ULTRA' CONTRO I ROM

Tensione a Pescara contro i Rom: il raid verso Rancitelli bloccato dalla polizia

Il sindaco: «città sicura, risposta tempestiva delle forze dell’ordine»

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Il padre di Domenico Rigante cerca di calmare la folla

Il padre di Domenico Rigante cerca di calmare la folla

PESCARA. «Non li vogliamo più, non li vogliamo più». Piazza Italia gremita ieri mattina da tifosi, ultras, amici di Domenico Rigante ma anche semplici cittadini. Oltre mille persone sono scese in strada per lanciare un appello alle istituzioni: giustizia per Domenico e fuori tutti i rom dalla città.

Il coro da stadio è stato ripetuto decine e decine di volte: «non li voglio più, non li voglio più» mentre poche ore più tardi in conferenza stampa il questore Paolo Passamonti ha ribadito che la comunità dei nomadi stanziali è «parte integrande del tessuto sociale di questa città. Ci sono quelli che delinquono ma anche quelli che vanno all’università. Noi combattiamo contro i primi».
Il fratello gemello di Domenico Rigante, Antonio, ha chiesto che le forze dell'ordine prendano i complici del presunto killer «se no sono guai». La città ha chiesto ‘fatti’, vuole sicurezze, certezze, chiede che non ci siano scappatoie per chi ha sbagliato e per chi delinque, che non ci siano indulgenze, che la legge sia veramente uguale per tutti. Ma soprattutto chiede pace, tranquillità, chiede che quanto accaduto il 1° maggio in via Polacchi non si ripeta mai più. «Gli zingari dovete emarginarli voi», si è sentito urlare. «E' dal tribunale che nascono i problemi, dopo due ore stanno a casa loro», ha continuato la gente.
A stemperare gli animi ci ha pensato ancora una volta il papa di Domenico, Pasqualino Rigante, che ha «ringraziato tutti per la presenza e per le testimonianze d’affetto. Ora quello che dovevamo fare è stato fatto quindi andiamo tutti a casa».
Un gruppo di tifosi, circa 300, ha tentato di raggiungere il rione Rancitelli, ma è stato bloccato e convinto a tornare indietro dalle Forze dell’Ordine, Polizia municipale compresa, schierate lungo l’intera città.
Questo è il segnale che la tensione è ancora molto alta, anche dopo la cattura di Ciarelli.

MASCIA: «PESCARA CITTA’ TRANQUILLA»
Ad ascoltare le richieste c’era un attento e disponibile Luigi Albore Mascia, vittima anche di alcuni cori di protesta in quanto rappresentante delle istituzioni. Con lui il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa e diversi assessori comunali. Il sindaco ha prima salutato i presenti al centro della piazza, vicino alla fontana, per poi salire le scale del Comune con i cittadini che hanno riempito l’intera area, completamente chiusa al traffico sotto l’occhio di 15 agenti della Polizia municipale. E tra le centinaia di persone presenti c’erano anche la giovanissima compagna di Domenico Rigante, Angela, la mamma del giovane e il padre Pasqualino, oltre ai due fratelli, Antonio, il gemello, e Francesco, il più giovane di soli 19 anni.
«La macchina della giustizia sta funzionando in modo eccellente – ha innanzitutto detto il sindaco Albore Mascia –. La cattura di Ciarelli può, in qualche modo, dare un minimo di sollievo al territorio e alla famiglia di Domenico certi che le Forze dell’Ordine e la giustizia hanno fatto il proprio corso. Ovviamente non è finita». Il sindaco ha ammesso che in città si stanno susseguendo una serie di episodi di cronaca che continuano a colpire l’opinione pubblica, dopo le scomparse verificatesi a inizio anno, il ‘caso’ Straccia, il ‘caso’ Pica, l’omicidio Ceci. «L’auspicio è che Pescara salga presto alla ribalta nazionale per altre vicende».
Il sindaco ha sostenuto tuttavia che la città debba essere vista ancora come «una città tranquilla» e ha respinto l’immagine di Pescara-città intollerante: «ha una capacità di accoglienza e di solidarietà unica rispetto all’Abruzzo intero».

«PRESTO NUOVI SFRATTI»
Mascia ha ribadito che quanto accaduto «non fa capo a gruppi Rom di passaggio, che magari vivono in
accampamenti, in una baraccopoli, ma piuttosto a gruppi, clan di rom stanziali che fanno parte del tessuto sociale della città, che frequentano da anni i nostri spazi, nei cui confronti però dobbiamo dimostrare massima fermezza. Chi viola le regole dev’essere punito, dev’essere emarginato. Nella storia di Pescara sono sicuramente il primo ad aver avuto la forza e il coraggio di sfrattare i Rom».
Unanime la richiesta dei cittadini presenti, ossia mandare via dalla città i rom che delinquono, e intensificare i controlli, anche economici e finanziari, a carico di coloro che non pagano l’affitto di casa, che
risultano privi di lavoro, ma poi girano per le vie della città a bordo di auto di lusso seminando la paura nei quartieri.
Oggi stesso Mascia incontrerà il Commissario dell’Ater al quale chiederà un censimento delle case «per sapere con esattezza quanti sono gli appartamenti occupati abusivamente e programmare nuovi interventi».
Il sindaco ha capito che adesso la gente si aspetta reazioni forti da parte delle Istituzioni, «reazioni che però non dobbiamo adottare sotto la spinta dell’onda emotiva, ma a quelle aspettative dobbiamo certamente dare una risposta».