L'OMICIDIO

Omicidio Pescara, due molotov contro la casa del presunto assassino

I calciatori del Pescara in obitorio, funerali forse venerdì

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La casa dell'omicidio

La casa dell'omicidio

PESCARA. E’ ancora ricercato Massimo Ciarelli, 29 anni esponente di una famiglia rom, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio.

Secondo gli inquirenti è stato lui a sparare martedì sera a Domenico Rigante, ultras del Pescara. La polizia ha confermato che due molotov sono state lanciate la sera dell’omicidio contro l'abitazione di Massimo Ciarelli.
Il lancio delle molotov è avvenuto in via Vico Moro a Rancitelli, ma senza conseguenze, perchè si sono infrante in strada senza provocare alcun danno. Quando è avvenuto questo episodio non si era ancora saputo del decesso di Rigante ma evidentemente la reazione era già scattata. Per il momento non ha ancora portato alcun risultato la caccia all'uomo promossa da parte della polizia nei confronti di Ciarelli. Le ricerche continuano senza sosta da oltre 24 ore. Si respira tensione in città dove è arrivato altro personale del Reparto Mobile di Senigallia, per potenziare da subito i controlli nelle zone più a rischio.
Il presidente nazionale della Fondazione Romanì e dell'associazione abruzzese Ciliclò, Nazareno Guarnieri, ieri ha preso le distanze dall'omicidio avvenuto per mano di alcuni rom e respinge ogni tentativo di generalizzazione, «perché significherebbe aiutare i delinquenti». «E' però necessario ribadire che la comunità rom non è delinquente». In queste ore si teme proprio una rappresaglia contro gli zingari stanziali che vivono a Pescara. Lo stesso Guarnieri ha ammesso che molto sono spaventati «per il rischio di eventuali ripercussioni».
Stamattina, a partire dalle 9.30, si terrà la riunione del Comitato per l'Ordine pubblico e la Sicurezza convocata dal prefetto Vincenzo D'Antuono, su richiesta del sindaco Luigi Albore Mascia.
«Una riunione assolutamente urgente e necessaria», ha spiegato il primo cittadino, «per fare luce su quanto accaduto. Oggi comprendo la rabbia di quanti, amici, familiari, parenti della giovane vittima, stanno vivendo un dramma che appartiene alla città intera, una rabbia che potrà essere pacificata solo quando i responsabili saranno assicurati alle Forze dell'Ordine per consentire alla legge di fare il proprio corso».
Ieri mattina diverse centinaia di tifosi hanno fatto la spola con l'obitorio dell' ospedale civile dove si trova la salma di Rigante. Anche diversi giocatori del Pescara di Zdenek Zeman si sono uniti ad amaci e parenti. Assieme al presidente Daniele Sebastiani sono arrivati Marco Verratti, Lorenzo Insigne, Riccardo Maniero, Ciro Immobile e Antonio Bocchetti.
Sempre nel primo pomeriggio, per evitare problemi, una troupe televisiva nazionale è stata fatta allontanare vista la presenza delle centinaia di tifosi biancazzurri. Intanto oggi pomeriggio verrà effettuata l'autopsia sul corpo del giovane. Il pm Salvatore Campochiaro, che conduce le indagini, ha affidato all'anatomopatologo Giuseppe Sciarra l'incarico per effettuare l'autopsia. E' stato nominato anche un perito balistico, Gaetano Rizza, del gabinetto interregionale di polizia scientifica di Ancona che dovrà analizzare la traiettoria dei due proiettili che hanno poi causato la morte di Rigante. Se verrà concesso il nullaosta per la restituzione della salma da parte del magistrato i funerali si terranno venerdì pomeriggio nella chiesa parrocchiale di Villaggio Alcyone.