IL CASO IRRISOLTO

Antenne San Silvestro, sciopero della fame e della sete «contro l’immobilismo delle Istituzioni»

Cittadini contro il Corecom: «non si rispetta la legge»

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I due scioperanti

I due scioperanti

PESCARA. A San Silvestro è iniziato ieri un altro sciopero della fame e della sete contro le antenne.

Ma forse la notizia non è questa. Enio Salle e Marino Candeloro, i due volontari che iniziano questa protesta, sono veterani della battaglia contro le antenne: conoscono ogni articolo ed ogni comma delle leggi e dei provvedimenti su questo argomento, hanno partecipato da anni a tutte le manifestazioni, ma c’è una domanda alla quale non sanno rispondere: «Se la legge va sempre rispettata e le antenne sono fuori legge, perché non si bloccano le trasmissioni che sono abusive? Qui ci sono due pattuglie di Polizia e di Carabinieri per controllare questo sciopero che è nella legalità, mentre le Istituzioni non si muovono nonostante tutti i provvedimenti secondo i quali a San Silvestro le antenne non ci possono stare. Non siamo noi gli irregolari, ma chi trasmette da queste antenne. Eppure di fronte a questa violazione lunghissima e sotto gli occhi di tutti, nessun magistrato si muove per aprire un’indagine. Per un concorso truccato che non fa danni alla salute, come l’inquinamento elettromagnetico, si spediscono avvisi di garanzia o a volte si arrestano sindaci ed assessori: perché ai tralicci di San Silvestro non succede nulla?»
«Si dice che le antenne sono un servizio pubblico che non si può interrompere e forse è così – commenta Tommaso D’Orazio, un altro cittadino deluso delle Istituzioni che guardano e non si muovono – anche il trasporto pubblico locale è un servizio pubblico, e proprio per questo il bus deve rispettare il Codice della strada, non ha la licenza di investire i passanti….»
Lo sciopero della fame e della sete è iniziato ieri, proprio nel giorno del passaggio al digitale terrestre, anche per sottolineare che si parte da un punto, cioè le antenne di San Silvestro, che non è previsto nel Piano delle frequenze. «Ma questo nessuno lo dice – spiega Enio Salle – al contrario si cerca di far passare noi come quelli che boicottano questo passaggio al digitale che tanto “inquina” di meno. Un modo subdolo per non spostare le antenne, dopo il can can sulla piattaforma a mare, che ancora non c’è, ma che ha funzionato come specchietto per le allodole e per tranquillizzare l’opinione pubblica. Ci dispiace proprio questa disinformazione e non capiamo l’immobilismo di Procura e forze dell’ordine».
Qualcuno parla addirittura di lobby che ostacola lo smantellamento degli impianti, altri lamentano i danni alla salute ormai dimenticati, qualcuno ricorda che San Silvestro ormai è una zona così abbandonata che anche il valore delle case ha subìto un crollo: nessuno compra dove i valori dell’inquinamento elettromagnetico sono superiori dieci volte al consentito. Il sindaco Luigi Arbore Mascia arriva per solidarizzare con questi cittadini, ma rivendica il suo ruolo “storico” in questa vicenda e cioè l’aver ottenuto lo spostamento delle antenne e la cancellazione della zona dal Piano delle frequenze. «Sapete che la delocalizzazione non è stata semplice ed io ho combattuto con voi– ricorda il sindaco – adesso la competenza passa a Regione e Ministero. Io nei giorni scorsi, durante la riunione che c’è stata all’Aquila con i 24 titolari delle Tv e quelli delle Radio, ho già sollecitato una soluzione in tempi brevi. Posso dirvi che è previsto un tavolo tecnico decisivo il 18 maggio alla Regione a Pescara».
Presenti anche alcuni consiglieri delle opposizioni al Comune ed il clima non è di contestazione. Le critiche semmai sono rivolte a Filippo Lucci, presidente del Corecom «che predica bene e razzola male», spiega Brunella Di Lizio: «ecco la lettera firmata da lui: si dice che le Tv possono operare solo dai siti compresi nel piano delle frequenze o da altri siti dopo aver acquisito le autorizzazioni. In Abruzzo ci sono 128 siti autorizzati e qui non c’è alcuna autorizzazione, però si trasmette. San Silvestro non è un sito, è terra di nessuno dove la legge non opera. E’ tempo di presentare qualche denuncia».
«I cittadini sono inermi e disarmati – conclude Marino Candeloro – noi che vogliamo rispettare le leggi siamo guardati a vista, gli altri che non sono in regola se la passano liscia. Il sindaco dice che la meta è vicina e che ci dobbiamo preparare a festeggiare. Noi intanto scioperiamo».
Sebastiano Calella