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Omicidio Pescara, ultras contro rom: «c'è un fratello da vendicare, devono sparire»

Sabato alle 15 i funerali. Domenica manifestazione in piazza. Tensione alle stelle.

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Omicidio Pescara, ultras contro rom: «c'è un fratello da vendicare, devono sparire»
PESCARA. «O li fate sparire voi (istituzioni, ndr) o ci pensiamo noi». E’ questo il secondo ultimatum lanciato dai Pescara Rangers quest’oggi.
Monta la rabbia degli amici e dei tifosi del Pescara che conoscevano Domenico Rigante, 24 anni, ucciso al posto del fratello martedì sera.
Più passano le ore e più il clima si fa incandescente. Mentre la polizia si sta mobilitando in tutta Italia per trovare Massimo Ciarelli, presunto responsabile dell’omicidio, gli animi non si stemperano. C’è tensione ma le istituzioni cercano di rassicurare e annunciano l’arrivo di ulteriori rinforzi di polizia che dovrebbero cercare di tenere sotto controllo una situazione che rischia di esplodere pericolosamente.
Alle 9.30 di questa mattina si è tenuto il comitato per l’ordine e la sicurezza e gli ultras della tifoseria di Pescara si sono presentati davanti al Comune, in piazza Italia. Toni pacifici e non si sono registrati momenti di tensione ma ad un certo punto hanno sistemato uno striscione nel piazzale del municipio con su scritto "Avete cinque giorni per cacciarli dalla città". Un vero e proprio ultimatum che non fa presagire nulla di buono.
Ce l'hanno con i nomadi e chiedono che i rom se ne vadano da Pescara perchè non vivono rispettando la legge. I Rangers hanno parlanto con il sindaco Luigi Albore Mascia e il presidente della Provincia Guerino Testa che hanno cercato di rassicurarli e invitarli alla calma.
Da questura e prefettura intanto vegnon diramati ordini per controllare sempre più il territorio, l'allarme e l'allerta è massima come fors enon si registrava da anni. Le voci si rincorrono sul web e non solo e le dichiarazioni che giungono da più parti all'azione di forza non aiutano al dialogo e alla compostezza. Anzi di parlare non c'è proprio voglia. La sensazione è che i problemi irrisolti di sempre sono ormai giunti al pettine eimpongono soluzioni definitive.

«PORTEREMO TUTTA LA CITTA’ IN PIAZZA»
Gli ultras hanno poi annunciato l’intenzione di organizzare una manifestazione pubblica per domenica mattina. Parlando a nome degli ultras Mimmo Nobile ha detto che l'obiettivo e' quello di «portare tutta la città in piazza» ed è per questo che e' stato scelto come giorno domenica. All'appuntamento sono stati invitati anche i rappresentanti delle forze dell'ordine e il prefetto Vincenzo D'Antuono, ha detto sempre Nobile. Mascia e Testa hanno assicurato la propria presenza ma Mascia ha anche chiesto alla tifoseria e alla citta' intera di mantenere «la calma e la tranquillità» dicendo nello stesso tempo che certo le istituzioni devono affrontare la situazione con «fermezza e determinazione».
«Oggi - ha detto Mascia - per scelte politiche scellerate del passato ci ritroviamo i nomadi nel tessuto sociale della citta' (non certo economico perche' non producono reddito), sono stati ammessi nella comunita'. Oggi, dopo l'omicidio, non possiamo far diventare Pescara un far west e generare delle faide ma bisogna essere fermi nei confronti di chi viola le regole, chiunque sia, e punirlo nella giusta misura. Ma io non mi iscrivo nel registro di chi e' per l'intolleranza e il razzismo, anzi lancio un appello alla ragionevolezza».

ABBIAMO UN FRATELLO DA VENDICARE

Intanto da circa un’ora su Facebook sta girando il comunicato sufficiale dei Rangers dal titolo ‘domenico per sempre’. E in queste nuove righe c’è un nuovo ‘ultimatum’ alle istituzioni dopo quello scritto sullo striscione questa mattina. «Abbiamo un fratello da vendicare…o li fate sparire voi o ci pensiamo noi».
Si ribadisce inoltre che alla manifestazione di domenica sono invitate a partecipare le istituzioni («devono essere assolutamente presenti») e se non accetteranno l’invito «ci vedremo costretti ad agire come sappiamo fare o come meglio ci riesce».
«Tu», si legge ancora nel manifesto, «non ci dovevi lasciare così a soli 24 anni. Per noi adesso è il momento del dolore ma neanche un dolore così grande riesce a placare la rabbia che abbiamo dentro». I Rangers invitano «tutta la cittadinanza» a reagire perché «non bisogna accettare prese di posizione e rivendicazioni da parte di chi pescarese non è. Non possiamo permetterci», si legge ancora, «di perdere il nostro territorio: per troppi anni hanno fatto il porco del comodo loro e ora li dobbiamo cacciare via tutti, devono sparire!».

