AMBIENTE

Fosso Marino, ad un anno dall’invasione dei liquami «situazione pessima»

La denuncia dei turisti: «acqua schiumosa e “saponosa” »

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Fosso Marino, ad un anno dall’invasione dei liquami «situazione pessima»
VASTO. Le stagione estiva è alle porte e la qualità delle acque di balneazione vastesi non è migliorata.

Lo segnala, stavolta, il consulente tecnico Angelo Russo che parla a nome «del turista indignato» e si rivolge direttamente alla Fee (Foundation for Environmental Education) che cura  iniziative come la Bandiera Blu d'Europa. Russo ha  domandato all’associazione «se Vasto meriti ancora la bandiera blu come segno distintivo di  acque limpide e non inquinate».
I problemi sono legati a Fosso Marino uno dei canali naturali di scarico a mare di tutte le acque. L’estate scorsa (a luglio) la rottura di una condotta che scorre sotto via Martiri Istriani aveva causato la fuoriuscita di liquami fognanti che si erano riversati in mare. Per una settimana 500 metri di spiaggia erano rimasti chiusi ai bagnanti. Ad ottobre il sindaco Lapenna ha annunciato misure di risanamento per risolvere il problema indicando i fondi Fas come risorse da investire per il raddoppio della rete fognaria e per il potenziamento del depuratore. Dopo mesi di tentennamenti e riunioni, solo lo scorso marzo il Comune pubblica il bando per l’aggiudicazione dei lavori. L’ impresa aggiudicataria è la De Francesco Costruzioni di Castelpetroso.
Ma a distanza di quasi un anno dall’ episodio increscioso le condizioni dell’acqua  sono rimaste pressappoco immutate nonostante denunce, esposti e promesse.
«E' vergognoso come nessuno prenda provvedimenti in merito ad un disastro ambientale di questa portata», tuona Russo, «il sindaco ha il dovere di tutelare la salute pubblica e deve mettere in atto qualsiasi provvedimento che salvaguardi i cittadini».
Russo stigmatizza sia la mancanza di interventi che le modalità con cui si è affrontato il problema. Secondo l’uomo «è mancata un’adeguata segnalazione che tenesse lontani i bagnanti che continuano indisturbati ad immergersi in acque liquamose».
«In merito al divieto di balneazione», ha detto, «che ha interessato il litorale adiacente la foce di Fosso Marino, nel pieno centro di Vasto Marina, soprattutto i bambini  non notavano la segnaletica, si soffermano a giocare sulle sponde del canale di Fosso Marino, addirittura immergendosi nelle acque liquamose, quando anche tutto il decorso del canale doveva essere transennato con adeguata segnaletica. Il tratto di spiaggia antistante il Lido La Bussola è stato sottoposto a divieto temporaneo di balneazione ma la situazione non è migliorata».
E non fa stare di certo sereni neanche la situazione dell’ ex depuratore di via San Rocco oggetto di un esposto alla Procura locale della Repubblica, al Noe ed al Commissariato il 09.11.2011. La conduttura della rete fognante, coperta da rovi e cespugli fu completamente aperta per far defluire i liquami quando la rete sovraccarica venne sottoposta a forte pressione. Il contenuto della la fogna fuoriesce e forma un lago artificiale i cui liquidi vengono assorbiti dal terreno e finiscono nelle falde sottostanti ed in mare.
L'Osservatorio Antimafia della Regione Abruzzo ha chiesto alle autorità l'immediato intervento con l'individuazione di eventuali responsabili e l'obbligo per l'amministrazione di ripristinare lo stato dei luoghi bonificando il lago di liquami.
«Ma ancora oggi», segnala Russo, «non  si è a conoscenza delle indagini sul disastro ambientale di Fosso Marino».