CICLONE TERCAS

Tercas: «i clienti stiano tranquilli». Ma Chiodi è «profondamento preoccupato»

Rassicurazioni da parte dei vertici. Si rischia il contraccolpo

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

7275

Il presidente Lino Nisi

Il presidente Lino Nisi

TERAMO. «Ritengo opportuno e doveroso segnalare ai clienti e ai risparmiatori - scrive Nisii - che l'istituto è in assoluta sicurezza. Nulla, quindi, debbono temere».

Le rassicurazioni arrivano dall'ormai ex presidente Lino Nisii, che dal 1982 guidava l'istituto di credito e che oggi tende a rassicurare i clienti anche per non creare pericolosi contraccolpi.
Per Nisi i teramani dovrebbe essere tranquilli anche perché «la gestione commissariale sotto il diretto controllo della Banca d'Italia offre la più ampia garanzia di salvaguardia della grande realtà che Banca Tercas Spa da decenni ha rappresentato nel territorio abruzzese».
Ma la preoccupazione sale anche perché colpisce un istituto bancario che da poco meno di un anno aveva accorpato Banca Caripe, dando vita ad un progetto di banca del territorio ritenuto vitale per assistere le piccole e medie imprese e le famiglie consumatrici abruzzesi.
Il presidente della Regione Gianni Chiodi, il presidente della provincia Walter Catarra e il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi leggono con «profonda preoccupazione» la decisione di Bankitalia.
«L'intervento di commissariamento - si legge nel comunicato - rischia di avere incidenze negative sul tessuto sociale e sull'autonomia del gruppo bancario. Nel sospendere, pertanto, ogni giudizio circa la perentorietà e la imprescindibilità della determinazione ministeriale, il Comune e la Provincia di Teramo e la Regione Abruzzo non saranno semplici osservatrici delle vicende interessanti l'istituto di credito, ma vigileranno e interverranno affinché non venga minimamente disperso il potenziale sia in termini di capitale umano sia in termini di patrimonio espressione di Banca Tercas».
Lo ritiene un episodio senza ricadute per il territorio il senatore del Pdl Paolo Tancredi. «E' un provvedimento duro che non ci aspettavamo - ha dichiarato -. Non entro nelle contestazioni dell'organo di vigilanza, ma lo considero un episodio che non avrà ricadute per i correntisti e per l'economia del territorio. Banca Tercas è un istituto solido, non alimentiamo preoccupazioni».
«Il commissariamento è di una gravità inaudita», commenta invece il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo. «Ricordo che la Tercas tra l'altro detiene il 95% della Caripe che di fatto è quindi essa stessa commissariata. Considerato che la Bper ha assorbito la Carispaq e la Bls, non garantendone per ora l'autonomia, possiamo dire che l'Abruzzo è ormai senza un sistema bancario locale proprio nel momento in cui le imprese artigiane denunciano il credit crunch e la nostra economia avrebbe bisogno di ossigeno creditizio per contenere gli effetti della crisi».
«Tutto questo», sostiene Acerbo, «ci dà il senso della pochezza delle classi dirigenti regionali e non intendo soltanto quelle che rivestono ruoli politico-istituzionali».
«Questo commissariamento è una ulteriore pagina negativa della storia delle classi dirigenti della Regione Abruzzo», commenta Gianni Melilla, coordinatore regionale Sel Abruzzo. «Non conosciamo le motivazioni tecniche che hanno spinto la Banca d'Italia ad una iniziativa così clamorosa, ma riconoscendo la sua serietà e professionalità non possiamo non essere preoccupati . Si tratta comunque di un epilogo grave che avrà conseguenze negative per le famiglie, per le imprese, per il risparmio e gli investimenti abruzzesi».
Per Melilla, inoltre, «quando si doveva avere il coraggio di unire le 4 casse di risparmio della nostra Regione, i banchieri abruzzesi pensarono più alle loro poltrone che alla società e all'economia abruzzese. Nei fatti l'Abruzzo vede a pezzi il suo sistema bancario locale».