AMBIENTE

Borsacchio, approvata la riperimetrazione. Fuori Giulianova, dentro gli speculatori?

Pioggia di critiche e proteste sulla decisione. Ambientalisti ma non solo accusano la «banda dei 26»

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Berardo Rabuffo

Berardo Rabuffo

L’AQUILA. Il consiglio regionale ha detto sì alla revisione dei confini della Riserva Naturale del Borsacchio nei Comuni di Roseto degli Abruzzi e Giulianova approvando il progetto di legge n.79 del 2009.

E’ arrivato ieri in tarda serata il verdetto che ha tenuto col fiato sospeso gli ambientalisti, con il voto favorevole della maggioranza di centrodestra, Fli e Partito Democratico, ed il no della sinistra.
Finisce così la battaglia ostruzionistica per la difesa del Borsacchio combattuta in primis dal consigliere Maurizio Acerbo (Rc) e da Antonio Saia (Pdc) a suon di emendamenti per rallentare e rinviare la riperimetrazione. Sono in tanti a temere oggi che con i nuovi confini si possano liberare aree per l’ edificazione e le costruzioni.
E l’ok della Regione è andato incontro alle proposte di legge avanzate da alcuni consiglieri regionali. Si tratta del progetto di revisione e la riperimetrazione dei confini della Riserva Naturale Guidata del Borsacchio, presentato da Rabbuffo di FLI e da Ruffini del PD e della completa cancellazione dell’area, avanzata da Venturoni del PDL.
Tra le novità introdotte con la riperimetrazione ci sarà di fatto un ampliamento dagli attuali 1.110 ettari a circa 1.150 ettari della superficie della Riserva, l’estrapolazione di tutte le zone antropizzate di Cologna Spiaggia e della foce del Borsacchio, nonché la zona dell’Annunziata di Giulianova.
Si ritroveranno fuori anche un lungo tratto di spiaggia che dalla Pineta Mazzarosa si spinge fino al Quartiere Annunziata di Giulianova e la Contrada Giammartino. Giulianova risulta totalmente esclusa dalla riserva.

IL FRONTE DEI SI’
Esprime massima soddisfazione Berardo Rabbuffo (Fli) che smorza le preoccupazioni degli ambientalisti. «Le misure di salvaguardia che scattano subito dopo l’istituzione di una Riserva naturale», ha detto, «impongono numerosi divieti che di fatto bloccano qualsiasi tipo di attività all’interno del perimetro, ma queste devono avere carattere provvisorio e di breve durata. Adesso sarà possibile completare il contratto di quartiere nella zona dell’Annunziata attraverso la realizzazione della centrale di teleriscaldamento ed impedendo così che il Comune di Giulianova debba rinunciare e restituire i finanziamenti ottenuti dallo Stato per questo scopo».
Dello stesso avviso è Lanfranco Venturoni che grida «alla liberazione delle città di Giulianova e Roseto grazie alla riperimetrazione (alcune aree delle cittadine ricadevano infatti nella Riserva naturale)».
«Dopo tanto tempo», ha detto l’ex assessore alla sanità, «la maggioranza in Consiglio regionale ha portato a casa un risultato di notevole importanza per i territori di Roseto e Giulianova. A nulla sono valsi i tentativi ostruzionistici di parte dell’opposizione che, arroccata ancora una volta su posizioni di retroguardia, ha cercato di difendere l’indifendibile. Noi, invece, non abbiamo fatto altro che ribadire in sede legislativa regionale le volontà dei Consigli comunali di Giulianova e Roseto».
«Dopo tanti rinvii», ha detto invece il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, «si è giunti infine alla revisione dei confini della riserva, escludendo la porzione più meridionale del territorio di Giulianova, collimante con una parte del quartiere Annunziata. Grazie a questa decisione, che ha ricevuto il decisivo sostegno dei consiglieri Claudio Ruffini e Berardo Rabbuffo si è messo fine alla irrazionale inclusione di una parte di Giulianova, fortemente urbanizzata, nella riserva».

