TENTATO OMICIDIO

Tentato omicidio a Scafa, «i due avevano già colpito»

Nei giorni precedenti avrebbero minacciato la vittima per un debito di 3 mila

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Tentato omicidio a Scafa, «i due avevano già colpito»
SCAFA. Domenico De Clerico Di Pillo e Leopold Diame hanno negato fermamente di aver tentato di uccidere un uomo a Scafa, nel cuore della notte.

I due si trovano in carcere da mercoledì scorso con l’accusa di essere penetrati all’interno dell’abitazione di M.C, 31 anni di Foggia sottoposto all'obbligo di soggiorno a Scafa, nel cuore della notte, per poi colpirlo a coltellate. I due, difesi dall’avvocato Massimo Solari, giovedì mattina, sono stati interrogati dal gip e non si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Hanno risposto alle domande avanzate dal giudice per le indagini preliminari e hanno respinto con forza gli addebiti. Hanno spiegato che non sono stati loro ad aver messo in piedi e realizzato una spedizione punitiva e l’avvocato ha subito inoltrato richiesta di scarcerazione.
Poco prima dell’arresto, durante una perquisizione dei carabinieri del Nor di Popoli, retto dal capitano Mirko Boccolini, nella casa dei due sono stati trovati in un magazzino, all’interno del quale c’è un lavabo con annessa lavatrice, gli indumenti, ancora bagnati, alcuni dei quali presentavano delle piccole macchie, presumibilmente di sangue, di color marrone-ruggine, verosimilmente indossati dai due nel corso dell’aggressione. Ma anche su quegli abiti i due avrebbero fornito una loro versione dei fatti tirandosi fuori dall’episodio di violenza.
Ma adesso si scopre che i due uomini avrebbero già fatto visita alla stessa persona nei giorni precedenti per riscuotere da lui un credito di droga e, non riuscendoci, gli avrebbero portato via due cellulari, dopo averlo percosso e minacciato. Lo riferiscono i carabinieri della compagnia di Popoli che nei giorni scorsi hanno arrestato i due per tentato omicidio e ora li hanno denunciati per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, rapina ed estorsione continuata. Di Pillo De Clerico, di 37 anni di Tollo, e il senegalese Leopold Diame, di 32 anni, secondo la ricostruzione degli inquirenti pretendevano che il 31enne versasse tremila euro per un chilo di hascisc consegnato qualche settimana fa ma lui sosteneva di non avere i soldi a disposizione. Hanno promosso quindi una prima spedizione, il 28 aprile, di cui non si e' saputo niente fino ad oggi, e lo hanno rapinato, mentre nella seconda spedizione, avvenuta il primo maggio, lo hanno accoltellato. A svelare i fatti e' stata la vittima. Con loro ha agito una terza persona non ancora individuata dai militari dell'arma.