IL CASO

Naiadi, «obbligati a servirsi di una agenzia di viaggi o niente ingresso in piscina»

La denuncia del consigliere dell’IdV Cesare D’Alessandro

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Naiadi, «obbligati a servirsi di una agenzia di viaggi o niente ingresso in piscina»
ABRUZZO. Chi ha bisogno di un albergo dovrà rivolgersi obbligatoriamente all’agenzia consigliata dalle Naiadi, altrimenti niente ingresso alle piscina, nemmeno per le gare sportive.

La vicenda la racconta il consigliere regionale Cesare D’Alessandro che con una interrogazione rivolta all’assessore al Turismo chiede di fare chiarezza sulla presenza nel sito internet del complesso Le Naiadi di Pescara, di una unica agenzia di viaggi, a cui di fatto chiunque sia interessato all’accesso agli impianti obbligato a rivolgersi, per avere le informazioni che occorrono.
«Il complesso Le Naiadi di Pescara – spiega D’Alessandro - è gestito da una organizzazione privata. Tutti gli anni vi si svolgono manifestazioni che attraggono migliaia di persone, sportivi e non, che hanno la necessità di rivolgersi ed individuare ospitalità alberghiera. Mentre in altre realtà – ad esempio Riccone - i siti internet degli impianti offrono l’accesso a tutte le strutture alberghiere convenzionate, nel sito internet dell’impianto Le Naiadi c’è uno spazio che rinvia direttamente ad una agenzia di viaggi di Pescara».
Così, secondo il racconto di D’Alessandro, le squadre di sportivi e chiunque voglia accedere al complesso Le Naiadi, può farlo alla condizione imprescindibile che si rivolgano all’agenzia in questione, «di fatto determinando una condizione di illegittimo ed inspiegabile monopolio nel settore ed una altrettanto inspiegabile condizione di vantaggio a favore esclusivo della agenzia di viaggi in questione».
Sarebbe stato comunicato, aggiunge il consigliere dell’IdV, ai rappresentanti di intere squadre sportive destinate alle Naiadi che, qualora avessero alloggiato in determinati alberghi, non riconducibili all’Agenzia, non avrebbero avuto alcuna possibilità di accedere all’impianto, con conseguente preclusione alla partecipazione ad eventi, competizioni sportive.
Per tutti questi motivi D’Alessandro ha presentato una interrogazione all’assessore al Turismo, «al fine di sapere se una simile organizzazione sia compatibile o meno con le previsioni della convenzione in essere con il gestore dell’impianto e con la natura pubblica dell’impianto».
«Ove cio’, come e’ presumibile, non sia consentito», chiude l’esponente della minoranza, «chiedo di sapere quali iniziative intende assumere per rendere libero l’accesso all’impianto pubblico, a prescindere dalle strutture alberghiere nelle quali gli ospiti decidano di soggiornare».