IL CASO

Asl Chieti e formazione: corso alla Bocconi per Zavattaro e due dipendenti

I sindacati da mesi propongono una riflessione sui criteri delle scelte del personale da formare

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Asl Chieti e formazione: corso alla Bocconi per Zavattaro e due dipendenti
CHIETI. Una delibera firmata Francesco Zavattaro autorizza lo stesso manager Asl, una dirigente e un’impiegata a frequentare un Workshop alla Bocconi: si ripropone così la questione “formazione del personale” Asl di Chieti.

Forse aveva ragione la Cisl quando ha sollevato il problema di “chi sceglie chi” per frequentare i corsi, a volte molto costosi. Secondo il sindacato serve invece un Piano ufficiale Asl sulla formazione del personale: ad ogni inizio anno si deve conoscere la programmazione dei corsi con i criteri per selezionare le richieste del personale. Altrimenti si rischia il fai da te, oppure si sfiora il favoritismo o lo spreco. E la delibera 407 del 2 aprile è una dimostrazione pratica di questi possibili “incidenti”, con l’aggiunta di una pratica amministrativa di sanatoria non si sa quanto regolare. Infatti la delibera autorizza ad aprile una partecipazione al corso che si è già svolto il 2 marzo. Dunque il 27 febbraio arriva al responsabile dell’ufficio Sistemi direzionali una richiesta del manager Francesco Zavattaro per «provvedere con urgenza » alla sua iscrizione - e a quelle di Annalisa Staniscia e di Manuela Loffredo - con formula azienda, cioè a prezzo scontato di 1.000 euro complessivi. Il corso si svolgerà il 2 marzo successivo a Milano-Bocconi sul tema: “Gestire e valutare la clinical competence dei professionisti: quale utilizzo nelle politiche del personale.” Allegate alla delibera ci sono le tre schede dei partecipanti, da cui risulta che due sono laureati e la terza non si sa (e non si sa nemmeno se è un’impiegata o una dirigente: anche qui la scheda è incompleta perché la casella del foglio di iscrizione non è barrata). Costo totale dell’operazione: 2.500 euro tra quota per la Bocconi e spese di viaggio, vitto e alloggio. In calce il parere favorevole dei direttori amministrativo e sanitario della Asl. Mentre non c’è nessun problema per la dirigente Manuela Loffredo, l’unica che sembra aver titolo per il corso su una materia di sua competenza e che resta comunque in servizio nella Asl, l’iscrizione del manager destinato a lasciare prima o poi l’incarico, ripropone il problema sollevato dalla Cisl e cioè che i soldi della formazione debbono essere destinati esclusivamente a chi resta in azienda. Della terza partecipante, invece, non si conosce il ruolo che ricopre e quindi non si capisce nemmeno il criterio con cui è stata scelta e se ha titolo per partecipare a questo corso. Dalla loro formazione infatti dipende la qualità dei servizi sanitari futuri per tutti i cittadini. Se a questo episodio aggiungiamo altre scelte Asl, come quella di iscrivere una decina di dipendenti ai corsi Unidav e non alla facoltà di Economia di Pescara (dove i corsi costano meno e hanno una tradizione ben più lunga e apprezzata) si evidenzia un quadro di scelte occasionali, senza un criterio percepibile e con qualche sospetto di corsia preferenziale. E due domande sorgono spontanee: perché ad alcuni è riservata la Bocconi di Milano e ad altri Torrevecchia Teatina? Come mai l’Abruzzo povero, con la sanità disastrata, le addizionali Irpef a gogò, i tagli lineari di posti letto e servizi va a finanziare solo e sempre la ricca Bocconi?

Sebastiano Calella