COMMISSARIAMENTO

Tercas, incontro positivo commissario-sindacati. Tra un anno banca unica con Caripe?

Fisac Cgil: «politici in ritardo»

Redazione Pdn

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Tercas, incontro positivo commissario-sindacati. Tra un anno banca unica con Caripe?
TERAMO. E’ stato un incontro interlocutorio, ma non per questo meno importante, quello che ieri ha messo di fronte Riccardo Sora, nuovo commissario straordinario Tercas, e i sindacati aziendali.

Da una parte le rassicurazioni che la banca non è sull’orlo del fallimento, dall’altra l’impegno del personale – attraverso i rappresentanti sindacali – a lavorare per la piena ripresa della vocazione localistica della Cassa di risparmio di Teramo. Il commissario non poteva dire di più, visto che deve prima conoscere in maniera più approfondita la situazione che gli ha consegnato la Vigilanza della Banca d’Italia. Ma ha comunque rivolto un appello a mettere insieme le forze e a sviluppare tutte le professionalità interne per uscire dal guado in cui la Tercas si trova. Il sindacato ha risposto che si sente impegnato al massimo sia per difendere l’autonomia della banca sia perché la Cassa di risparmio resti sempre più legata al territorio. Il tutto con un reciproco impegno di condivisione delle scelte e di informazione puntuale delle strategie messe in campo per traghettare Tercas verso lidi più sicuri. Che è poi l’obiettivo immediato del commissario che ha condiviso questo impegno a dare maggiori informazioni sullo stato dell’arte.
«Guardiamo con attenzione al lavoro del commissario – dichiara Claudio Bellini, responsabile regionale Fiba Cisl – e lo riteniamo un punto fisso per ripartire, dopo la bufera. C’è quindi un moderato ottimismo per lo sviluppo della vicenda, anche perché Tercas è molto radicata ed i suoi clienti hanno reagito con tranquillità a questo sussulto interno. Il che favorisce il cambio di gestione».
 Appare infatti sempre più evidente, anche dal dispositivo del commissariamento, che il richiamo all’articolo 70 del testo unico bancario (lettera a) significa che sotto osservazione ci sono solo inadempienze ed illeciti amministrativi (con relative sanzioni penali), mentre non si fa cenno al patrimonio. Insomma nella Tercas si sono verificati “incagli” e si sono riscontrate criticità maggiori rispetto alle altre banche, con qualche problema per le comunicazioni a Bankitalia di operazioni sospette, come previsto dalle norme antiriciclaggio. Il timore che però agita i sindacati è la ricaduta di questa gestione commissariale in termini occupazionali interni. Di qui il loro no immediato per possibili tagli al personale ed un si molto condizionato solo alla razionalizzazione di alcuni sportelli lontani, che potrebbero risultare fuori della logica territoriale più stretta. Ma il futuro Tercas è tutto da inventare: c’è infatti chi già pensa al dopo Sora, almeno da qui ad un anno, termine usuale di questi commissariamenti. Se la logica dei risparmi sarà seguita fino in fondo, Tercas e Caripe saranno fuse in una sola banca e non ci saranno più doppioni ai vertici e negli uffici.

FISAC CGIL: «POLITICI IN RITARDO»
Fabrizio Petrolini, coordinatore dell’area programmatica “La Fisac Cgil che vogliamo” Abruzzo, affronta dal punto di vista politico il commissariamento Tercas, soprattutto in riferimento alle dichiarazioni ed ai commenti di esponenti del centrosinistra che «hanno ritirato fuori un loro vecchio cavallo di battaglia
riproponendo la necessità della costituzione di una banca regionale». Secondo Petrolini «riproporre la creazione di questa nuova banca, dopo il fallimento del tentativo di unire le allora esistenti quattro Casse di risparmio, mostra una pervicacia degna di miglior causa». Insomma un’occasione persa per tacere, secondo questo esponente della Fisac Cgil, perché «nel mondo dell’intermediazione finanziaria, ma anche negli interventi di accorpamento, fusione o creazione di nuovi poli produttivi è essenziale analizzare i fondamentali delle aziende interessate, prima di avanzare proposte a supporto delle proprie tesi. Sostenere infatti che la presenza di una banca regionale favorirebbe l’erogazione del credito e quindi la ripresa economica dell’Abruzzo è indimostrabile, se solo si prendono in considerazione i fondamentali dei bilanci delle Aziende di credito presenti sul territorio. In particolare se si osserva il rapporto tra raccolta ed impieghi degli ultimi anni si può facilmente notare come tale rapporto sia notevolmente a favore delle banche con sedi direzionali fuori di regione». Allora forse queste dichiarazioni – secondo Petrolini – nascondono il tentativo di tornare alle vecchie logiche in cui i partiti «come rappresentati di interessi particolari del territorio, vogliano influenzare pesantemente l’erogazione del credito». Il che non è permesso dalla legge bancaria del 1993, che ha riconosciuto la trasformazione delle banche in imprese di intermediazione bancaria, con la normativa di Basilea 2 e 3 «ed in ultima analisi con le teorie su privatizzazioni e libero mercato, propugnate dagli stessi che ora suggeriscono un mercato del credito
domestico e protetto. Sarebbe meglio identificare un modello di sviluppo, individuare le vocazioni settoriali della regione e di conseguenza varare iniziative a supporto della crescita con normative fiscali ed accordi con le associazioni delle Aziende di credito».

Sebastiano Calella