PESCARA

Omicidio Pescara, il feretro di Rigante allo stadio sotto la curva. Minacce di morte contro i rom

Il feretro entrato allo stadio poco prima delle 15

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Foto Fabio Urbini

Foto Fabio Urbini

Mentre il Pescara gioca a Grosseto migliaia di tifosi biancoazzurri si sono dati appuntamento allo stadio Adriatico per l’ultimo saluto a Domenico Rigante.
E’ lì che il giovane ultrà ucciso la sera del 1° maggio è stato portato per l’ultimo saluto e prima della messa. Un giro di campo come probabilmente avrebbe voluto e che ha ricordato quello che solo qualche settimana fa era stato fatto compiere a Livorno alla salma di Piermario Morosini, morto proprio all’Adriatico mentre giocava contro il Pescara. Rigante insieme ad alcuni amici e tifosi partecipò alle esequie dello sportivo a Bergamo e gli ultras pescaresi non avrebbero mai immaginato di trovarsi, solo qualche settimana più tardi, a dover dire addio al loro ‘fratello’.

Il feretro è stato accolto poco prima delle 15 da un interminabile applauso e dai cori degli ultrà: è transitato davanti alla curva Nord, storico settore dei tifosi del Pescara Calcio, tra fumogeni, petardi e fuochi d'artificio per poi fare un giro di campo.

 Tanti gli striscioni in ricordo del 24enne: «Fiero guerriero hai sempre combattuto... Solo contro l'infamia nulla hai potuto! Ciao Domenico», si legge nel più grande di questi, posizionato sugli spalti della curva Nord. «Sarai sempre con noi non ti lasceremo ma» hanno cantato ininterrottamente i presenti, tra le lacrime degli amici di Rigante. Biancazzurra la bara del 24enne, con incisi il simbolo del delfino del Pescara Calcio e dei Pescara Rangers, club a cui il giovane era iscritto. Il corteo, sulle note dell'inno del Pescara Calcio, si è poi diretto alla chiesa del Santissimo Crocifisso di Villaggio Alcyone a Pescara, per il funerale.
Non sono mancate minacce di morte, cori e attacchi pesantissimi nei confronti dei rom da parte degli ultrà del Pescara Calcio e degli amici di Domenico Rigante. «Li cacciamo via da Pescara» hanno ripetuto in coro a lungo i presenti. «Tornerete a vivere nelle roulotte e non nelle case» hanno urlato alcuni tifosi. Non sono mancati attacchi più duri e minacce di morte.

La famiglia Rigante solo qualche ora fa è tornata a ribadire che non cerca vendetta e non vuole che si arrivi ad atti di violenza. Loro vogliono solo giustizia e aspettano che gli inquirenti facciano il loro lavoro. La tensione è comunque alle stelle e la latitanza del presunto killer, Massimo Ciarelli, in fuga da 4 giorni, non aiuta a smussare i toni.

L’ARRIVO IN CHIESA
Il feretro di Rigante è arrivata alla chiesa alle 16.20 scortato da un lunghissimo corteo di amici e parenti, tra i quali anche i genitori del giovane, che in lacrime hanno lasciato lo stadio sorretti dagli amici del ventiquattrenne. Molti dei conoscenti del tifoso biancazzurro indossano una t-shirt bianca con la foto di Rigante e con la scritta "Sempre con noi". Molti dei presenti, quando il carro funebre è stato aperto, hanno toccato la bara per un ultimo saluto, depositando decine di sciarpe biancazzurre. Presenti anche molti tifosi del Messina e del Vicenza, squadre gemellate con il Pescara. Tra le tante corone di fiori presenti davanti alla chiesa c'é ne anche una della curva nord del Livorno e uno striscione con la scritta «Fieri di averti conosciuto. Ciao gemellone».
All’interno della chiesa ci sono circa 600 persone ma all’esterno non meno di duemila. 

Durante l’omelia il parroco ha ricordato di aver visto Domenico per l’ultima volta qualche giorno prima dell’omicidio. I due si erano incontrati e avevano stabilito la data del battesimo della piccola Angelica, 7 mesi, la figlia di Rigante che si sarebbe celebrato il prossimo 17 luglio. «Eravamo rimasti d’accordo che ci saremmo incontrato per fare un percorso insieme prima del lieto evento ma purtroppo gli eventi della vita ce lo hanno portato via in maniera prematura». Intorno alla bara ci sono una ventina di amici più stretti della vittima che sorreggono i genitori straziati dal dolore e fanno cordone intorno al feretro, ricoperto da tantissime bandiere. Fuori alla chiesa qualche pattuglia dei vigili urbani e atmosfera tranquilla. Ci sono anche famiglie con bambini.

Alle 17.30 si è conclusa la funzione religiosa. I rangers hanno trasportato all’esterno la bara dell’amico.
Durante il rito funebre i genitori, la compagna, i fratelli e gli amici di Domenico hanno "vegliato" per tutto il tempo la bara, circondandola fisicamente. Anche la figlia di Domenico Rigante era alla cerimonia, e per alcuni istanti la mamma Angela l'ha sistemata sulla bara. Poi all’uscita la ragazza era sostenuta dal fratello gemello del suo compagno. Il fratello ha preso la manina della bimba e l’ha sventolata in segno di saluto verso la bara.