IL CASO

Giulianova, bando lampo “Julia Rete”. Mastromauro nomina amministratore “sbagliato”

La seconda scelta è Antonio Marinozzi

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Marinozzi

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GIULIANOVA. Prima la nomina poi il dietro front e la corsa ai ripari. Il sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro si è accorto, a cose fatte, di aver scelto la persona “sbagliata” alla guida della società Julia Rete la partecipata del Comune operante nel settore della distribuzione del gas-metano.

 Il nominato era Fabio Ruffini ex assessore al Bilancio del Comune di Giulianova, per legge incompatibile a presiedere la società. L’articolo 4, comma 21 del decreto legge 138 del 2011, stabilisce infatti che non possono essere nominati amministratori di società partecipate da Enti locali coloro che nei tre anni precedenti abbiano ricoperto cariche negli stessi Enti locali. Insomma, chi ha fatto il sindaco, il consigliere o, come nel caso di Fabio Ruffini, l'assessore, non può rivestire la carica di amministratore unico.

IL BANDO LAMPO
Il 30 aprile scorso Loris Vanni amministratore unico della Julia Rete si è dimesso dalla società. A seguito delle dimissioni di Vanni, il Comune ha bandito l'avviso pubblico per la nomina del nuovo Amministratore unico della Julia Rete con scadenza il 5 maggio. I partecipanti, quindi hanno avuto soltanto 5 giorni di tempo per candidarsi.
Tra i requisiti richiesti per la elezione ci sono: una comprovata competenza ed esperienza tecnica e/o professionale e/o amministrativa adeguata alle specifiche caratteristiche del ruolo da svolgere per titolo di studio o per esperienza maturata presso aziende pubbliche o private o nello svolgimento di attività professionale o per incarichi accademici o per impiego sociale e civile; possedere un’ indiscussa probità ed obiettività di giudizio e passione civile, non ricoprire cariche elettive nel Comune, nella Provincia, nella Regione, nel Parlamento, oppure se Consigliere o Assessore Comunale, dimettersi a pena decadenza da tali cariche elettive entro 10 giorni dal perfezionamento della nomina stessa.
Il “vincitore” è stato Fabio Ruffini che, solo dopo un’attenta verifica di incompatibilità, è stato soppiantato da Antonio Marinozzi. Marinozzi, nato nel 1962 si è laureato in Economia bancaria, finanziaria ed assicurativa, con il conseguimento di un master per “giovani inseriti in posizioni strategicamente rilevanti”.
Marinozzi, che vanta un'esperienza ventennale nella dirigenza di industrie manifatturiere, italiane ed estere, già componente del Consiglio d'amministrazione dell'Associazione Piccole industrie di Teramo, è stato anche consulente aziendale e professionale sia nel settore privato che pubblico. Nel periodo 1996-2000 ha svolto attività per conto del Comune di Giulianova nella contabilità e bilancio del settore finanziario occupandosi anche della riorganizzazione dell'attività Gas-metano.

«I NOSTRI AMMINISTRATORI ZOPPICANO SULLA COMPETENZA»
«Il sindaco ha scoperto l’incompatibilità di Ruffini solo dopo l’ufficializzazione della nomina fatta in conferenza stampa». Così l’associazione Il Cittadino Governante di Giulianova ha commentato la vicenda aprendo ulteriori interrogativi. «Se Vanni stava facendo bene alla Julia Rete», ha chiesto, «come risulta, perché non lo si è fatto continuare? E se Ruffini (cui è stato cambiato l’incarico ben quattro volte: dall’urbanistica al commercio, quindi al bilancio come assessore) viene giudicato in maniera positiva come amministratore perché non lo si è lasciato in Giunta?».
Secondo l’associazione questa «condotta da casta» non farà altro che peggiorare la disaffezione politica dei cittadini. «Davvero, si pensa, che la politica possa riguadagnare la fiducia dei cittadini con questi comportamenti?», conclude l’associazione, «da dove trae fondamento la prassi che chi fa politica deve sempre avere un incarico retribuito da qualche parte? Riteniamo, invece, che la politica non debba servire per sistemare le persone, bensì per ben amministrare, ricordandosi della meritocrazia e delle competenze sin dall’inizio di un mandato».