METANODOTTO

Snam, trattativa segreta? Ministero convoca Chiodi, ambientalisti non avvisati

L’assessore all’Ambiente: «il Dicastero ritiri l’incontro»

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Snam, trattativa segreta? Ministero convoca Chiodi, ambientalisti non avvisati
SULMONA. In queste ore il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, i rappresentanti della Provincia de L’Aquila e del Comune di Sulmona potrebbero essere seduti al tavolo del sottosegretario dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti per parlare delle sorti dello Snam, il metanodotto Brindisi-Minerbio di 687 km e centrale di compressione che dovrebbe attraversare il territorio peligno.

La “soffiata” è partita dagli stessi ambientalisti anti-Snam tenuti completamente all’oscuro dell’iniziativa e la “conferma” è arrivata poi dall’assessore uscente all’Ambiente, Alfredo Moroni.
Sulla improvvisa convocazione per le 15.000 di quest’oggi si fanno strada sempre più dubbi: perché si è mantenuto il massimo riserbo? Come mai sono stati estromessi tutti i portatori di interesse (in primis i comitati anti-Snam)?

«PUGNALATI ALLE SPALLE»
I Comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona non hanno dubbi; per loro, gli Enti che si sono incontrati a Roma con i rappresentanti del Ministero sono proprio quelli che, secondo la procedura autorizzativa, devono dare il loro parere sull’opera.
Ciò significa che in queste ore si stanno perfezionando i passaggi amministrativi previsti dalla conferenza dei servizi, per arrivare in tempi strettissimi ad autorizzare la centrale ed il metanodotto.
Secondo quanto riferito dai comitati ambientalisti, «all’incontro dovrebbero essere presenti il Presidente Chiodi e il Responsabile Affari della Presidenza Architetto Antonio Sorgi per la Regione e gli assessori Cirillo e Tirabassi per il Comune di Sulmona».
«Riteniamo molto grave», hanno dichiarato, «che, anziché istituire il tavolo nazionale previsto dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati per la individuazione di soluzioni alternative, al di fuori della dorsale appenninica, si acceleri invece il procedimento autorizzativo in atto e che ciò avvenga con l’acquiescenza degli Enti che pure hanno espresso, con appositi deliberati, la loro contrarietà all’opera: Regione, Provincia e Comune. In queste ore i cittadini rischiano di essere pugnalati alle spalle». Contro il metanodotto infatti la Regione Abruzzo si è impegnata formalmente con ben due risoluzioni una del 18 ottobre scorso, l’altra dello scorso febbraio. Anche in Comune la questione è stata molto dibattuta tanto da approdare al Prefetto de L’Aquila Giovanna Iuarato.
Quello che oggi chiedono gli ambientalisti è, invece, è la convocazione di un tavolo nazionale, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, proprio come aveva promesso l’onorevole Paola Pelino. E’ proprio a lei che gli ambientalisti si rivolgono perché mantenga fede alla promessa.

«GRAVE SCORRETTEZZA»
Anche l’assessore del Comune de L'Aquila, Alfredo Moroni, è venuto a conoscenza della convocazione del tavolo istituzionale convocato dal Ministero per lo Sviluppo economico.
L’assessore che ha chiesto un rinvio della seduta ha definito la convocazione «una grave scorrettezza ed uno sgarbo istituzionale» addossando la responsabilità al sottosegretario Claudio De Vincenti e alla direttrice del Dipartimento Energia del Ministero per lo Sviluppo Economico, Concetta Cecere.
«Il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi», ha detto, « non è stato evidentemente in grado di garantire un’adeguata rappresentanza istituzionale dei territori interessati dal passaggio di questa infrastruttura e, del resto, appare di tutta evidenza che il Comune di Sulmona, da solo, può incidere ben poco sulle decisioni che si andranno a prendere. Si va a convocare un tavolo che parte palesemente azzoppato nella sua finalità».
E’ per questo che l’assessore ha chiesto una nuova convocazione che garantisca un maggiore equilibrio in termini di rappresentanza e adeguate garanzie in termini di trasparenza; in caso contrario ha fatto sapere che attuerà tutte le azioni necessarie a partire da una riunione del Coordinamento interregionale «affinché i parlamentari sensibili alla vicenda, gli enti locali interessati e i comitati, sempre attenti al problema, assumano le decisioni e le iniziative che riterranno opportune».