CRONACA

Sequestrati a Montesilvano beni per 1 mln a famiglia Spinelli. «Ora ci costringete a delinquere»

La villa era stata intestata ai figli piccoli

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La operazioni di sequestro

La operazioni di sequestro

PESCARA. Il questore Passamonti avverte: «confischeremo tutto a tutti».
Personale di polizia, Guardia di finanza e carabinieri ha sequestrato questa mattina beni mobili e immobili per un valore di oltre un milione di euro alla famiglia Rom Spinelli residente a Montesilvano, nel pescarese.
Sotto sequestro due immobili e due motocicli. I beni sono riconducibili a Cristoforo Spinelli e Giovinella Spinelli, moglie e marito, nomadi, di 42 e 46 anni. I due avevano intestato la casa di via L'Aquila 70 a Montesilvano, finita sotto sequestro, a due dei loro otto figli, Massimo e Lorena, quando avevano 4 e 6 anni. L'uomo, quando questa mattina sono arrivate le forze dell'ordine, ha commentato: «Così mi costringerete a delinquere».
In realtà l'uomo ha già precedenti per droga, la moglie per reati contro il patrimonio e al momento è in carcere per furto. La casa sequestrata è divisa in due parti, i mezzi sequestrati sono una Suzuki 650 e un motociclo 150, entrambi intestati alla donna. Per i due è stata chiesta la misura della sorveglianza speciale. La coppia non ha reddito, per cui le proprietà sono state acquisite presumibilmente attraverso redditi accumulati illecitamente.

GIOVINELLA COME SOFIA (LOREN)
La signora Giovinella, è stato detto in conferenza stampa stamane, si sarebbe comportata come il protagonista di un famoso film impersonato da Sofia Loren che faceva figli a ripetizione per non finire in galera. Alla fine si è dovuta arrendere fermandosi all’ottavo figlio e rimediando un pesante provvedimento giudiziario (misure cautelari della sorveglianza speciale chiesta al gip e sequestro).
Per gli investigatori in pool la famiglia sarebbe dedita da anni ad attività illecite come l’usura e lo spaccio
Anche per questo caso si è provveduto al sequestro anticipato perchè c'era il pericolo che potessero intestare ad altri questi beni.
Si tratta di una misura particolare prevista dal codice che dovrà essere approvata e valutata in tutte le sedi giudiziarie anche se –è stato sottolineato- «dal 2007 ad oggi non c’è stata alcuna bocciatura da parte della magistratura nei confronti del nostro lavoro».
 «Il fine è quello di confiscare tutto a tutti i rom», ha commentato il questore di Pescara, Paolo Passamonti,  «continueremo con i sequestri, questa è una prima risposta alla cittadinanza dopo i noti fatti». Secondo la tabella di marcia ci sarebbero ulteriori confische in arrivo mentre si attende la fine dei provvedimenti simili avviati dal 2007. Solo allora i beni confiscati potranno ritornare alla collettività.
Operazioni del genere sono già state effettuate in passato, altre seguiranno nelle prossime settimane.
Secondo il comandante provinciale dei carabinieri, Marcello Galanzi, invece la costante attività di investigazione e dei provvedimenti cautelari sui patrimoni avrebbe già generato un radicale cambio dei costumi delle famiglie rom.
«Mentre prima giravano con macchine di grossa cilindrata oggi», ha detto Galanzi, «la cilindrata si è abbassata, pagano il bollo e l’assicurazione perché hanno paura dei controlli. Non c’è più quella spavalderia di una volta».
Operazioni del genere sono già state effettuate in passato, altre seguiranno nelle prossime settimane ed è un'altra risposta alla città dopo l'omicidio di Domenico Rigante da parte, presumibilmente, di un Rom. Domenica scorsa, durante la conferenza stampa per spiegare i dettagli sulla cattura di Massimo Ciarelli, accusato di essere l’omicida del tifoso, proprio Passamonti aveva annunciato imminenti sequestri.



Appena ieri, invece, la polizia municipale di Pescara ha posto sotto sequestro l’abitazione è di proprietà di una famiglia nomade stanziale. I vigili sono intervenuti dopo aver avuto la segnalazione di presunti abusi edilizi in quella struttura. Si tratta di una villetta composta da piano terra, primo e secondo livello con sottotetto (prima era solo piano terra e sottotetto).

Gli agenti hanno eseguito gli accertamenti e sono emerse, tra l'altro, difformità tra il progetto approvato e quello in corso di realizzazione - da 140 metri quadri si è passati a 440 metri quadri, con una semplice Dia - per cui sono state ascoltate tutte le persone interessate e si è proceduto al sequestro preventivo.
E' stata informata la Procura della Repubblica, che dovrà accertare eventuali responsabilità penali.