IL DOLORE DEL FRATELLO GEMELLO

E sempre su Facebook in queste ore si è sfogato anche Antonio, gemello di Domenico, che non riesce ad accettare quello che è successo. «Te ne sei andato cosi all’ improvviso», scrive, «io non riesco a crederci, per mano di 7 non ho parole per descriverli che non hanno avuto pietà e ti hanno ucciso. Lì al tuo posso dovevo esserci io...e forse non avrei passato tutto quello che sto passando. Non riesco a levarmiti dagli okki ricorderò per sempre le tue ultime parole grazie per averci regalato la piccola A. (la figlia di appena 4 mesi). Ti voglio un mondo di bene fratello mio non ti dimenticheranno mai ciao panzò».
Secondo le prime ricostruzioni i sette rom che martedì sera hanno fatto irruzione nell’abitazione nei pressi di piazza Grue stavano cercando Antonio ma avrebbero sparato per sbaglio al fratello che si era andato a rifugiare sotto al tavolo.
La vendetta sarebbe scattata a seguito di una rissa che era scoppiata il giorno precedente a Pescara Vecchia.

TESTA:«PESCARA E’ ANCORA UNA CITTA’ TRANQUILLA»

«Con la morte di Domenico Rigante», ha detto il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, «Pescara è ancora una volta protagonista di una vicenda drammatica che si aggiunge alla catena di eventi tragici degli ultimi mesi ma, nonostante tutto, ancora oggi mi sento di dire che Pescara è una città tranquilla, con una qualità della vita ancora soddisfacente e che molti ci invidiano. Mi auguro che quanto accaduto al giovane Rigante sia da stimolo per una riflessione costruttiva. La tragica fine del 24enne appassionato di calcio e dell’undici biancazzurro dovrebbe far capire che in tutte quelle occasioni in cui si rischia un’esplosione di violenza è sempre opportuno fare un passo indietro, meditare, mediare. I fatti di sangue come quelli dell’altra notte vanno letti con attenzione e devono insegnare a percorrere strade ben più miti, all’insegna del dialogo, nella consapevolezza che le forze dell’ordine assolvono in pieno ai loro compiti sul nostro territorio, per prevenire i reati e perseguire chi li commette».

IL SINDACO MASCIA:«LE ISTITUZIONI SARANNO FERME»
«Le Istituzioni», ha invece detto il primo cittadino, Luigi Albore Mascia, «dimostreranno massima fermezza nell’affrontare il ‘caso’ dell’omicidio del giovane Domenico Rigante, un ragazzo di appena 24 anni, freddato lo scorso primo maggio. Le indagini stanno andando avanti e le Forze dell’Ordine assicureranno alla giustizia i colpevoli. Tuttavia oggi come sindaco di Pescara lancio alla città un appello alla ragionevolezza: non possiamo e non dobbiamo creare un clima di faide e ritorsioni, alla violenza non possiamo rispondere con altra violenza. Dobbiamo invece impegnarci per garantire ai nostri figli una città che, pur essendo ‘grande’, comunque sia vivibile e in cui si abbia una chiara percezione della sicurezza. So che è difficile in questo momento, a caldo, difendere tali valori, ma dobbiamo farlo, è nostro dovere, come uomini e come rappresentanti delle Istituzioni».

FUNERALE TIFOSO RINVIATO A SABATO
PESCARA. Si terranno sabato 5 maggio alle 15 e non domani i funerali di Rigante. La decisione è stata presa pochi minuti fa dai famigliari del giovane, in considerazione del fatto di voler consentire nella giornata di domani l'esposizione della salma e l'ultimo saluto delle centinaia e centinaia di tifosi biancazzurri. Prosegue intanto presso l'ospedale civile di Pescara l'autopsia sul corpo del giovane da parte dell'anatomopatologo Giuseppe Sciarra e del consulente balistico Rizza. La conclusione dell'autopsia è prevista per la serata. Nel pomeriggio è cresciuto sensibilmente il numero di tifosi che si é radunato nel piazzale antistante l'obitorio dell'ospedale civile Santo Spirito di Pescara.