico Tilli, presidente della medesima società e a Ezio Ulderico Di Santo, consigliere di amministrazione. L’ipotesi di reato è quella di subappalto irregolare: secondo gli inquirenti, infatti, la Pulchra avrebbe affidato per 13 anni parte del servizio ad altre società private, tutte facenti capo a Petroro. La contestazione in particolare riguarda, da un lato, lo sforamento del limite del 30% del valore subappaltabile e dall’altro l’assenza dell’autorizzazione al subappalto da parte dell’ente committente, ossia il comune di Vasto.
Proprio Moretti beccandosi una querela dallo stesso Petroro aveva denunciato «che il socio privato erogava il servizi raccolta a terzi che erano tutte sue società per centinaia migliaia di euro».

I FONDI ALLE ASSOCIAZIONI
L’altra questione calda riguarda l’ingente somma stanziata a favore delle Associazioni per lo start up della raccolta differenziata. Secondo Alinovi e Moretti il Comune avrebbe erogato a favore dei volontari una somma, a titolo di rimborso di gran lunga superiore a quanto speso in altri comuni come Montesilvano.
«La giustificazione avanzata dal sindaco», dice Moretti, «che definisce questa elargizione rimborso spese mi preme far notare che il rimborso è una somma che viene riconosciuta a chi, in ambito lavorativo, ha sostenuto spese di viaggio, di vitto, di alloggio o di carburanti. Queste somme vengono riconosciute dietro la presentazione di relative fatture che ne giustificano l’esborso a maggior ragione se si tratta di denaro che viene tirato fuori da un ente pubblico e pertanto è denaro della collettività e dei cittadini. Informare i cittadini di come va fatta la raccolta, mandare in giro delle persone a spiegare questo processo ed a consegnare i bidoni della raccolta, stare in un ufficio e garantire la consegna del materiale per la differenziata è volontariato o si tratta di lavoro regolarmente retribuito però senza contratto e senza copertura assicurativa? Può essere considerata come rimborso spese una somma di quasi mezzo miliardo delle vecchie lire?».
In base ad alcuni calcoli, secondo Moretti, «nel Comune di Montesilvano (Pe), che con i suoi 56.000 abitanti ne conta ben 16.000 in più rispetto a Vasto, per lo Start up della raccolta differenziata, oltre ad eseguirsi un regolare bando, nello studio tecnico elaborato ed allegato alla presente, nel riepilogo delle principali voci di costo e ricavo componenti il canone dei servizi alla voce “sensibilizzazione” è stato previsto un costo pari ad € 40.000,00. A questo, se viene aggiunta la voce relativa all’avvio appalto pari € 50.300,00, si arriva alla cifra massima di € 90.300,00 ma mai alla cifra esorbitante di € 266.000,00 elargita alle Associazioni vastesi. Ma non finisce qui perché a questi € 90.300,00 deve essere calcolato il ribasso applicato dalla ditta vincitrice della gara d’appalto».
E’ per questo che Moretti in una lettera aperta al sindaco ed ai consiglieri di Vasto ha chiesto di presentare immediatamente una denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale.