SPESA PUBBLICA

Piani di ricostruzione. «I Comuni rinunciano ai bandi e scelgono esperti costosi »

Micalone: «con una procedura pubblica si sarebbero ottenuti notevoli»

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Piani di ricostruzione. «I Comuni rinunciano ai bandi e scelgono esperti costosi »
L’AQUILA. «I Comuni che hanno affidato la redazione dei piani di ricostruzione all’Università di Padova ed all’Istituto per le tecnologie della Ricostruzione de L’Aquila , hanno speso di più rispetto a quanto avrebbero sborsato per consulenti scelti con procedura pubblica».

A segnalarlo è il consigliere comunale di Castelvecchio Calvisio, Paolo Micalone che in una lettera alla Corte dei Conti ed al Commissario per la Ricostruzione ha evidenziato «uno sperpero di danaro dovuto ad un piano di costi non correttamente calcolato».
Infatti, secondo i Comuni di Castelvecchio Calvisio, Castel del Monte, Santo Stefano, Villa Santa Lucia, l’affidamento della redazione dei piani di ricostruzione all’ università e all’Istituto avrebbe comportato una spesa (in consulenze ed oneri) pari a 700.210 euro rispetto ad 1 mln 506.695 euro (gli onorari secondo la tariffa professionale degli ingegneri ed architetti).
In particolare, secondo i calcoli dei Comuni, Castel Del Monte ha impiegato 152.611 euro, Castelvecchio Calvisio 97.692 euro , Santo Stefano di Sessanio 201.118 euro e Villa Santa Lucia 248.787 euro.
«Ma», interviene Micalone, «gli onorari calcolati secondo la tariffa professionale degli ingegneri e architetti, non risultano essere correttamente determinati per cui la pubblica amministrazione è stata indotta ad assumere decisioni non rispondenti all’interesse generale».
Infatti, secondo il consigliere , considerando la decurtazione del 30% degli onorari professionali per gli ordini, e le spese e compensi che non possono superare il 20% degli onorari a percentuale, i costi totali correttamente calcolati secondo la tariffa professionale ammontano a €. 348.752,39; una cifra di gran lunga inferiore rispetto ai 700.000 euro spesi per l’Università di Padova e l’ITC –CNR de L’Aquila. Nel dettaglio infatti per i compensi degli esperti Castel Del Monte avrebbe potuto sborsare 76.900 euro, Castelvecchio Calvisio 61.114 euro, Santo Stefano 96.605 euro, Villa S.Lucia degli Abruzzi 114.072 euro.
«Nel caso in cui avessimo privilegiato la procedura di evidenza pubblica», dice Micalone, «per la selezione dei professionisti, il costo sarebbe stato suscettibile di variare in diminuzione».
Il consigliere ha segnalato i fatti affinchè vengano assunte le opportune determinazioni da parte degli organi competenti «in quanto le amministrazioni comunali sono impegnate contrattualmente per un importo sproporzionato, rispetto al dovuto, che forse non potrà essere coperto per intero dal finanziamento che lo Stato erogherà».
«La presente viene inviata alla Corte dei Conti», ha detto, «e vuole essere di natura collaborativa nell’ambito dell’azione di controllo, prevista per gli atti emessi dal Commissario Delegato per la ricostruzione, allo scopo di evitare lo sperpero di denaro pubblico ripristinando il buon andamento e l’efficienza dell’azione amministrativa rispondente al solo interesse collettivo».
Infine Micalone invita i funzionari e responsabili dei servizi dei Comuni intestati, a porre in essere sistemi di controllo rivolti ad accertare l’efficacia,l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione il rapporto tra costi e risultati e verificare la congruenza tra risultati conseguiti e gli obiettivi predefiniti.