IL CASO

Formazione Asl di Chieti: due impiegate costano 26 mila euro per corso alla Bocconi

In un’altra delibera del manager l’impegno di spesa. I sindacati contestano i criteri di scelta

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3646

Formazione Asl di Chieti: due impiegate costano 26 mila euro per corso alla Bocconi
CHIETI. Una spesa presunta di 26.168 euro per un corso di formazione obbligatoria esterna presso la Bocconi.

 E’ questa la cifra che la Asl di Chieti ha deciso di spendere per due sole impiegate: Annalisa Staniscia e Claudia De Benedictis. La prima costerà circa 11 mila euro, l’altra quasi 15 mila. La differenza, a quanto si capisce dalla delibera 171 del 23 febbraio scorso, dipende dal fatto che varia il costo dell’iscrizione: 5.500 euro più iva per la prima partecipante e 7.800 per la seconda, in quanto quest’ultima non ha partecipato a precedenti corsi e quindi deve pagare in più un «modulo di omogeneizzazione ». Per il resto le altre voci sono quasi simili, anche se dalla delibera non appare con chiarezza la lunghezza del soggiorno per questa formazione. Il corso in “Executive master in management delle aziende sanitarie e socio assistenziale”, secondo modulo, va dal 20 al 24 marzo e la Asl ha deciso di inviarci due impiegate (forse con aspirazioni manageriali), una delle quali già lo scorso anno è stata alla Bocconi a spese Asl, anche se allora costò 9 mila euro. Quest’anno i costi sono lievitati: per Staniscia viaggio 1.280 euro, soggiorno 3.500, vitto 1.424. Per De Benedictis, rispettivamente 1.440 euro, 3.710 e 1.513. A parte che forse si poteva viaggiare insieme ed abbattere così la spesa, in realtà le due dipendenti prescelte non indicano l’obiettivo di questa partecipazione. La casella infatti è vuota, ma la Asl si fida: «andate e poi fateci sapere se questo evento formativo vi ha arricchito ». Il problema non è, come si capisce, spiegare bene dove si soggiorna, cosa si mangia e come si arriva a Milano: si tratta di tornare alla discrezionalità che i sindacati contestano a Francesco Zavattaro, manager Asl. Scegliere a caso, senza una programmazione e senza un Piano della formazione, si presta a critiche e a sospetti di favoritismo. Spendere 26 mila euro in questo modo significa però che al manager di queste critiche non interessa proprio. Perché sbagliare è umano, ma Zavattaro persevera. E sceglie in pochi mesi di inviare la stessa dipendente a Milano con un costo di 20 mila euro solo per lei: il che sembra una risposta infastidita ai sindacati che invocano equità. Può ogni dipendente costare tanto?

E questi corsi sono destinati ai dirigenti o solo ai “collaboratori amministrativi” che lavorano nella Direzione generale? Tornano alla mente tutti i discorsi sui tagli e sui risparmi: questi fondi sono destinati alla formazione e vengono da una voce del contratto di lavoro, quindi non possono essere destinati ad altro. Ma fa un certo effetto sapere che mancano i soldi per la carta delle stampanti nei singoli reparti, che la manutenzione di tanti macchinari è in ritardo e poi decine di migliaia di euro evaporano in questo modo.

Sebastiano Calella