OMICIDIO DI PESCARA

Omicidio Pescara, ecco l'uomo ricercato. E' Massimo Ciarelli, pluripregiudicato

Nel curriculum sparatorie, spaccio e violenza. Sale la tensione contro i rom. La Questura chiede rinforzi

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Massimo Ciarelli

Massimo Ciarelli

PESCARA. Lo cercano da 14 ore Massimo Ciarelli, l’uomo che secondo la polizia ieri sera avrebbe sparato a Domenico Rigante, ultras del Pescara.

Ciarelli oggi ha 29 anni ed è componente di una famiglia molto nota in città per attività illecite. Nel pomeriggio il pm Salvatore Campochiaro scriverà il suo nome nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio. Gli inquirenti sono certi: è lui l’uomo che ha fatto fuoco contro Rigante, accovacciato sotto al tavolo della cucina nell’estremo tentativo di salvarsi la vita. Ma le pallottole lo hanno raggiunto al fianco ed è morto pochi minuti dopo lo sparo. A fare il nome dell’assassino è stato proprio Rigante: prima di morire ha rivelato a sette agenti della Mobile accorsi sul posto chi era stato a colpirlo: Massimo Ciarelli. A questo punto la testimonianza dei poliziotti sarà determinante nel corso del dibattimento ed andrà ad aggiungersi alle testimonianze di altre persone che pure avrebbero confermato che la mano del killer è stata proprio quella di Ciarelli.
Il rom ora è in fuga. Lui era già stato arrestato alla fine del 2005 per una sparatoria avvenuta in via Mincio, a Montesilvano, per via di una bambina contesa tra due famiglie rom. La polizia all’epoca lo rintracciò nei pressi di Fossacesia da alcuni parenti per sfuggire alle ininterrotte ricerche che si erano attivate subito dopo la sparatoria in pieno centro a Montesilvano. Questa volta le ricerche si sono sviluppate ad ampio raggio, non solo presso le abitazioni dei parenti più prossimi (che fino a questo momento non hanno dato risultati) ma anche presso amici e conoscenti che potrebbero coprire l’uomo. Un altro arresto è arrivato nel 2005 per droga. Secondo il Tg5 nelle prossime ore ci sarebbe la cattura ma gli inquirenti non confermano.
E in queste ore c’è anche chi ricorda che nel 1996 Massimo Ciarelli, all’epoca quattordicenne, venne perquisito nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del maresciallo Marino Di Resta. Per l’omicidio finì in carcere lo zingaro Umberto Ciarelli, all’epoca 31 anni, proprietario della villetta in cui i banditi, dopo essersi asserragliati, avevano ingaggiato un conflitto a fuoco con i carabinieri uccidendo il sottufficiale.
Al giovane Massimo i familiari consegnarono una pistola (che non era quella da cui era partito il colpo che uccise Di Resta) perché temevano perquisizioni. E il quattordicenne venne fermato con l’arma addosso non lontano dalla casa in cui abitava.
Intanto la città è scossa e l’omicidio ha creato grande fermento nell'ambiente della tifoseria organizzata pescarese di cui lo stesso Rigante, nonostante la giovane età, era personaggio di spicco e molto conosciuto.
Altissimo il pericolo per le forze dell'ordine: in Questura confermano che sono in arrivo rinforzi dalle Marche per meglio organizzare il controllo del territorio. Diverse centinaia di tifosi tra questa mattina e anche nel pomeriggio intanto hanno fatto la spola con l'obitorio dell' ospedale civile dove si trova la salma del ventiquattrenne ucciso ieri sera a colpi di pistola. Grande partecipazione e tensione si respira anche nella zona del porto di Pescara considerando che proprio la famiglia Rigante, originaria di Bisceglie, era molto conosciuta in quanto proprietaria di un peschereccio.
Alessandra Lotti