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L’allarme inascoltato della Cgil:«Anche in Tercas troppo potere in mano a pochi»

Francesco Trivelli, Fisac Cgil: «A pagare non debbono essere i dipendenti»

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Francesco Trivelli

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TERAMO. La Cgil aveva lanciato l’allarme già da almeno un mese: «non è buono lo stato di salute della gestione Tercas», aveva scritto in una lettera inviata a tutti i dipendenti, con i dati di bilancio analizzati e vivisezionati proprio per dimostrare la crisi in atto.

 E puntualmente è arrivato il commissariamento da parte di Bankitalia, che già da settembre era presente a Corso San Giorgio per un’ispezione accurata che si è conclusa con il blitz di venerdì. Lo conferma Francesco Trivelli, segretario generale Fisac Cgil: «Purtroppo il bilancio del 2011 della banca più grande d’Abruzzo è stato eloquente, non solo nelle perdite, ma anche per la crescita di crediti inesigibili che sono diventati due volte il patrimonio di base – spiega Trivelli - Credo che tutto ciò non possa essersi prodotto per soli errori gestionali. Comunque la questione riguarda tutti. In generale, il credit crunch erode solidità finanziaria al sistema produttivo regionale».
 I dati 2011 sul credito bancario sono negativi. Si è registrato un incremento creditizio debole, pari a 1.017 mln di euro, molto inferiore a quanto erogato nel 2010. E la provincia che ha registrato la più piccola  variazione di credito alle imprese è proprio quella di Teramo, con soli 35 mln di euro in più, su 727 erogati a livello regionale.
La sua valutazione sul commissariamento da parte di Bankitalia?
«E’ un annuncio molto negativo in un momento, purtroppo, molto difficile e complesso per l’intera economia regionale. Ma sono convinto che non avrà una ripercussione sul risparmio della clientela. La banca ha una sua struttura patrimoniale consistente ed esistono in Italia, come ultima istanza, forme di garanzie e di tutele per il risparmio – commenta il segretario Fisac Cgil - ma non possiamo nasconderci che i prossimi mesi saranno difficili».
«Ritengo fortemente negativo il commissariemanto», ha aggiunto Trivelli, «poiché è avvenuto per gravi irregolarità e violazioni di normative che hanno visto inadeguati gli assetti della governance e dei controlli interni. In altre parole ci troviamo di fronte ancora una volta a manager senza scrupoli, che non sono all’altezza dei profondi mutamenti finanziari in atto. Il problema della governance è il tema che stiamo vivendo in molte realtà del mondo bancario in Italia e lo abbiamo già notato, in poco più di un anno, in altri Istituti di credito in Abruzzo che hanno visto altri direttori generali dimettersi dai propri ruoli – conclude Trivelli - Spesso troviamo figure direttive che detengono un potere decisionale troppo elevato, per prassi delegata: molto potere in mani di pochi. Credo che il tema della democrazia economica e finanziaria dovrebbe essere al centro di un grande dibattito pubblico. E occorrerebbe maggiore consapevolezza su questo delicato argomento. In momenti di crisi, di transizione e di incertezze diviene assai delicato il compito di assicurare certezze delle regole e, quindi, riuscire a mantenere la fiducia delle persone. Aggiungo che come sindacalista sono fortemente preoccupato poiché, a volte, sono i dipendenti a pagare le inadempienze aziendali. Per questo il sindacato, molto spesso, si trova a costruire faticosamente percorsi informativi controcorrente. Ma farli è un nostro dovere».
s. c.