PESCARA

Morte Morosini. Slitta giudizio per l’agente che parcheggiò l’auto davanti allo stadio

L’incontro della commissione disciplinare del Comune si terrà sabato prossimo

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2579

Morte Morosini. Slitta giudizio per l’agente che parcheggiò l’auto davanti allo stadio
PESCARA. Rischia dagli 11 giorni ai sei mesi di sospensione dal servizio l’agente delle Polizia Municipale che lo scorso 14 aprile era alla guida dell’auto di servizio che ha ostruito l’accesso di sicurezza dello Stadio “Cornacchia”

L’auto bloccò il passaggio dell’ambulanza durante lo svolgimento della partita Pescara-Livorno  in cui ha perso la vita tragicamente il calciatore del Livorno, Piermario Morosini.
Il Comune di Pescara che ha già avviato un procedimento amministrativo a carico dell’agente per la violazione dei doveri comportamentali prevista dall’articolo 18, 1° comma del codice di Disciplina dell’Ente e l’udienza  presso la Commissione Disciplinare istituita dal Comune di Pescara per valutare la posizione dell’agente è stata rinviata a sabato prossimo, 12 maggio. Giovedì scorso i legali dell’agente hanno chiesto un rinvio, previsto nel regolamento comunale, che la Commissione ha dovuto accordare.
Il Collegio disciplinare chiamato ad esprimersi sull’agente è  presieduto dal direttore generale Stefano Ilari, dal dirigente della Polizia municipale Carlo Maggitti e dal dirigente al Personale Gabriella Pollio. Il direttore generale ha già avviato le procedure concedendo alle parti il  tempo necessario per effettuare le opportune valutazioni anche alla luce delle prime risultanze dell’esame autoptico condotto sul corpo di Morosini. E’ chiaro che  se dovesse emergere un nesso di causalità tra la postazione dell’auto della  Polizia municipale ed un ritardo nei soccorsi, allora le misure restrittive si potrebbe arrivare sino al licenziamento.
L’agente si è già assunto le proprie responsabilità nella relazione di servizio redatta il 15 aprile in cui ha ricostruito i momenti salienti di quella terribile giornata a partire dal suo arrivo sul posto. Ha raccontato di aver lasciato l’auto in quella posizione perché il piazzale era occupato da molte altre vetture di servizio delle Forze dell’Ordine per poi raggiungere la sede operativa del Gos che presiede alla vigilanza e alla sicurezza dello Stadio al secondo piano, nel punto più alto dell’impianto.
L’agente stava lavorando per organizzare la partita prevista per l’indomani, quella del Giulianova e quando ha percepito la gravità dei fatti in campo, ha subito cercato di raggiungere il piazzale ma  l’ascensore era occupato, le gradinate erano ostruite dalla ressa ed è arrivato pochi istanti dopo che era stato rotto il finestrino per la rimozione dell’auto.
«Faremo piena chiarezza su quanto accaduto allo Stadio», ha assicurato il sindaco Mascia, «e chi ha sbagliato pagherà. E’ chiara la responsabilità dell’agente e l’amministrazione comunale ha già annunciato un atteggiamento di fermezza perché è giusto che chi sbaglia paghi, se lo aspetta Pescara, se l’aspetta l’Abruzzo e se l’aspetta l’Italia intera; la leggerezza è stata imperdonabile. Un rinvio della commissione disciplinare comunque non muta il quadro delineato e non toglie nulla alla fermezza con la quale l’amministrazione comunale intende affrontare l’intera vicenda».
Intanto in base ai risultati dell’ultimo esame autoptico sul corpo di Morosini è stata ipotizzata come causa del decesso una miocardite, ipotesi questa che dovrà essere confermata dalle analisi.  Non si esclude che la magistratura voglia andare fino in fondo con l'inchiesta per accertare le eventuali responsabilità nei soccorsi e capire se il mancato utilizzo del defibrillatore sia stato determinante.