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Ex Cofa, la maggioranza Mascia:«a fine giugno iter concluso o si va a casa»

Rifondazione chiede di fermare il Piano regolatore portuale

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Ex Cofa, la maggioranza Mascia:«a fine giugno iter concluso o si va a casa»
PESCARA. «Il piano particolareggiato Pp2 (ex Cofa) sarà approvato entro metà giugno senza ritardi né accelerazioni», assicura l’assessore allo Sviluppo del territorio Marcello Antonelli.

«Non ce la faranno», risponde il Partito Democratico. Fronte spaccato sulla questione mentre Rifondazione chiede di tirare il freno a mano sull’iter del Piano Regolatore Portuale del Porto Canale di Pescara. Ascoltate la Marineria», chiede Maurizio Acerbo.
La maggioranza Mascia va per la propria strada e ha le idee chiare: o tra un mese e mezzo il Pp2 andrà in porto o l’ amministrazione comunale se ne tornerà a casa «perché avremmo fallito un punto fondamentale del nostro programma di governo», ammette Antonelli secondo cui, però, «questo rischio non esiste».
La struttura dall’ex Cofa sarà trasferita dalla Regione alla Camera di Commercio, e punta a buttare a terra l’edificio stesso e aprire alla città il porto turistico. In programma ci sono un polo fieristico, strutture alberghiere e attrattive come un acquario oltre che a servizi vari.
«Pescara Porto», assicura il consigliere Lorenzo Sospiri, «rientrerà nell’ambito della pianificazione». «Dire che sul progetto di Pescara Porto debba intervenire la giunta, o l’Onu», sostiene Antonelli, «significa che non si conoscono le leggi dello Stato o, se si conoscono, che non si vuole rispettarle».
Il progetto, spiega l’assessore, in assenza della legge regionale sul Decreto Sviluppo, «sarebbe assentibile con un atto della struttura, ossia con il semplice rilascio del parere a costruire del dirigente, ossia non c’è alcuna competenza del Consiglio né della giunta».
Il Pd sostiene però che la maggioranza sia in ritardo perché nel 2009 aveva già lasciato un Piano particolareggiato: «era incompleto», replica Antonelli, «quel Piano è stato portato in Consiglio comunale l’ultimo giorno utile dell’Assemblea prima del ritorno alle urne, alle ore 16 quando il Consiglio si sarebbe sciolto alle 20, e quello strumento non è stato approvato perché mancava tutta la parte ambientale e il sub-ambito A, relativo alla parte golenale, che stiamo pianificando. E ricordo anche che sino a oggi l’unico intervento cementificatorio sulla riviera sud è rappresentato solo dalla Caserma della Guardia di Finanza che è stata consentita dal Pd, un’opera determinata dalla totale incapacità della giunta D’Alfonso di dare alla Guardia di Finanza siti alternativi in cui costruire».
Il Pp2, dunque, per la maggioranza è quasi definito: «sarà conforme al Piano regolatore generale e quindi andrà in approvazione in giunta e risolveremo così il problema dell’ostruzionismo dell’opposizione». Poi ci saranno le osservazioni, ed eventualmente si porterà il Piano in Consiglio se le osservazioni determinassero delle varianti rispetto al Prg. Ma ciò non impedisce ai privati, eventualmente, di presentare progetti secondo il Decreto Sviluppo.

Futuro e Libertà si dice invece «è fermamente contraria ad ogni ipotesi speculativa che rischia di stravolgere l'assetto urbanistico di un’area che costituisce il centro nevralgico per il futuro della città». Fli, dunque, attraverso il proprio coordinatore cittadino, Fabio Di Paolo, dice no: «tanto più forte è poi la nostra preoccupazione», continua Di Paolo, «davanti al rischio che l’organo consiliare possa essere escluso dal circuito della decisione in materia di indirizzo e di programmazione urbanistica, e ciò anche a causa della ritardata adozione dello strumento del piano particolareggiato».

IL PIANO PORTUALE
Sul Bura dello scorso 2 maggio, invece, è stata pubblicato l’avviso per la (Valutazione Ambientale Strategica) della proposta di Piano Regolatore Portuale. A questo punto ci sono 60 giorni dal 2 maggio per presentare le osservazioni. La totalità dei comandanti (49 su 50) della marineria di Pescara ha da tempo presentato alla Capitaneria di Porto un documento di netta contrarietà al progetto in esame.
«Per senso di responsabilità non ho voluto polemizzare sulla questione del dragaggio», commenta Maurizio Acerbo (Rc); «ma sento il dovere di intervenire per evitare che vengano per inerzia – come già accaduto in passato con danni devastanti – assunte decisioni che pregiudicheranno ulteriormente la vita della nostra città e del suo porto. La sensazione è che le cose stiano andando avanti come se nulla fosse. Proprio la drammaticità della situazione che sta vivendo il nostro porto richiederebbe la elaborazione di un progetto più minimale come costi ma che risponda effettivamente alle esigenze della marineria».