DELITTI E ROM

Omicidio Pescara: Amnesty International preoccupata: «proteggere i rom»

«Donne insultate e allontanate dai negozi»

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Omicidio Pescara: Amnesty International preoccupata: «proteggere i rom»
PESCARA. Saranno interrogati domani mattina, a partire dalle 10.30, i quattro nomadi pescaresi sottoposti ieri a fermo di indiziato di delitto dalla squadra mobile per l'omicidio di Domenico Rigante, il tifoso biancazzurro di 24 anni ucciso il primo maggio in via Polacchi con un colpo di pistola.

L'interrogatorio sarà effettuato in carcere, dove i quattro sono rinchiusi in isolamento, dal gip Maria Michela Di Fine. Si tratta di Angelo, Antonio e Luigi Ciarelli, tra loro fratelli, e Domenico Ciarelli. Per l'omicidio di Domenico Rigante e il tentato omicidio del fratello Antonio è stato già arrestato sabato scorso Massimo Ciarelli, rom 29enne, che si è avvalso della facoltà di non rispondere e si è professato innocente.
Intanto Amnesty International si è detta «preoccupata» per i tentativi di attacchi razzisti a Pescara. Amnesty ha «sollecitato le autorità italiane a prendere tutte le misure necessarie per proteggere le comunità rom da intimidazioni e attacchi, a condannare pubblicamente la violenza razzista e l'incitamento alla violenza e all'odio, ad avviare immediate e approfondite indagini su atti di intimidazione e di violenza di stampo razzista e a garantire che gli autori di tali azioni saranno sottoposti a procedimenti» giudiziari.
Amnesty ricorda che dopo l'uccisione di Domenico Rigante gruppi di tifosi e di amici della vittima hanno manifestato contro la presenza delle comunità rom a Pescara.
«Non sono stati commessi atti di violenza, ma nel corso delle proteste si sono levati in modo massiccio cori discriminatori e sono state minacciate azioni violente contro i rom. Nei giorni successivi persone non identificate si sono presentate nei luoghi generalmente frequentati dalla comunità rom, con l'intento apparente di minacciarli o di aggredirli».
Un rom intervistato da Amnesty International ha riferito che donne rom sono state insultate, allontanate dai negozi e dagli ingressi delle scuole dove erano andate a prendere i loro figli.
«Nella notte tra il 7 e l'8 maggio, sono stati esplosi colpi in aria nel quartiere Rancitelli, dove vivono molti rom, all'apparente scopo di spaventare i residenti», denuncia ancora l’associazione.
Riconoscendo gli «sforzi fatti dalla polizia per portare di fronte alla giustizia i responsabili dell'omicidio e per proteggere le comunità rom della zona», Amnesty sottolinea che le «autorità italiane, a tutti i livelli, devono prendere misure proattive per prevenire attacchi e intimidazioni nei confronti dei rom e garantire che venga sottolineato, nelle dichiarazioni pubbliche, che mai una comunità dev'essere posta sotto accusa per gli atti compiuti da singole persone, che la responsabilità penale è individuale e che le comunità rom hanno diritto alla piena protezione da parte della legge».
«Da diversi anni - fa notare Amnesty - rappresentanti delle istituzioni a livello locale e nazionale, attraverso dichiarazioni pubbliche, alimentano un clima d'intolleranza nei confronti delle comunità rom, collegando in modo infondato la mera presenza dei rom all'aumento della criminalità e dell'insicurezza».
Amnesty International ha ulteriormente appreso «con preoccupazione» le dichiarazioni attribuite al questore di Pescara, secondo le quali egli avrebbe esplicitamente collegato sequestri e altre operazioni di polizia nei confronti dei rom, compiute nei giorni scorsi e nell'ambito di indagini non relative all'omicidio di Domenico Rigante, alla necessità di rispondere alla generale aspettativa del pubblico di stroncare la criminalità dei rom.
Amnesty International ritiene che la «decisione di svolgere operazioni di polizia dovrebbe essere presa solo sulla base della necessità di prevenire e punire reati, a prescindere dall'etnia delle persone sospettate. Pur riconoscendo la necessità di combattere il crimine e rafforzare il rispetto della legge e gli sforzi fatti per proteggere le comunità rom di Pescara, l'organizzazione per i diritti umani chiede a tutte le autorità di astenersi dal fare dichiarazioni che potrebbero rafforzare l'idea di un legame tra i rom e la criminalità».