I DELUSI
«Dopo averla di fatto congelata per sette anni, i “nuovi barbari” hanno sottratto alla Riserva naturale del Borsacchio delle aree di pregio per servirle su un piatto d’argento ad un manipolo di speculatori», è invece il parere del Wwf Teramo, «definire “nuovi barbari” i 26 Consiglieri Regionali che hanno votato a favore del taglio della Riserva suona quasi come un complimento; i Barbari veri, almeno, nutrivano un profondo rispetto per la natura. Questi invece hanno dimostrato di disprezzarla. La “banda dei 26” è stata perseverante. Malgrado gli innumerevoli problemi di cui soffre l’Abruzzo, è riuscita a dedicare quasi una decina di sedute del Consiglio Regionale a quello che deve essere parso a molti osservatori il vero problema della nostra regione: la riperimetrazione di una piccola riserva regionale estesa appena 1.100 ettari».
E’ deluso ed amareggiato Pio Rapagnà del Comitato Città per Vivere che ha condotto una strenua campagna contro la riperimetrazione della Riserva. Rapagnà ora punta il dito contro i responsabili di questa situazione.
«Grave è la responsabilità della precedente Giunta Comunale di centrosinistra», ha detto, «guidata dal Sindaco Franco Di Bonaventura per non avere provveduto in 6 anni alla sistemazione dei cartelli segnaletici perimetrali e di quelli lungo le strade di accesso alla Riserva, alla elaborazione di un progetto pilota di gestione finalizzato all’occupazione di disoccupati ed inoccupati, alla istituzione dell’Organo di gestione e all’adozione del Piano di Assetto Naturalistico della Riserva».
Poi Rapagnà inserisce tra i colpevoli «anche le due Giunte Provinciali di centrosinistra a guida Ernino D'Agostino e di centrodestra a guida Valter Catarra (per non avere attuato la Delibera della Giunta Regionale del 27 novembre 2008 che ha affidato alla Provincia di Teramo la gestione della Riserva Naturale Guidata “Borsacchio”), la nuova Giunta Comunale di Roseto del sindaco Pavone, la Giunta Comunale di Giulianova del sindaco Mastromauro, i consiglieri regionali Rabuffo, Venturoni e Ruffini per avere proposto ed approvato i nuovi confini della Riserva».
Secondo il vice Capogruppo regionale dell'IdV, Cesare D'Alessandro, «la maggioranza di centrodestra consente a pochi di fare i propri interessi, mentre molti, tanti, tantissimi cittadini, le giovani generazioni, perderanno una delle oasi faunistiche piu' belle del Mediterraneo».
Tutto ciò, dice il dipietrista, «grazie soprattutto a Chiodi, il quale scientemente, contro l'interesse di tutti gli abruzzesi, ha portato avanti una battaglia per affermare che le riserve naturali, nella nostra regione, si possono tranquillamente togliere, dopo che ben cinque leggi ne avevano garantito l'istituzione e l'esistenza».


Per il consigliere regionale Franco Caramanico, invece, l’operazione è «un pasticciaccio» visto che, secondo lui, «il modo in cui la maggioranza di centro destra ha gestito la vicenda della riserva del Borsacchio dimostra solo che le vere intenzioni del Pdl erano quelle di permettere l'edificabilita' in determinate porzioni di territorio». Per il consigliere invece una soluzione alternativa sarebbe stata quella di affrontare la discussione puntando all'approvazione del Piano di Assetto naturalistico esistente e stralciando la prescrizione che prevede un aumento di cubatura di 50 mila metri cubici.
Anche il Pd di Roseto si dice assolutamente contrario alla riperimetrazione ed annuncia vere e proprie azioni
«Riteniamo che la riserva sia un patrimonio che la nostra città deve tutelare», ha dichiarato il partito, sia dal punto di vista naturalistico sia per uno sviluppo turistico che punti sempre più sulla qualità. La decisione di escludere dal perimetro della riserva la storica Pineta Mazzarosa ci lascia sconcertati, io e il mio partito siamo assolutamente contrari ad una rimodulazione della riserva fatta in base ad interessi personalistici. In questo modo il Borsacchio viene ridotto quasi ad un giardino botanico».
E promette azioni (come la convocazione di un tavolo tecnico, giovedì, con tutte le forze politiche civiche ed associazioni) anche la Federazione della Sinistra (Prc/PdCi). Il gruppo è convinto che ieri, in Regione, si sia aperta la strada alla speculazione edilizia.
«Ormai è noto a tutti», ha detto, «che diversi costruttori hanno acquisito terreni all’interno della Riserva e questo ritaglio dei confini pare molto più un favore agli speculatori del cemento che ai cittadini residenti. Si è tutelato l’interesse di pochi costruttori ed imprenditori e ancora una volta il prezzo lo pagheranno i cittadini».
Ora non resta che attendere di vedere quali saranno (se ci saranno) i reali beneficiari di questa operazione così strenuamente e costantemente voluta da buona parte della politica regionale.