RIFIUTI

Grasciano 2, iniziano i lavori in discarica

Sogesa-Regione, pace fatta?

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Il luogo dove sorgerà l'invaso

Il luogo dove sorgerà l'invaso

GIULIANOVA. Entro il mese di aprile, come da cronoprogramma, si è dato l’ok all’inizio dei lavori per la realizzazione della discarica per rifiuti non pericolosi, Grasciano 2.

I lavori consegnati da Cirsu (ente strumentale di sei comuni abruzzesi) alla ditta Ecom, il 27 aprile scorso per un totale di 1mln 587 mila euro (ribassati a 1mln 319 mila euro) dovranno essere ultimati entro 245 giorni. La consegna è prevista quindi per il 28 dicembre 2012.
L’inizio dei lavori avversato fino all’ultimo dall’ipotesi commissariamento e non poche polemiche, sembra essere arrivato, salvo incidenti di percorso.
L’accordo è stato firmato dal direttore dei lavori, l’ ingegnere Antonio Federico, l’amministratore unico dell’ impresa Ecom, Roberto D’Ambrosio ed il responsabile unico del procedimento, il geometra Massimo Di Gregorio. Proprio sulla procedura di nomina dei responsabili di procedimento seguita dal consorzio Cirsu per l’affidamento di incarichi per la discarica Grasciano 2 si sono sollevate alcune critiche. Il consigliere comunale di “Alternativa per Mosciano”, Emilia Di Matteo ha mostrato dubbi sulle nomine «avvenute senza alcuna procedura ad evidenza pubblica», lamentando «la reticenza da parte di Cirsu a fornire atti e documenti e spiegazioni». Il consorzio ha infatti affidato all’ ingegnere Lorenzo Giammattei la redazione del progetto esecutivo del sito ed a due dipendenti comunali, Fabrizio Notarini del Comune Morro D’Oro ed il geometra Massimo Di Gregorio di Notaresco, l’incarico di responsabili unici del procedimento, senza ricorrere alla procedura pubblica ma sulla base di non meglio specificati criteri di competenza e disponibilità.
I tecnici dopo aver analizzato una fitta documentazione (lo stralcio lavori di scavo del Cirsu, la autorizzazione ambientale integrata, la procedura di validazione del progetto da parte della No Gap Controls di Bologna) hanno stabilito le linee generali dei lavori.
Per prima cosa, l’area in questione dovrà essere ancora sottoposte a sondaggi e prove geologiche e geotecniche ma si dà atto che è libera (quasi tutta) da persone o cose che possano impedire l’esecuzione dei lavori.
Ci sono però alcune zone, si legge nel verbale di consegna dei lavori, «quelle in basso della discarica dove è stata riscontrata la presenza di una fila di cipressi e una rete di recinzione piante di alto fusto ed olivi che dovranno essere estirpati previa autorizzazione ai soggetti coinvolti. Anche l’area individuata per lo stoccaggio del terreno di scavo non è libera da strade e dalla linea telefonica. Prima di occuparla perciò bisognerà recuperare il vecchio percorso stradale a confine con il fosso e non ostruire la zona occupata dalla linea telefonica prima dell’autorizzazione dell’ente».
Tutte le richieste del Cirsu (allacci tecnologici utilizzo di locali), devono essere autorizzate.
Nel documento, poi, si chiarisce che «se per cause legate all’appaltatore non si arrivasse alla stipula del contratto d’appalto, all’impresa verranno riconosciute le sole spese per l’esecuzione dei lavori».
In ogni caso la Ecom, ditta incaricata dei lavori, si farà carico del piano di emergenza, del servizio di emergenza, del pronto soccorso, antincendio ed evacuazione del personale con tanto di denuncia agli enti previdenziali e di infortunistica per i suoi lavoratori.
Solo poco tempo fa, intorno al 14 aprile l’assessore regionale all’Ambiente, Mauro Di Dalmazio, ha affidato al servizio Rifiuti della Regione Abruzzo i poteri sostitutivi (incluso il commissariamento ad acta), per la riattivazione della discarica di Grasciano. Una decisione improvvisa e per certi versi inaspettata. Si vociferava che alla base della decisione ci fosse la mossa di Sogesa (società di servizi di igiene ambientale che fa capo al Cirsu) ormai in liquidazione che avrebbe sollevato un ricorso dinanzi al Presidente della Repubblica contro l’autorizzazione integrata ambientale che sarebbe stata trasferita da Sogesa a Cirsu. Si tratta del provvedimento che autorizza l'esercizio della discarica, o di parte di esso, a determinate condizioni da parte di un soggetto. Ora per effetto dell’acquisto delle quote private (in capo alla famiglia Di Zio) di Sogesa da parte di Cirsu e delle intricate vicende del consorzio dei rifiuti si è nel caso di un soggetto non formalmente autorizzato a gestire la discarica ma oggetto della voltura della autorizzazione regionale che Sogesa appunto sembra(va) contestare.