PESCARA

Emergenza abitativa, Del Trecco contro Ater: «non ci danno alloggi»

L’assessore scrive alla Regione

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Emergenza abitativa, Del Trecco contro Ater: «non ci danno alloggi»
PESCARA. Ottocento famiglie in emergenza abitativa e in quotidiana attesa di un alloggio popolare solo sul territorio di Pescara.

Ma l’Ater da luglio 2011 non ha messo a disposizione del Comune un solo appartamento. E’ questa la situazione denunciata dall’assessore alla politica della Casa Isabella Del Trecco «dopo otto mesi di paziente attesa da parte del Comune, richiedono un intervento urgente della Regione Abruzzo».
Del Trecco ha inviato una lettera all’assessore regionale ai Lavori pubblici e all’Edilizia residenziale Angelo Di Paolo e, per conoscenza, all’amministratore Unico Ater Paolo Costanzi e al direttore dell’Ater di Pescara Giuseppina Di Tella.
«Pescara ha bisogno di alloggi da mettere a disposizione di chi attende da anni una casa e ne ha requisiti e diritti – ha detto l’assessore Del Trecco -. Di fatto gli appartamenti popolari di proprietà comunale sono tutti censiti, monitorati e al massimo conteremo, a oggi, due o tre situazioni di criticità sulle quali stiamo per intervenire in modo radicale con lo sfratto degli eventuali abusivi».
Situazione diversa quella dell’Ater che dovrebbe mettere a disposizione della Commissione comunale Erp gli alloggi da assegnare in modo provvisorio e definitivo, ma da luglio scorso ciò non accade, bloccando di fatto il lavoro della stessa Commissione, e soprattutto spegnendo le speranze delle centinaia di famiglie in lista d’attesa. «Oggi non riteniamo più accettabile tale situazione che evidentemente richiede l’intervento diretto della Regione Abruzzo, eventualmente anche mettendo a disposizione dell’Ater le risorse necessarie per intervenire sulla manutenzione degli alloggi vuoti in modo da consentirne la rassegnazione».
Proprio per questo Del Trecco ha scritto all’assessore Di Paolo. «Ritengo che questa situazione meriti, da parte dell’Amministrazione regionale, la dovuta attenzione, innanzitutto per un problema sociale che porta le famiglie ad avere sempre più la necessità di una casa, aggravata dalla difficile situazione socio-economica che stiamo vivendo, ma anche per un corretto mantenimento del patrimonio pubblico oltre che un introito regolare dei canoni di locazione».