IL CASO

Pescara Parcheggi, si dimette il comitato di vigilanza

«Impossibilitati a svolgere incarico ricevuto»

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Pescara Parcheggi, si dimette il comitato di vigilanza
PESCARA. Ancora problemi e polemiche intorno a Pescara Parcheggi, la partecipata del Comune.

Nei giorni scorsi il Partito Democratico aveva denunciato il buco milionario nel bilancio, questa mattina, invece, il comitato di Vigilanza si è dimesso in blocco.
«Il comitato, dopo ampia discussione e ampio approfondimento», si legge nel documento firmato poco prima delle 12 da Renato Ranieri, Gianluca Fusilli e Vincenzo Di Noi, «prende atto di non aver ricevuto ad oggi, dopo 66 giorni, nessuno dei documenti richiesti alla Pescara Parcheggi né tantomeno comunicazioni ufficiali dalla Srl».
Insomma se vigilanza ci deve essere bisognerà pur controllare qualche carta. Ma quelle richieste non sarebbero mai arrivate. Per questo «in assenza della documentazione e senza alcuno strumento impositivo a disposizione per ottenerla» i rappresentanti del comitato rilevano di «non poter svolgere l’incarico ricevuto, tra l’altro previsto dallo statuto di Pescara parcheggi». Così l’unica cosa da fare sarebbero state proprio le dimissioni e per questo i tre, «all’unanimità» e «a tutela della dignità e delle prerogative del Consiglio comunale» hanno deciso di rimettere il proprio incarico nelle mani del presidente del Consiglio comunale».
Sempre nel documento si scopre che la richiesta di documentazione «necessaria allo svolgimento ricevuto», sarebbe stata inoltrata il 1° marzo scorso.
«L’amministrazione Mascia si sta dimostrando campione della poca trasparenza», contestano i consiglieri del Partito Democratico Camillo D’Angelo, Enzo Del Vecchio e Gianluca Fusilli che si chiedono come mai il primo cittadino non faccia un pressing serrato sull’amministratore unico della società a totale capitale
del Comune di Pescara.
«Il sindaco», continuano gli esponente dell’opposizione in Consiglio, «difende ancora una operazione che dovrebbe vedere il conferimento a questo società di un bene pubblico di inestimabile valore senza che venga acquisito uno straccio di documento che dimostri la solidità e la capacità della società a gestire quel bene. La conferma della poca trasparenza dell’attività di questa società viene altresì confermata dalla mancata approvazione del bilancio di esercizio del 2011, diversamente da quanto già fatto dalle altre società a totale capitale del Comune di Pescara come Pescara Gas ed Attiva, come testimonia la nota
rimessa dal Direttore Generale del Comune di Pescara».