RIFIUTI

Casoni, no all'ampliamento: il Comune vuole un impianto tutto suo

Un progetto per un impianto di compostaggio c’è già

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Casoni, no all'ampliamento: il Comune vuole un impianto tutto suo
CHIETI. Ancora incertezze sul futuro dell'impianto di Casoni. Ieri c’è stato l'ennesimo incontro presso gli Uffici della Regione Abruzzo, tra l'assessore Regionale all'ambiente Mauro Di Dalmazio, il dirigente del Servizio gestione rifiuti, Franco Gerardini e l'assessore ai Rifiuti del Comune di Chieti, Alessandro Bevilacqua, per definire una volta per tutte il futuro di Casoni ed aprire nuovi scenari. Assenti il sindaco Umberto Di Primio e l’assessore all’Ambiente della Provincia Eugenio Caporrella.

Nella riunione l'amministrazione teatina ha presentato una nota ufficiale, con cui ha detto no all'ipotesi di ampliamento del 10 per cento della discarica di Casoni. E la Regione ha raccolto l'appello: questo intervento è stato cancellato dal documento di programmazione 2012-2015. Contestualmente il Comune ha chiesto un impianto di compostaggio tutto suo non indicando tuttavia il luogo dove realizzarlo.
Tutti d’amore e d’accordo? Niente affatto. Mentre Chieti si è detta soddisfatta dell’incontro, dall’Ufficio Regione ai Rifiuti smorzano i toni.
Secondo l’assessore chietino Bevilacqua «nel Comune di Chieti è utile avere un impianto di compostaggio perché oltre ad abbattere i costi per spedire il materiale altrove per essere lavorato può riceverne da altri comune con un indubbio vantaggio per l'amministrazione in termini economici visto che Chieti ha visto crescere la raccolta differenziata che oggi si attesta al 61 per cento».
Tutto filerebbe liscio se non fosse per il fatto che un progetto di compostaggio c’è già, come ha dichiarato il dirigente Franco Gerardini.
«La proposta di farne uno nuovo potrebbe essere respinta», ha detto, «perché c’è già il progetto avanzato dal Consorzio di Fara Filiorum Petri sulla realizzazione di un impianto nel Comune di Rocca Montepiano. Tra l’altro questo impianto era stato già finanziato dalla Regione ma non realizzato per inadempienza del consorzio stesso e potrebbe servire benissimo anche Chieti. Non si possono fare due strutture in un’unica area, una sarebbe di troppo».
La Regione si riserverà di decidere dopo il parere formale richiesto alla Provincia di Chieti.
Quanto all’ “archiviato” ampliamento di Casoni, Gerardini, ha espresso dubbi. «Innanzitutto», ha detto, «si tratta di rimodellare l’area non di ampliarla. Poi Chieti ha detto no all’ampliamento senza prospettare soluzioni alternative. Chi se li prenderà i suoi rifiuti?».
Gerardini ha infine speso qualche parola in difesa del piano di programmazione rifiuti presente dal 2007 sia a livello regionale che provinciale. «Quello che manca è l’attuazione di detti piani», ha precisato il dirigente, «il resto sono tutte cazzate».
m.b.