SAN SILVESTRO

Antenne San Silvestro: ennesimo esposto in procura

Il provvedimento di delocalizzazione c’è ma non si riesce ad applicare

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Antenne San Silvestro: ennesimo esposto in procura
PESCARA. Che cosa possono fare i cittadini onesti per far valere la legge ed i diritti più importanti di fronte al gigante immobile della burocrazia e dello Stato?

Possono protestare, denunciare, scioperare, accusare. Si possono fare tante cose e quelli del comitato contro le antenne a San Silvestro in 20 anni e più le hanno davvero tentate tutte riuscendo a raggiungere un record che però non è loro. Un record delle istituzioni per il maggior tempo trascorso senza fare nulla a fronte di accuse gravissime, inchieste finite nel nulla, diritti costituzionali calpestati. Nulla di nulla. Solo promesse elettorali perse nella nebbia della memoria. Perso anche un procedimento penale che portò addirittura al sequestro delle antenne proprio per emissioni non regolari.
Le antenne sono ancora lì persino nei giorni del tanto pubblicizzato switch off e continuano a trasmettere. Ai residenti di San Silvestro evidentemente non è bastata la rassicurazione che è arrivata, molto sfumata, di alcuni dirigenti Rai che hanno assicurato che proprio con il digitale i problemi per la salute sarebbero inferiori.
Così dopo l’inizio della ennesima protesta e sciopero della fame ieri Brunella Di Lizio e a Ennio Salle si sono recati in procura a depositare una denuncia contro ignoti.
Servirà a capire chi davvero si ostina a bloccare le istituzioni, quali poteri si celano dietro questa vicenda che non riesce a trovare una soluzione?

IL DOCUMENTO
I residenti mostrano un documento che è pubblicato sul sito dell’Ispettorato Territoriale per l'Abruzzo ed il Molise del Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicazioni che chiaramente dice che con lo switch off le autorizzazioni rilasciate per i ripetitori di San Silvestro decadono.
«Pertanto alle date sopra indicate», si legge nel documento, «tutti gli impianti a suo tempo autorizzati devono essere disattivati in quanto non più compatibili con il nuovo scenario radioelettrico. Conseguentemente, qualora restasse vivo l’interesse alla ripetizione di emittenti televisive, si dovrà presentare nuova richiesta di autorizzazione a questo Ispettorato che, una volta effettuata l’assegnazione dei canali alle emittenti televisive da parte degli Organi centrali competenti, provvederà ad assegnare le nuove frequenze, sempre nel rispetto di quanto stabilito dalla normativa relativamente alle situazioni interferenziali e all’estensione dell’area di servizio».
Secondo i residenti molte autorizzazioni non ci sarebbero e questo sarebbe provato dalle sanzioni irrogate anche alla Rai da parte della Agcom.
«Vogliamo lo spegnimento degli impianti televisivi (abusivi) e la loro definitiva delocalizzazione. Sapevano da anni che se ne dovevano andare», dice Brunella Di Lizio, «aspettiamo fiduciosi  l’intervento della l’Autorità Giudiziaria e delle forze di Polizia».
Insieme ai due cittadini ieri c’era anche il sindaco Albore Mascia che da mesi ha assicurato una soluzione che però spetta a Regione e Ministero.
La denuncia contesta la permanenza delle antenne nel sito, nonostante San Silvestro sia stato escluso dal Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze, e chiede l’attuazione di provvedimenti immediati di spegnimento.
La situazione è complessa e si intrecciano normative su normative, ma è anche estremamente semplice: oggi si è arrivati ad un punto di svolta, con la pubblicazione del nuovo Piano e con la convocazione della riunione del Tavolo tecnico di lavoro, fissata per il prossimo 18 maggio, per concordare la migrazione degli impianti verso la piattaforma off shore o su uno qualsiasi degli altri 128 siti idonei esistenti in Abruzzo.
Dunque secondo il sindaco «è giusto mantenere alta l’attenzione per far comprendere a Roma che il ‘caso’ San Silvestro è un’emergenza non di un quartiere, ma di un’intera città».
Mascia ha ricordato che la sua amministrazione  ha raggiunto «un risultato sicuramente storico ottenendo la delocalizzazione delle antenne, non con una semplice promessa, bensì con la formalizzazione del provvedimento attraverso l’esclusione del sito di San Silvestro dal Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze. Ora però arriva la parte più difficile, ossia quella più tecnica, l’attuazione concreta del dispositivo normativo. Da parte mia ho già sollecitato la Regione Abruzzo, e dal nostro punto di vista la competenza a dare attuazione al provvedimento è del Ministero per lo Sviluppo Economico che deve dire in concreto alle emittenti che devono trasferire i propri impianti».
Insomma la legge ormai c’è, tutte le carte sono a posto manca solo l’applicazione.
A L’Aquila, lo scorso 24 aprile, si è svolto l’ultimo incontro per individuare le fasi per la migrazione degli impianti: nel corso del vertice, al quale hanno preso parte i rappresentanti di 24-25 operatori radiotelevisivi, lo stesso Ministero ha detto senza mezzi termini che le antenne devono lasciare San Silvestro, una riunione infuocata, in cui i titolari delle emittenti non hanno ovviamente visto di buon occhio la posizione del Ministero, di Comune e Regione. E nonostante le opposizioni, il Ministero, rappresentato dai responsabili Troisi e Sambuco, ha mantenuto ferma la propria posizione, e ha ribadito che le antenne se ne devono andare, concordando un margine temporale congruo per lo spostamento.
Se quei termini temporali fissati non dovessero essere rispettati, scatterà una ulteriore denuncia per omissione d’atti d’ufficio.